mercoledì 25 febbraio 2026

Cavolo nero al pomodoro



Siamo in Verdure e VegetaliDi tutto un po'. Cavoli broccoli brassicacee.

Isolina, ovvero Brassica Illirica, dice come fare nell'ottobre del 2015; Artemisia a febbraio del 2026 ascolta la voce amica ed esegue, aggiungendo all'aglio un peperoncino. Isa dice: l'orto è generoso e bello; non è ancora il cavolo nero dei mesi freddi, ma... Provo a cucinarlo senza previa bollitura, come ormai faccio per tutte le verdure in foglia (e non) e viene benissimo. Lo accompagno a dei bocconi di pollo dorati e stanno insieme magnificamente.

Pulisco un mazzo di cavolo nero (dalle lumachine voraci), tolgo le coste dure e lo taglio a grossolane strisce.

In ampio tegame, olio d'oliva e  2 spicchi d'aglio intero sbucciato.

Appena incominciano a colorarsi, aggiungo il cavolo che ho solo leggermente sgrondato. Attenzione all'ondata di vapore e all'intenso sfrigolio.

Mescolo velocemente, salo e incoperchio.
 
Appena il cavolo si addomestica perdendo molto del suo volume, elimino l'aglio, lo copro di passata di pomodoro e continuo la cottura fino al restringimento della salsa.

Aggiusto di sale.










martedì 24 febbraio 2026

Faraona al cartoccio con pere, calvados e pain d'épices


Siamo in Carni, Carni di piuma. Faraona

Di Artemisia 

Per quattro. Consiglio sulle pere di contorno: rosolarle in padella molto calda all'ultimo momento; non prepararle prima e poi riscaldarle o diventeranno molli. La versione con Calvados è del 2012. L'aggiunta di caprese è perché passava di lì, ovviamente ci stava bene. 
Come scalcare. Lasciar riposare la faraona cotta, coperta, per almeno 10' prima di tagliarla, per trattenere i succhi. Usare un forchettone per tenerla ferma senza rovinare la carne. Incidere la pelle tra petto e coscia, disarticolare la coscia, tagliare la giuntura. Staccare le ali. Incidere il petto lungo lo sterno, e con il coltello staccare i petti, seguendo la cassa toracica. Si possono anche separare i fusi dalle sovracosce. La carcassa può essere usata per un brodo.

Versione con calvados 

Procurarsi una faraona intera e pulita, provvista del suo fegato.

Scottare il fegato di faraona velocemente, in padella, con un goccio d'olio d'oliva; triturarlo.  

Farcia

Una o due fette di pain d'épices tagliate a dadini, il fegato, una piccola pera sbucciata e tagliata a dadini, un sorso di Calvados, sale e pepe nero appena triturato, una cucchiaiata di nocciole triturate grossolanamente.

Infilarla nella faraona, cucire il buco, magari usando uno spago di silicone munito di un ago di acciaio.

Mescolare 70g di burro morbido con la buccia grattugiata di un limone.

Spalmarci la faraona prima ben asciugata, in modo che il burro non scivoli.

Metterle sotto ogni ala una bella foglia di salvia

Spolverarla di pepe nero di mulinello.

Poggiare la faraona su un foglio di carta da forno (anche alluminio, in questo caso evitate anche di legare). Chiudere bene il cartoccio, se necessario aggiungendo un altro foglio, legare accuratamente con lo spago.

Mettere la faraona incartocciata in una teglia di porcellana da forno che le stia alle costole.

Infilarla in forno già caldo a 160° e lasciarvela un'ora.

Tirarla fuori, scartocciarla, rimetterla in forno a 200° e lasciarvela ancora almeno mezz'ora perché rosoli bene.

Dividere tre pere in quarti, con tutta la buccia ma private della parte dura del torsolo e dei semi, saltarle in padella con poco burro, fiammeggiarle con un mezzo bicchierino di Calvados

Scucire la faraona, tagliarla con un trinciapolli, dividere la farcia in bocconi, rimetterla nella teglia circondata di pere.

Deglassare il sugo con un sorso di Calvados, versarlo su faraona e pere.

Versione con il cognac

Procurarsi una faraona intera e pulita.

Farcia

Una fetta di pain d'épices e una di caprese tagliate a dadini, una piccola pera sbucciata e tagliata a dadini, un sorso di Cognac, sale e pepe nero appena triturato, una cucchiaiata di visciole essiccate.

Infilarla nella faraona, cucire il buco, magari usando uno spago di silicone munito di un ago di acciaio.

Mescolare 70g di burro morbido con la buccia grattugiata di un limone e un tocco di zenzero pure grattugiato.

Spalmarci la faraona prima ben asciugata, in modo che il burro non scivoli.

Metterle sotto ogni ala una foglia di alloro

Spolverarla di pepe nero di mulinello.

Poggiare la faraona su un foglio di carta da forno. Chiudere a cartoccio, legare con lo spago, oppure avvolgere l'involto di carta da forno con carta alluminio.

Mettere la faraona incartocciata in una teglia di porcellana da forno che le stia alle costole.

Infilarla in forno già caldo a 160° e lasciarvela un'ora.

Tirarla fuori, scartocciarla, rimetterla in forno a 200° e lasciarvela ancora almeno mezz'ora perché rosoli bene.

Dividere tre pere in quarti, private della parte dura del torsolo e dei semi, farle saltare in padella con poco burro e zenzero grattugiato, aggiungere una manciata di visciole essiccate,  fiammeggiare con un mezzo bicchierino di Cognac

Scucire la faraona, tagliarla con un trinciapolli, dividere la farcia in bocconi, rimetterla nella teglia circondata di pere.

Deglassare il sugo con un sorso di Cognac, versarlo su faraona e pere.



domenica 22 febbraio 2026

Tagliatelle rigate rosolate, con cavolo nero, broccolo romano e uvetta di Corinto.


Di Artemisia

Non è la prima volta che sono tentata di fare una pasta ripassata non in seconda battuta, ma come piatto perseguito in quanto tale: rosolato, scrocchiarello. Avevo delle tagliatelle rigate, un dono; non avevo mai cucinato questo tipo di pasta e l'ho trovata simpatica, anche perché fatta con una farina intensa. Sono un po’ in fissa col cavolo nero e in una prima versione ho usato quello congiunto con un ciuffetto di foglie di rape rosse, che hanno subito dato un tono sanguineo a tutto, in particolare alle cimette di broccolo romano che ho aggiunto perché ci fosse anche una certa consistenza polposa. In una seconda versione ho usato solo cavolo nero e broccolo romano. Mi piace la pasta ripassata come meta immediata.

Cuocere 500 grammi di tagliatelle rigate e ripassarle in ampia padella antiaderente con olio d'oliva fino a quando non cominciano ad abbrustolirsi per bene. Dapprima lasciatela in pace perché inizi a rosolarsi stando, poi iniziate a girarla perché si dipani e perché la rosolatura si distribuisca.

Curare le foglie di un mazzo di cavolo nero togliendo loro le coste dure e tagliandole alla julienne.

Se le avete, tagliare a julienne anche un mazzetto di foglie di rapa rossa.

Sbollentare tre - quattro manciate di cimette di broccolo romano e tagliarle in modo che siano dei bocconi garbati.

Mettere cavolo nero, foglie di rapa rossa e broccolo romano a rosolare in una grande padella con olio d'oliva, aglio (poi tolto) e peperoncino sbriciolato, coprendo fino a che le foglie non si ammorbidiscono, poi scoprire. Rimestare. Non c'è bisogno di acqua.

Salare.

Unire pasta abbrustolita e verdura rosolata, unirvi due manciate di uvetta di Corinto e coniugare il tutto per 5'.

Aggiustare il sale, servire.





sabato 21 febbraio 2026

Febbraio. Siamo in tre e ci palleggiamo un dolce Sasso Santo.



Siamo in Incontri. Tutti i menu di AAA, mese per mese. Febbraio

Febbraio 2026. Siamo in tre e ci palleggiamo un dolce Sasso Santo. Ho ancora in testa la Basilica del Santo da cui ero in ritorno, un vero Madurai stupefacente, pieno di devoti, di cassette dove infilar ripiegati biglietti fitti di preci e pressanti richieste, di fedeli in fila che scivolando tra i pilastri intorno a messe cantate che si susseguono, strusciano mani devote, che si intridano di grazia, su vetrine barocche fitte di reliquie scintillanti di cristalli, denti e ori, per piombare infine in uno shop dove c'è ogni cosa (dopo averla acquistata, si consiglia di passare a farla benedire). Ne voglio una, che sia santa e poco ingombrante. Compero una tostissima Tortina Miracolosa, farina di orzo (già promette male), fichi secchi, zenzero, da lanciare come un sasso verso il Cielo, non certo da offrire con le pere cotte a Daniela e Massimo. Menu: Terrine de roquefort aux fruits secs, Terrina di gorgonzola alla frutta secca; Lasagne con i carciofi e la ricotta; Polpette in bianco con uvetta e pinoli; Patate arrosto; Pere al vino rosso, Sasso Santo.

Terrine de roquefort aux fruits secs, Terrina di gorgonzola alla frutta secca

Lasagne con i carciofi e la ricotta


Polpette in bianco con uvetta e pinoli

Patate arrosto 

Pere al vino rosso

Sasso del Santo













venerdì 20 febbraio 2026

Torta tutta pere con il magnifico cardamomo

'Ndo vai?

Siamo in Dolci nudiCon Albicocche e Ciliegie, Dolci nudi con la frutta.

Da Artemisia

In una ciotola sbattere 2 uova, 150g di zucchero, 100ml di latte e 100g di burro fuso fino a ottenere un composto liscio. 

Aggiungere 125g di farina00, 1/2 bustina di lievito per dolci e i semi di una decina di baccelli di cardamomo

Mescolare fino a ottenere un impasto liscio. 

Aggiungere delle pere a fette (avevo due enormi decana) e 50g di uvetta di Corinto ammollata nel rum con tutto il rum, incorporare delicatamente con una spatola. 

Versare l'impasto in una teglia imburrata e infarinata du 20cm di diametro, 4cm di bordo.

Cuocere per 30/35' a 180°. 

Lasciare raffreddare un po' prima di sformare. 








giovedì 19 febbraio 2026

Febbraio. Incontro tra vecchie amiche che diventano nuove amiche.



Siamo in Incontri. Tutti i menu di AAA, mese per mese. Febbraio

Febbraio 2026. Incontro tra vecchie amiche che diventano nuove amiche. Che bellezza! Marina e Stefania, due tra le amate amiche di pentola, Antonella, Ester, Anita, tra i tesori napoletani, Nadia, Viviana, dall'impagabile schiera del Consolo. Eccole insieme, e subito si avverte un riconoscersi che potrebbe presto portarci tutte a Napoli. Menu: Pizza scrocchiarella bianca e rossa di Iacozzilli, venerata bottega trasteverina; Vellutata bicolore di rape rosse e sedano rapa con pinoli, uvetta e isot urfa (mi sto accanendo sulle rape rosse), Ragout de boeuf a l'érable, ragù di manzo allo sciroppo d’acero del Québec (un felice ritorno dal passato, smettiamola di non ripetere le ricette, avevo da far molto meglio la dadolata, per dire, e da provare la slow cooker); Flan di ricotta e patate (un altro souvenir, che mi riporta a desiderare flan di questo e quello); Insalata di foglie e frutta; Frappe, Cioccolatini di Gay Odin in una scatola da stroncare il braccio sotto il loro peso; Cioccolatini della fatina che ci mette anche Orsetti d'oro e farfalle che restino con me quando tutte andranno via; Dolcetti di Le Levain a schiovere perché Stefania dice che dovevamo provarli, ed effettivamente con le napoletane si rimedia a mancanza grave, tra cui le Mono Rose - bone! - di San Valentino. 

Pizza scrocchiarella bianca e rossa di Iacozzilli

Vellutata bicolore di rape rosse e sedano rapa con pinoli, uvetta e isot urfa

Ragout de boeuf a l'érable. Ragù di manzo allo sciroppo d’acero

Flan di ricotta e patate

Insalata di foglie e frutta

Cioccolatini di Gay Odin

Cioccolatini della fatina 

Dolcetti di Le Levain, tra cui le Mono Rose















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