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lunedì 7 ottobre 2019

Hot water pie crust


Siamo in Culture e territoriCucina anglofona. Inghilterra Irlanda USAPie, Torte.

Usata per Carciofi e patate mediterranei in crosta inglese. Hot water pie crust, o per Bietole ripassate in hot water pie crust.

Quando in AAA è arrivata la pasta di questa Pizza di scarole, antica ricetta di Monte di Procida. Napoli mi è subito venuta in mente; al che Ester, l'amica napoletana, mi racconta: "Forse la tua associazione con la ricetta britannica ha un fondamento, rispetto a questa di Monte di Procida, perché in questo luogo tra la fine del ‘700 e gli inizi dell' '800 (gli anni della rivoluzione napoletana del ‘99) stanziarono delle truppe scozzesi, tant’è che il suffisso Scotto, presente in gran parte dei cognomi degli abitanti di quella zona (Scotto di Tella, Scotto di Carlo, Scotto di Colella, etc. etc.) sembra derivare proprio dall’ originario scottish. Quindi potrebbe avere un’origine scottish anche il guscio della pizza di scarole". Evviva le ibridazioni. 
Questa pasta si prepara scaldando l'acqua, sciogliendovi lo strutto, facendo bollire il tutto, incorporandovi la farina. Si può modellare formando un guscio, anche usando una ciotola come stampo interno. Raffreddandosi mantiene la forma, vi si mette un ripieno e uno strato di pasta sopra. Ci saranno cedimenti durante la cottura, considerati apprezzati segni distintivi. Ovviamente si può anche usare uno stampo, come per altre torte. La Hot water pie crust contiene ripieni anche molto umidi, e questo mi pare buono a sapersi; sono sempre savoury, spesso con maiale. Nella foto, una versione di Artemisia con dose piena di pasta e teglia di 34cm, bordi bassi. 

Da Isolina 

La più antica e facile delle paste dei pasticci inglesi. Non chiede riposi o soste, anzi deve essere lavorata immediatamente, altrimenti si avranno difficoltà a tirarla (così dicono le istruzioni). Farla è stato veloce come il vento, mattarello di marmo aiutando egregiamente. 

Hot water pie crust

Ho dimezzato le dosi e l'impasto è risultato sufficiente per una teglietta (proprio una classica teglietta da pie) da 19 cm (fondo) e ne è avanzata un bel po'.

Unire 1 cucchiaino di sale e 660g (330g) di farina0 in una grossa ciotola (l'ho messa in quella dell'impastatrice).

Mettere 280ml (140ml) di acqua in un pentolino insieme a 215g (106g) di strutto, scaldare mescolando.

Quando lo strutto è del tutto sciolto portare a bollore.

Spegnere il fuoco, versare il liquido sulla farina e lavorare fino a formazione della solita palla.

Trasferire sulla spianatoia e lavorare velocemente fino ad avere una bella pasta liscia.

giovedì 25 agosto 2016

Procedure. Arricciolare incidere cesellare. Pasta sfogliata dall'Asia centrale all'India, a Napoli.


Siamo in:

Procedure, Procedure 2.

Vedi anche Pasta Sfogliata Napoletana, Pasta sfogliata dell'Uzbekistan

Ho trovato prove incontrovertibili che la pasta delle sfogliatelle ha radici in Asia Centrale (sì, sì, anche quella, come molte altre cose). Datevi pace.

Dapprima l'occhio pigro non voleva vedere, ma poi dai e dai mi sono dovuta accorgere che in Uzbekistan, dove sono stata, si usa una Pasta sfogliata dell'Uzbekistan tale e quale a quella che ho chiamato Pasta sfogliata napoletana. Ci fanno le samsa, per esempio, i fagottini che in India diventano samosa. Ma anche certi pani che poi si cuociono in padella e che per ciò fanno tanto pensare ai nomadi.

Nel Vicino Oriente gli impasti sottili e sottilissimi, le loro sovrapposizioni, sono del resto frequenti, per esempio nella baklava. Si fa una pasta - anche solo con acqua farina e sale, ma si può aggiungere burro, non è quello il punto - si stende sottilissima e si sovrappone ungendola tra uno strato a l'altro - questo sì che conta, e ho visto varie tecniche - si arrotola,  si affetta, si spiana, si usa. Da cotta si sfoglia.

Quanto ai vari modi di fare la pasta sfogliata in area napoletana, anche gli appunti della madre di Mentuccia, Aida, e della sua amica Celeste, signore dell'area nord del Regno di Napoli, ne parlano.  Vedo, per inciso, che la fanno anche in Abruzzo. Ma che un tal tipo di pasta fosse usata non solo per le sfogliatelle non ne avevo idea; lo riscopro trovandone un par di seducenti tracce in letteratura; un rapido confronto con amici indigeni napoletani non la recupera nella loro memoria o esperienza. Poi ho semplicemente constatato che la pasta delle sfogliatelle in certe sue procedure (non ce n'è solo una) migra dal dolce al salato, dal piccolo al grande.

Dove ho trovato le prime tracce di questo campano sfogliare torte rustiche? In due libri. A Napoli si mangia così, Vittorio Gleijeses autore, Lydia Boccia Gleijeses curatore. Società Editrice Napoletana, 1977. E nel Il Ricettario della Cucina regionale, Focacce, Formaggi e Dolci Accademia Italiana della Cucina, TCI, 2004. Pizza Piena, Campania.

Poi Isolina mi ricorda la paste sfogliate indiane, così simili. Ce n'è una che sembra origini dal Punjab, da dove si è diffusa per tutta l'India. Ovviamente, versioni a bizzeffe. Si mangia sola o accompagnata. Un' altra versione, forse più popolare, è la paratha ripiena, che però richiede una lavorazione molto più semplice.










sabato 30 luglio 2016

Pasta per dolci con l'olio d'oliva


Da Artemisia

Snocciolo di seguito un po' di paste, frolle o no, usate per dolci, in cui c'è dell'olio. C'è sempre dello zucchero.

Frolla all'olio
Per 300g di farina00, 100g di zucchero, 100g di olio d'oliva dal fruttato leggero, 1 uovo e 1 tuorlo, 2 o 3 cucchiai di acqua fredda, un pizzico di sale, la buccia grattugiata di un limone. Procedere come al solito.
Sarà una pasta frolla più friabile del solito. Ci feci delle Tartellette con frolla all'olio, lo yogurt e i frutti rossi, e una Pie con frolla all'olio, crema di pompelmo e frutti rossi.   

Frolla integrale all'olio
300g di farina integrale di frumento,  80g di zucchero, 120ml di olio extravergine di oliva, 1 uovo + 1 tuorlo, un pizzico di lievito, un pizzico di sale, acqua fredda se necessaria (fu necessaria).

Pasta con olio d'oliva e vino bianco
500g di farina00, 150ml di olio (d'oliva molto delicato 150ml di vino bianco secco, 3 cucchiai di zucchero. Usata per Ravioli dolci con mincemeat.

Pasta abruzzese per uccelletti 
Per Uccelletti di Sant'Antonio, le cillitte de Sand'Andonie

Pasta con il lievito. 700g farina, 40g olio d'oliva, 100g vino bianco, 70g latte, 1 bustina lievito per dolci, 1 bustina di vanillina, 1 buccia di limone, 2 uova, 200g zucchero (ne faccio metà quantità).

Pasta senza lievito. 500g di farina 150ml di olio extra vergine d'oliva (138g), 150ml di vino bianco (147g), 3 cucchiai di zucchero, sale.

Frolla integrale all'olio

300g di farina integrale di frumento,  80g di zucchero, 120ml di olio extravergine di oliva, 1 uovo + 1 tuorlo, un pizzico di lievito, un pizzico di sale, acqua fredda se necessaria (fu necessaria). Usata per la Crostata con frolla integrale all'olio, rettangolare

Frolla all'olio e alla farina integrale di Montersino
500g di farina integrale di farro, 70g di olio d’oliva e.v., 70g di olio di semi di mais, 250g di zucchero di canna, 130g di acqua, 12g di lievito per dolci, 1 pizzico di sale, 1 cucchiaino di estratto di vaniglia, 1/2 buccia di limone. Usata per una crostata. Usata qui Frolla all'olio e farina integrale di Montersino.

Pasta per dolcetti 
500g di farina, 150ml di olio extra vergine d'oliva (138g), 150ml di vino bianco (147g), 3 cucchiai di zucchero, sale. Usata nei Dolcetti serpentelli neri

Pasta per Serpentone
300g di farina00, 50g di zucchero (messo solo una volta), 100g di olio d'oliva, qualche cucchiaiata di acqua calda fino a pasta molto morbida; impastare e lasciare riposare almeno 10' sotto una pentola calda. Usata per il 
Serpentone n. 2. Ovvero Chiocciola al cioccolato tra Uzbekistan e Italia

Pasta per Serpentone di Capena
Un uovo, 60g di vino bianco, 30g di olio d'oliva delicato, 25g di zucchero, un cucchiaio di rum e uno di alchermes, un cucchiaino di cannella. Prenderà 250g di farina00 circa. Per il Serpentone di Capena, dolce avvolto e ritorto

venerdì 2 gennaio 2015

Brisée integrali


Una sequenza di paste per torte o tartellette, dove si usa farina integrale di vari cereali. 

Con farina integrale di farro e strutto
100g farina di frumento 00, 100g integrale di farro, 100g di strutto, un pizzico di sale, uno di zucchero, un uovo. Per questa Torta pomaurea.

Con farina integrale di farro e burro
100g farina00, 100g farina integrale di farro, un uovo, 100g di burro, un pizzico di sale, un pizzico di zucchero, un pizzico di anice stellato in polvere, uno di falso pepe di Ayacucho, uno di ajuwan. Usata in questa quiche con stracchino al limone.

Con farina integrale di grano e burro
200g di farina integrale, 100g di burro, un pizzico di sale, un cucchiaio di ajowan dei semi piccanti tra timo e cumino, un uovo. Usata con questa farcia di carciofi.

Con farina integrale e olio d'oliva
85g di farina integrale e 170g di  farina0. Un cucchiaino di lievito madre secco. Due o tre cucchiai d’olio d’oliva. Acqua caldina quanto basta per fare una pasta morbida. Impastare a lungo, lasciato l’impasto a riposare e gonfiarsi sotto una ciotola. Usata qui Torta integrale con scarola e aglione.

Con farina integrale e olio d'oliva
300g di farina00, 100g di farina integrale, 100g di olio d'oliva, un pizzico di sale, tanta acqua quanta ce ne vuole per fare una pasta morbida. Farla riposare 10' sotto una ciotola capovolta. Usata qui Torta di finocchi alla paprika e luganega.

Con farina integrale di grano duro, lievito e olio d'oliva
Mettere 10g lievito di birra in 200g di acqua tiepida, aggiungere un cucchiaino di malto (o un pizzico di zucchero), aspettare che si crei la schiuma. Procedere mescolando 200g di farina integrale di grano duro senatore Cappelli, 300g di farina00, 100g di latte, 30g di olio e.v. d'oliva, un pizzico di sale. Aspettare che l'impasto raddoppi. Usata qui Focaccia integrale con l'indivia.

Con farina integrale e olio d'oliva
250g di farina00, 50g di farina integrale, 100g di acqua, 50g di olio e. v. d’oliva, un pizzico di sale. Usata qui Torta di verza come fosse ligure.

Con farina integrale e olio d'oliva

200g di farina0, 100g di farina integrale, 100g di olio d'oliva, un piccolo pizzico di sale e acqua quanto basta. Usata qui Torta integrale di rape rosse

martedì 3 giugno 2014

Sfoglia del kouign amann per torte salate.


Da Isolina

Innamorata del kouign-amann, ho deciso di provare una versione salata come guscio di una torta.

150g di farina0, 9g di lievito di birra, un grosso pizzico di tandoori masala (miscela indiana di varie spezie compreso peperoncino) e acqua q.b. L'ho messa sotto una ciotola e l'ho lasciata lievitare.

 Ho preparato 50g di ghee.

La pasta, una volta lievitata, l'ho stesa a rettangolo, l'ho spalmata con il ghee quindi l'ho ripiegata in 3; poi l'ho ridistesa e rispalmata.

Questo per 4 volte.

Ben stesa e allargata l'ho adagiata in una teglia smaltata (19 cm, al fondo).

Ho versato il ripieno, voltato un po' gli angoli.

Ho rispalamato il bordo con ghee e ho messo in forno a 200° per 40 minuti.

Provata con una farcia di porri e freekeeh.


martedì 22 aprile 2014

Brisée base più: curcuma - tè affumicato - mandorle - falso pepe, eccetera


Di Artemisia 

Brisée base 
200g di farina00, 100g di burro, un uovo, sale. Con un pizzico di questo o quello, diventa altro.

Brisée alla curcuma
200g di farina00, 100g di burro, un uovo, sale, un cucchiaino di curcuma. Una brisée molto gialla.

Per questa pseudo quiche con curcuma e yogurt nella farcia.

Per quest'altra, con castelmagno e miele

Per una con baccalà mantecato

Per una tatin di asparagi e patate

Per delle Tartellette con crema d'uovo sodo


Brisée al tè affumicato, tweed perché puntinata
200g di farina00, 100g di burro, un uovo, sale, un cucchiaio raso di tè affumicato.

Per una crostata con yogurt, ginepro, speck.


Brisée al tè nero, tweed perché puntinata
200g farina00, 100g burro, un uovo, qualche goccia di essenza di vaniglia, un ciuffo di foglie di tè nero affumicato.

Per delle Tartellette con rape rosse e brisée al tè nero

  
Brisée aromatica alle erbe 
200g di farina00, 100g di burro, un pizzico di sale, due di grani del paradiso triturati (oppure di pepe nero aromatico), tre di erbe aromatiche secche, un uovo.

Per le Crostatine di ricotta con pecorino e uva passa

 
Brisée alle mandorle
200g di farina00, 100g di burro, un uovo, un pizzico di sale, una manciatina di mandorle con la buccia; tutto nel mixer. Le mandorle verranno tritate non troppo finemente.

Per una crostata con farcia al pesto e cresta di radicchio tardivo.


Brisée al falso pepe di Ayacucho
200g di farina00, un uovo, 100g di burro, un pizzico di sale e un pizzico di zucchero, un pizzico di ajwan e un pizzico di falso pepe peruviano, che proviene da Ayacucho, triturato. L' ajwan è coltivato e usato come seme aromatico e medicinale soprattutto in India, dall'aroma simile al timo, ma più intenso. Tutto nel mixer fino a che non si forma una palla. Poi stenderla come al solito.

Con questa brisée, queste tartellette con crema di formaggio e marmellata piccante di peperoni e zenzero


Brisée al pecorino e falso pepe di Ayacucho
200g di farina00, un uovo, 100g di burro, 70g di pecorino romano, un piccolo pizzico di sale, una punta di cucchiaio di grani di pepe di Ayacucho. Tutto nel mixer fino a che non si forma una palla, anche il pecorino, che basterà tagliare in tocchetti: è cedevole. Il pepe in grani andrà dove vorrà disseminando la pasta di punti scuri. Non me lo chiedete neppure, potete sostituire con il pepe che preferite.

Per le  Tartellette  con frolla al pecorino, ricotta di capra, arancia e bottarga di spigola


Oppure, per i Biscotti con frolla al pecorino e noci

  
Brisée all'anice stellato e fiori di finocchio
200g di farina00, 100g di burro, un uovo, un pizzico di fiori di finocchio, due stelle di anice triturate, un pizzico di sale.

Per dei quadrotti di gorgonzola pere e noci


Brisée al coriandolo
200g farina 00, un uovo, 100g di burro, un cucchiaino colmo di semi di coriandolo, uno di fiori di finocchio secchi,  un pizzichino di zucchero e un pizzico di sale.

Per le Stelline aromatiche


Brisée al camembert
200g di farina00, un uovo, un pizzico di sale, 50g di burro, 70g di camembert, impastare nel robot; mancherà probabilmente un po' di liquido: aggiungere prudentemente qualche goccia di acqua fredda.
Si avrà una pasta liscia, setosa e maneggevole, una volta cotta molto profumata.

Vedi la crostata di frolla al camembert con farcia di sedano rapa



Brisée al parmigiano
200g di farina00, 100g di burro, un uovo, 50g di parmigiano grattugiato, sale, pepe bianco appena macinato.

Per  Crema di prosciutto e ricotta su biscotti al parmigiano

domenica 10 novembre 2013

lunedì 28 ottobre 2013

Pasta matta ligure. Sette versioni.


Siamo in Culture e territori, ItaliaLiguria.  

Versione 1
200g di farina, tre cucchiai d’olio d’oliva, un pizzico di sale e tanta acqua quanta ne occorre per un impasto morbido. Qui con riso e porri.

Versione 2 all'olio tartufato
200g di farina00, 50g di olio al tartufo, un pizzico di sale, uno abbondante di origano, tanta acqua quanta ce ne vuole per fare una pasta morbida. Qui con cipolle e tartufo

Versione 3 con acqua gassata
250g di farina00, tre - quattro cucchiate d'olio d'oliva, acqua (preferibilmente gassata) tiepida quanto basta, un pizzico di sale. Far riposare almeno 10' sotto una pentola calda. Qui con cipolle.

Versione 4 con il latte
 200g di farina, 100ml di latte, 25ml di olio d'oliva, un pizzico di sale. Qui per la baciocca.

Versione 5 con farina integrale
250g di farina00, 50g di farina integrale, 100g di acqua, 50g di olio e. v. d’oliva, un pizzico di saleQui con finocchio e luganega

Versione 6 con farina integrale
 200g di farina0, 100g di farina integrale, 100g di olio d'oliva, un piccolo pizzico di sale e acqua. Qui con le rape rosse.  

Versione 7 con succo di zucca
Succo da 500g di zucca triturata e messa a colare, pochissimo olio d'oliva, sale, 200gr di farina00. Qui con la farinata d zucca.  

lunedì 21 ottobre 2013

Pasta sfoglia del bimby



Da Artemisia

Con il Bimby:

200g di burro a dadini congelato, 200g di farina00, sale, 15" velocità 4.

 Acqua gelata quanto basta -100g - aggiunta a sorsi mentre i primi due ingredienti vengono mescolati e impastati.

Stenderla a rettangolo, piegarla in tre, stenderla di nuovo, piegarla in tre.




lunedì 21 gennaio 2013

Procedure. Arricciolare incidere cesellare. Pasta Sfogliata Napoletana


Siamo in:

Culture e territoriItalia. Cucina e passeggiate, Napoli e la CampaniaNapoli e la Campania. Lieviti, torte salate, pizze.

Procedure, Arricciolare, incidere, cesellare.

Da Artemisia

Scopro un modo di fare una pasta sfogliata per pizze ripiene in area napoletana. Riscopro, perché anche degli appunti della madre di Mentuccia, Aida, della sua amica Celeste, entrambe signore dell'area nord del Regno di Napoli, dicono di questa pasta, per le sfogliatelle di ricotta. Ho fatto prove e riprove. E' una procedura che si ritrova anche in India e in Asia Centrale. Isolina ha fatto un pane indiano sfogliato, l'accha paratha; nei commenti viene fuori che simili procedure sono diffuse nel mondo. Io sono in grado di risalire a una pasta simile usata in Uzbekistan per le somsa sfogliate

***

Gennaio 2013

Versione 1

La pasta è risultata poco duttile: andava messa un po' più di acqua, bisogna imparare quale durezza darle, è venuta troppo spessa. Qui sotto le foto dell'impresa, che comunque mostrano la procedura.

Pasta: 500g di farina, un uovo, due cucchiai di strutto fuso, un pizzico di sale, tanta acqua calda quanta ne occorre per avere una pasta morbida; la si lavora per cinque minuti, si fa riposare per dieci sotto una pentola calda.

La pasta si stende a disco sottile, si arrotola, si fende il rotolo in due, ogni parte si acchiocciola con il taglio in alto, le chiocciole si tirano con il matterello.


***


Versione 2

La seconda prova è senz'altro migliore della prima; le prove non sono finite, ma è fatta: ho acquisito la tecnica della Sfogliata Napoletana e la propongo al mondo come modo per fare facilmente una sfoglia che sfoglia, che può essere piacevole in molte preparazioni, salate e dolci. Se notate parentele con la procedura strudel, per es. l'uso del canovaccio, fate bene. Altre prove seguiranno, il canovaccio aiuta l'arrotolamento, ma voglio diminuire la farina; vedremo. Secondo me c'è ancora molto da fare.

Pasta: 300g di farina, sei cucchiai di burro fuso, un pizzico di sale, un uovo, mezzo cucchaio di zucchero, tanta acqua calda quanta ne occorre per avere una pasta molto morbida; la si lavora per cinque minuti; la si fa riposare sotto una pentola calda per almeno dieci minuti.

Poi si procede così:

Infarinare uno strofinaccio, stendervi la pasta il più sottile possibile.

Spennellarla di strutto o di burro.

Arrotolarla su se stessa aiutandosi con lo strofinaccio: tiratelo su, e la pasta ricadrà su di sè arrotolandosi.

Mettete il rotolo a raffreddare per una mezz'ora in frigo.

Tagliatelo in due per il lungo con un coltello affilato.

Fate una spirale con ciascuna delle due metà, mettendo la parte tagliata in alto. Chiudete le spirali bagnandone le code con un po' d'acqua.

Schiacciate le spirali con il matterello infarinato procedendo dal centro alla periferia, specie all'inizio.

Usate i due dischi così ottenuti per il fondo e il coperchio della vostra farcia. Io ho usato un ripieno ricotta-salame-pecorino-mozzarella, e invece di adottare una teglia ho preferito fare un disco su cui ho messo una cupola schiacciata di farcia, poi altro disco, quindi arrotolamento del bordo e sforbiciata per renderlo bello e di miglior cottura.


***

Febbraio  2013

Versione 3

E' sempre più chiaro che questo è uno dei modi con cui si fa la pasta delle sfogliatelle. Lasciatemi studiare Carola Francesconi e chiuderemo il cerchio. Per ora dico solo che dopo aver oscillato sulla consistenza dell'impasto dal duro al morbido, sono tornata verso il duro, ovvero un impasto che non richiede farina al momento in cui va steso.  

Pasta: con 300g di farina, sette cucchiai di burro fuso, un pizzico di sale, un uovo, mezzo cucchiaio di zucchero, tanta acqua calda quanta ne occorre per avere una pasta elastica; la si lavora per cinque minuti; la si fa riposare sotto una pentola calda per dieci minuti. La potrete lavorare senza infarinare il piano di lavoro.

Per il resto tutto uguale: si stende sottile, si arrotola, si taglia il rotolo in due per il lungo, si acciambellano le due parti, si stendono a disco: guardate le foto, la procedura è quella; senza strofinaccio, senza infarinare, ma è quella.
 



***
Chi cerca una ricetta ha già saputo tutto; gli altri che vogliono saperne il percome e il perchè, vadano avanti.

Che esistesse un tal tipo di pasta non ne avevo idea alcuna prima di trovarne un par di seducenti tracce in letteratura; un rapido confronto con alcuni amici indigeni napoletani non l'ha recuperata nella loro memoria o esperienza, ma ho deciso di procedere nel darle vita. Poi ho semplicemente constatato che la pasta delle sfogliatelle in certe sue procedure (non ce n'è solo una) migra dal dolce al salato, dal piccolo al grande.

Dove ne ho letto tanto per cominciare? In due libri.

A Napoli si mangia così, Vittorio Gleijeses autore, Lydia Boccia Gleijeses curatore. Società Editrice Napoletana, 1977.

Scritto da uno studioso napoletano, dedito in genere ad altri tipi di scrittura (storia di Napoli, per dire) con una moglie ottima ai fornelli, per cui a lui prese l'uzzolo di prodursi pure in un libro di cucina, e mise nero su bianco ricette e procedure della moglie. Sono venuta a sapere la storia da una bella nipote bionda dagli occhi azzurri scintillanti, che si sono messi addirittura a lampeggiare quando ha raccontato che il patriarcale nonno non solo sedeva a tavola come un ghiottone in attesa, ma anche come capriccioso giudice in preda al gusto del giudizio, pronto a far volare fuori dalla finestra (alla lettera) il piatto che non gli garbava. Eccolo come discetta si debba fare codesta pasta (è la prima traccia che ho trovato, per anni acquattata nella mia mente per risorgere vispa quando ho trovato la seconda; intanto ringrazio la Signora e anche Lo Studioso):

Un altro tipo di pasta si potrebbe ottenere con 300g di farina, una noce di burro, un pizzico di sale, ed un uovo.  Lavorare bene e stendere sottile come la sfoglia dei tagliolini. Ungere quindi questa sfoglia con 100g di burro fuso o di olio e arrotolarla su se stessa. otterrete un bastone che comporrete in un disco come se fosse un serpente raggomitolato. Tagliare questo disco in senso orizzontale e stenderlo di nuovo, ma non molto sottile, della grandezza della teglia. Fate attenzione a mettere la sfoglia con la parte che si apre verso l'alto. Il risultato sarà, oltre che buono, molto bello a vedersi.

VG ne parla in coda a una ricetta di pizza di scarola, dando alternative dei tipi di pasta in cui avvolgerla. Notate il "si potrebbe fare": ho dedotto che ne aveva solo sentito parlare. Di fatto quell'avvolgere - bella l'immagine della serpe, quella rende - e poi tagliare una spirale di pasta non piccola mi pare impresa difficoltosa; la versione che dò risolve meglio il passaggio.


Altro libro:

Il Ricettario della Cucina regionale, Focacce, Formaggi e Dolci

Accademia Italiana della Cucina, TCI, 2004.

Le ricette sono riportate scorrendo i vari temi e segnalando la regione, una scheda dopo l'altra: c'è più un intento di raccolta che una provata esecuzione. A un certo punto trovo questa:

Pizza Piena, Campania
Per la sfoglia: 500g di farina, un uovo, sale, due cucchiai di sugna o burro
Per il ripieno:  otto uova, 500g di formaggio fresco, 200g di salsiccia secca o di prosciutto di spalla, 50g di pecorino grattugiato, pepe, sale, 100g di ricotta (facoltativo).
Impastare la farina con l'uovo, il sale e acqua sufficiente a formare una pasta morbida. Stendere la pasta in una sfoglia più grande possibile. Arrotolare strettamente la sfoglia unta in precedenza con la sugna e tenere 30 minuti in frigorifero. Allungare sulla spianatoia, tagliare a metà nel senso della lunghezza. Adagiare mezzo rotolo sulla sua rotondità, avvolgerlo a spirale facendo aderire la parti senza stringerlo, in modo che la sezione tagliata diventi un unico disco con la spirale rivolta verso l'alto. Fermare la chiusura inumidendo l'ultimo pezzo combaciante. Schiacciare delicatamente la pasta dal centro verso i bordi con il mattarello infarinato, in modo che le lamelle della spirale si pieghino e si distrendano sulla spianatoia per formare un disco dalla spirale sottile ed appiattita. Foderare una teglia rotonda in modo che la spirale aderisca al contenitore. 
In una zuppiera mescolare le uova battute con formaggio fresco tagliato a fettine, pepe, salame sminuzzato, formaggio pecorino grattugiato ed, eventualmente ricotta precedentemente mantecata con la forchetta. Versare il composto nella tortiera e coprire con la restante sfoglia, lavorata come in precedenza disposta con la spirale verso l'esterno. Cospargere la superficie con dei fiocchetti di burro o sugna, infornare a circa 180° per 40 minuti. Lasciar riposare e servire.

Leggo e mi dico: allora è vero! La procedura esiste; certo la scrittura è prolissa e manca la serpe, ma c'è l' "adagiare il mezzo rotolo sulla sua rotondità" che non è male: notate che quando una ricetta si lancia in procedure non ritualizzate, il linguaggio fiorisce.


Altra fonte, appunti di casa:

Mi torna poi in mente una terza traccia, le sfogliatelle. Siamo in Campania.  Penso agli appunti di mia madre, orgogliosa del fatto che nella sua giovinezza sapeva farle, anche se io non le ricordo. Ci sono due ricette con due procedure, che trascrivo alla lettera; la prima è la nostra, il serpente:

Sfogliatelle di Celeste
Pasta: uova 4, solo i torli; zucchero due cucchiai; sugna circa tre cucchiai; un po' di sale; acqua un quarto e mezzo circa; farina quanto basta per fare una pasta alquanto dura; lavorare molto la pasta battendola anche sul marmo e lasciarla riposare.
Ripieno: ricotte n.10 (come quelle di Modestina); cedro candito a pezzetti; corteccia di due limoni a pezzettini; cioccolato a pezzetti; mandorle tritate; odore di vainiglia; zucchero quanto basta
mescolare tutto e in ultimo unire due o tre chiare battute a neve. (Mia madre aggiunge che lei le faceva spesso metà crema e metà ricotta; e che 'gnora Clelia, esperta di queste cose, solo di crema). Dividere la pasta in trenta pani piccolini, metterli in un recipiente e coprirli; stenderli uno per volta molto sottili sopra un canovaccio infarinato e spargerli di sugna; far gelare e quindi avvolgere come per i maccheroni, senza stringere molto; fare un rollo attaccando la punta con della sugna; dividere il rollo a metà e stenderlo quanto basta; dalla parte dove non risulti tagliato mettere il ripieno.


La procedura è identica a quella descritta da VG, solo  che invece che di una grossa serpe, si parla di tanti serpentelli e il ripieno è dolce.

Altre sfogliatelle
Per una quarantina circa: uova 4 (due intere e due solo i rossi); uno sgommarello di acqua tiepida; un bel cucchiaio di sugna. Farina quanto basta per fare una pasta abbastanza consistente ma non dura.
Lavorare molto e dividere in quattro pani e fare quattro stese molto sottili  che si sovrappongono dopo essere state unte con uno strato di sugna; prima di arrotolare piegare un po' i due lati della sfoglia per togliere il rotondo; arrotolare stretto formando un cilindro lungo e tagliare come delle larghe tagliatelle; stendere ognuna a dischetto e formare con il ripieno le sfogliatelle.


Qui la procedura è diversa, ma interessante per dire delle variazioni fiorite intorno a fare la pasta sfogliata;  dal dolce al salato si viaggia facilmente, il rustico napoletano ce lo ricorda con i suoi splendori di frolla dolce e farcia salata. La pasta sfogliata napoletana ha trovato il suo albero genealogico, anche se la versione per pizze rustiche sembra essersi persa o forse è sempre stata molto marginale.


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