domenica 22 settembre 2019

Uova col pesto di mandorle e menta


Di Artemisia

Pesto di mandorle e menta: una ciotola di foglie di menta, molta menta romana e poca menta glaciale, viene frullata con una manciata di mandorle spellate. Aggiungere quattro cubetti di ghiaccio, abbondante olio d'oliva, sale, pepe nero appena macinato.

Rassodare otto uova, farle raffreddare, tagliarle in due, estrarre i rossi.

Mescolare intimamente i rossi con il pesto.

Ricomporre le uova riempiendo i mezzi bianchi sodi con la crema di rossi e pesto.

Mettere su ogni uovo ricomposto un mezzo gheriglio di noce.

Servire con Fresca Insalatina.







sabato 21 settembre 2019

Shaksuka. Non precisamente ortodossa


Da Isolina

Come da parola cantata da sirena sono stata attratta dal nome; poi mi sono detta: in fondo trattasi di uova con il pomodoro, e quasi desistevo. Però ho pensato che avrebbe portato a tutt'altro sapore e consistenza e ho proceduto. Piatto a quanto pare assai popolare dal Nord Africa al Medio Oriente, ed è certo che ha attraversato il mare, come tanti altri piatti mediterranei. Non ortodossa, ma quasi, perché mi sono scostata di poco dalle (varie) versioni trovate. Devo migliorare l'aspetto, ma il sapore era davvero interessante.

In un bel tegame a fondo spesso ho fatto rosolare semi di cumino, peperoncino verde a fettine, una bella cipolla bionda a sottili fettine, uno spicchio di aglione a fette.

A rosoltura alquanto avviata, ho aggiunto friggitelli quasi sminuzzati, e alcuni peperoncini cappello del vescovo  solo per il profumo e sapore.

Quando tutto si è ben ammorbidito, ho aggiunto adegauta quantità di pomodori a pezzetti, ho salato e ho continuato la cottura fino a formazione di una salsa abbastanza densa.

A questo punto, ho tolto le fette di aglio, ho aggiunto le uova. E qui (come si vede) non ho fatto un bel lavoro, in quanto le buchette praticate nella salsa che dovevano accoglierle erano insufficientemente definite. La cottura delle uova dovrebbe portare alla consistenza delle uova in camicia, ma a noi piacciono più rassodate, ed è chiaro che ognuno...

Prima di scodellare, una bella macinata di pepe selvaggio del Madagascar, non per ulteriore piccantezza, ma per profumo/sapore, e una gran spolverata di prezzemolo italianissimo.





venerdì 20 settembre 2019

Zuppetta di melone, gelato, frutto della passione e carambola

 
Di Artemisia

Quando pensiamo a un dessert, ricordiamoci delle zuppette. A farle non ci vuol nulla, non fanno gran danno, non ci mettono in imbarazzo, sono belle: Crema di pere e gelato di vanigliaZuppetta di frutta, Crema di mango e gelato al caramello, Formaggio fresco e panna.
Eccone un'altra (variare è così facile).
 
Un meloncino giallo estivo viene frullato finemente con 170g di yogurt greco.

Verso un dito e mezzo di tal crema nelle fondine (il piatto deve essere appena un po' cupo, non un ciotola, ma una fondina appunto).

Depongo in ogni fondina una pallina di gelato al caramello con la meringa (contiene frammenti di friabile meringa).

Vi metto a lato la polpa di un frutto della passione (un grosso frutto, o due piccoli).

E due fette di carambola.  






giovedì 19 settembre 2019

Pesto di mandorle menta


Di Artemisia

Il terrazzo verdeggia di menta. Anzi, di mente: c'è la romana, c'è la glaciale. Proviamo salse di menta?

Una ciotola di foglie di menta, molta menta romana e poca menta glaciale, viene frullata con una manciata di mandorle spellate.

Aggiungo quattro cubetti di ghiaccio, abbondante olio d'oliva, sale, pepe nero appena macinato.

L'accompagno a un bollito, meglio starebbe con un arrosto, benissimo sta sul pane.

E' stato usato con le Uova col pesto di mandorle e menta








mercoledì 18 settembre 2019

Zuppa di pomodoro. Courtine

 
Artemisia da Le ricette della signora Maigret, Robert J. Courtine, prefazione di Georges Simenon, Mondadori, Milano 1978.

6 scodelle.

Tagliare finemente una cipolla grossa e un piccolo spicchio d'aglio.

Tagliare in quarti quattro bei pomodori maturi e privarli dei semi (ho usato saporiti pomodorini estivi, tagliati in due o in quattro, abbondanti, tanti da riempire una ciotola da un litro e mezzo; mi sono ben guardata dal togliere i semi).  

Friggere tutto in padella con un po' di grasso d'oca (ho preferito olio d'oliva, e far prima dorare aglio e cipolla, poi ho calato i pomodorini; padella di 28cm di diametro, bordi alti). 

Sale e pepe di mulinello (dopo la mediterranea trasgressione olio d'oliva, ho aggiunto quella di un rametto di basilico poi tolto alla fine).  

Ho fatto appassire i pomodori.

Versare i pomodori in casseruola aggiungendo un litro e mezzo di brodo preparato con ali, zampe e collo di pollo (avevo un brodo di pollo e vitello, ho usato quello; la mia padella contenendo tutto ha permesso di evitare trasbordi). 

A pomodori cotti passare nel passaverdure (ho versato tutto nel bimby e frullato allo spasimo, sperando nella sua potenza: ne è sortita crema liscissima e di bel colore rosso - aranciato). 

Rimettere in casseruola e cuocervi una manciata di vermicelli o capelli d'angelo per commensale (ho saltato questo passaggio).

Disposrre fette di pane dorato nelle fondine.

Versarvi su il passato di pomodori e cospargere di cerfoglio sminuzzato (non lo avevo, ho eluso anche quello). 





***

Ce ne fu abbastanza per noi due a mezzogiorno, e per noi e  un'ospite il giorno dopo (ma gli ospiti avrebbero potuto essere anche due).


 
***


"Prima di tutto fu servita una minestra di pomodori, e nello stesso tempo un Saint-Émilion dolce da far venire il mal di stomaco, evidentemenre una di quelle porcherie a uso esportazione."

Maigret e l'Olanda, Un crime en Hollande, 1931


 

"Che minestra hai fatto?"
"Di pomodori"
"Bene!"

Maigret e il nipote ingenuo, Maigret 1934

martedì 17 settembre 2019

Mostarda d’uva fragola

 
Da Nepitella Partenopea

Il pergolato di una amica offriva generosa uva fragola, che nessuno sapeva come utilizzare dopo che la nonna non si occupava più di donarla alle amiche estive, in bei cestini di paglia, come ricordo della dolce generosità della bella stagione. Allora mi sono detta, perché non fare una mostarda con questa profumatissima uva, con cui preparare delle buone muffettate? Dopo aver intervistato esperte signore dall’antica tradizione procedo. Fantastici sapore e consistenza.

Separo le bucce dell'uva fragola dal cuore dell’acino e metto a quiete questa polpa.

Dopo circa 1/2 ora la passo al setaccio, in modo da eliminare tutti i semi, che vi assicuro sono tantissimi, e la unisco alle bucce.

Aggiungo 200g di zucchero di canna per kg d’uva e cuocio in una padella ampia, fino a ottenere una consistenza molto solida.

Metto nei barattoli, e poi li faccio bollire coperti d'acqua per 20’.

Nota: le muffettate, o pittedre, o pittelle, sono una sorta di crostatine salentine di bellissima foggia, con una vestarella di pasta fatta con le pinces che un giorno vi mostreremo.






lunedì 16 settembre 2019

Settembre. Spuntino di inspiegabile bontà, forse dono del Cielo, che vuole mandarci un segnale.


Settembre 2019. Spuntino di inspiegabile bontà, forse dono del Cielo, che vuole mandarci un segnale. Il sole finalmente è dolce, l'aria trasparente si fa respirare, la rosa che a maggio nell'abbandono pativa ogni male, dopo le nostre cure fa piccoli fiori autunnali, gli oleandri che a luglio moltiplicavano le loro teste fiorite lanciano in cielo gli ultimi mazzi, e soprattutto la cicas cui ho rasato la testa perché aveva foglie gialle, dopo solo due settimane ci fa il dono di due riccioli nuovi. Non ci sono ospiti, è mezzogiorno, si lavora, e io mi ritrovo senza giustificazione alcuna ad ammannire sul terrazzo un piccolo pasto di perfetta bontà; esploro la mia mente: pare che dica che non ne vuole sapere di fare come se tutto ricominciasse da capo, cerca vie d'uscita. Staremo a vedere. Per l'intanto: Fichi con marmellata di peperoncini piccanti e pecorino romano: due fichi neri leggermente scavati, con dentro una goccia di marmellata di peperoncini e due scagliozze di pecorino romano; Roulade di culatello, fichi neri e gorgonzola dolce (ovvero quarto di fico, goccia di gorgonzola, vestarella di culatello come il tappeto intorno a Cleopatra); Insalata di pesche bianche e rucola di campagna (è la mia, ha detto il contadino con orgoglio, e infatti è alquanto tosta e saporitissima); Tortarella di fichi al forno e farina integrale di grano saraceno, con un solo cucchiaio di miele oltre al dolce dei fichi: la provo così tanto per fare, e con mia sorpresa è squisitissima (uè, ma non era per le colazioni, fa quello che intanto versa imperturbabile Champagne). Dimenticavo: la pizza rossa al trancio, scrocchiarella,  della drogheria Icozzilli, dove trovo il signor Iacozzilli che la mastica gioioso, dicendo che è irresistibile, e convengo.

Fichi con marmellata di peperoncini piccanti e pecorino romano

Roulade di fichi e culatello 

Insalata di pesche

Pizza rossa al trancio

Tortarella di fichi al forno e farina integrale di grano saraceno

 




















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