lunedì 11 febbraio 2008

Torta nera con la ricotta e i pistacchi.






Di Artemisia Comina.

E’ una torta con un guscio di frolla al cacao, una farcia bianca costellata di pistacchi che contribuiscono con il loro verde e insieme danno una variazione gradevolmente solida entro la cremosa ricotta, e un cappello fondente ancora al cacao. Papavero e Stefano Caffarri dicono che la persona saggia non inventa dolci (non sfido nessuno, ma mi dò un tono).

Pasta frolla nera: 200g di farina, 50g di cacao amaro, 75g di burro, 75g di zucchero, un uovo, e tanto cognac quanto ne serve per ottenere una pasta liscia, che si mette in fresco per mezz'ora.

Come tutte le paste al cacao, è poco maneggevole; stenderla su della carta da forno bagnata e ben strizzata mettendo tra matterello e impasto della pellicola trasparente. Questo ne doma l’appiccicosità e permette di evitare la farina. Una volta stesa, adagiarla entro una tortiera con il fondo mobile di 26cm, adattandola prima al fondo senza togliere la salvifica pellicola e poi ai bordi (bordo della teglia: 2cm 1/2). Nell’adattarla ai bordi dovrete togliere la pellicola, ma il più sarà stato fatto. Se vi servirà infarinarvi le dita, fatelo con il cacao.

Farcia: 500g di ricotta di pecora, 100g di zucchero, un cucchiaino di pasta di vaniglia. Frullare ricotta e zucchero, aggiungere la vaniglia.

Versare la ricotta sul fondo di frolla, disseminarla con una manciata di pistacchi di Brönte non salati.

Copertura: montare, montare montare (a mano, 15 minuti) 125 di zucchero e due uova, poi aggiungere 50g di farina di mandorle, 50g di cacao. Versare questo composto sulla ricotta.

In forno già caldo a 170° per 40/50', senza aprire.


Un consiglio sulla carta da forno bagnata e strizzata: dopo averla distesa sul piano di lavoro, passateci su uno strofinaccio asciutto; questo contribuisce a togliere umidità e lisciarla.

5 commenti:

papavero di campo ha detto...

SAGGIA E FOLLE ecco il mio motto per la cuoca e per l'aspirante cuoca
se no è routine triste ripetizione e a proposito di castagne spinose sarebbero ballotte! ballotte nel senso triviale di balle rotte!! (faccino-ghignetto)

isabella ha detto...

Per un gioco di parole la dedicherei a Charlotte Bronte, che mi pare soffrisse le pene dell'inferno per un amore non ricambiato...magari se si fosse mangiata questa torta il suo umore e quello di sua sorella sarebbe migliorato!
Brava! è impossibile starti dietro.

Artemisia Comina ha detto...

papavero: l'apprezzamento della follia consola e incoraggia, oltre che richiamare precedenti illustrissimi.

Isabella: niente male pensare di celebrare ma anche ravvivare quella malmostosa della Bronte; credo che zitti zitti i fratellini nella casetta sulla brughiera qualche torta se la facessero, insieme a qualche pessimo tè nero; questa evocazione inglese mi fa tornare voglia di fare una torta allo zenzero.

Anonimo ha detto...

d'istinto ho avuto l'impulso di mordere la foto della fetta di torta, direttamente dal di qua del monitor.
non posso non pensare a cosa sarebbe stato averla qui, sulla scrivania con un bel cucchiaino e una tazzina di caffè bollente.
divina
grazie
chia

Artemisia Comina ha detto...

chia: è senz'altro una torta da scrivania :D

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...