Siamo in Creme e Vellutate, Creme e Vellutate. Vegetali.
Di Artemisia
Agostino scartoccia un pecorino che "caccia" dallo zaino, Alessandra arriva con un Braschin del Lario, alto lago di Como. Una rustica focaccia dolce con noci e uvetta, una volta cotta sulla brasca, brace. La leggenda la dice portata dai siciliani nel XVII, fatta con olio e sale. Io faccio una vellutata dove lascio che la sedanosità del sedano rapa si colga bene (altre volte l'ho ammorbidita) e come contrappunto ci schiaffo l'aglione o lo scalogno, e l'aroma impagabile dell'isot urfa.
Cuocere un sedano rapa pulito, pelato e a dadini, in 2-3 bicchieri di acqua, a seconda della stazza.
Sale.
Frullare.
Aggiungere 200g di
panna fresca circa, regolatevi: a volte la adotto per ammorbidirne il sentore, in questo caso, la sedanosità deve sentirsi.
Frullare finemente.
Aggiungere del
pepe bianco di mulinello, tenendo presente che alla fine si metterà l'isot urfa, una qualità di peperoncino poco piccante, ma.
Aggiungere 100g di
parmigiano grattugiato, mescolare bene.
Servire nelle ciotole la vellutata ben calda, con una spolverata di
isot urfa (un dolce peperoncino in fiocchi che sa di tabacco, uva passa e cioccolato), una di semi di
sesamo nero, del
pecorino a scaglie grandi, qualche sottile fetta di
aglione dal sapore dolce e delicato, fritta (in mancanza scalogno; se fobici, esagerare con l'isot urfa).