giovedì 16 luglio 2009

GLI ORSI DI ARTE'. 289.

TUTTE LE RICETTE CON IL RISO DI AAA.



Ricette con il riso, dalla tiella barese ai risotti, ma anche ricette con il riso nero o il riso selvaggio, oppure con il basmati dei pilaf, o del chilau e del tachin iraniani, due modi inediti e affascinanti di cuocere il riso.

Chilau; riso iraniano.



Chilau; riso iraniano alle erbe.



Tachin; riso iraniano con yogurt e pollo.



Tachin; riso iraniano con yogurt e pollo al limone.



Riso nero e riso selvaggio con pecorino, bottarga e melanzane



Riso nero e riso selvaggio con pecorino, bottarga e vongole



Paella di Paco.



Riso pilaf alla cannella.



Riso pilaf al limone.



Riso pilaf con asparagi, piselli, zenzero e limone.



Quasi panissa vercellese.



Risotto con la bottarga.



Risotto con il radicchio di Treviso.



Risotto con la zucca.



Risotto con la zucca fioradeo.



Risotto di pesce alla veneziana.



Risotto con l’anguilla.



Risotto con lo zafferano e le zucchine romanesche.



Risotto con carciofi stufati e lardo.



Tortino di riso alle erbe.




Tiella di riso, patate e cozze.




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Tsukioka Yoshitoshi ( 1839 - 1892 )

"Looking Weighed-down: The Appearance of a Waitress at Fukagawa in the Tempo Era" ( 1830 - 1844 ). From the set: Thirty-two Aspects of Women published by Tsunashima Kamekichi, 1888. The waitress is shown carrying a tray of rice, sashimi and beans.

Da www.japaneseprints-london.com

Magnifico sito dove si vendono stampe.

GLI ORSI DI ARTE'. 288.



Papavero:

come lucciole
a penzolon nel vuoto
ma restiamo orsi!

TUTTI GLI STRUDEL, SIA DOLCI CHE SALATI, DI AAA.







E' straordinario come lo strudel si presti ad avvolgere nel suo astuccio croccante ogni cosa con garbo, e come delle sciocchezze diventino tra le sue sottili pieghe ottima farcia. Dallo strudel con salmone e gamberi, a quello con le pesche e i mirtilli rossi.

Strudel, ma con la pasta da strudel, mi raccomando. Non è vero per nulla che la pasta sfoglia si presta benissimo, e poi è divertente farla, la sottile pasta dello strudel; due ricette di pasta, qui. Solo in pochi casi si fa eccezione: quando la pasta viene sostituita da foglie di verza, o nel caso dello strudel di noci, dove nella pasta c'è farina di noci. Ho provato anche paste rese verdi da spinaci o prezzemolo, e prima o poi ne parlerò.

sedano rapa e carciofi



anguilla all’arancia



patate e pancetta affumicata



porri caramellati



fondi di carciofo



vignarola



cavolo rosso e mele



salmone e gamberi



verza e patate



ciliegie



albicocche



noci



susine



pesche e mirtilli rossi con crema di limone alla cannella



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Lucas van Valckenborch (1535, Louvain - 1597, Francfort-sur-le-Main)

Allegoria dell'estate.

L'immagine, da www.kgi.ruhr-uni-bochum.de

COME FARE UNO STRUDEL.















In AAA ci sono diversi strudel, sia dolci che salati. Lo strudel è seducente se fatto con una pasta sottile, che possa esser stesa secondo il noto principio della lettera d’amore che va letta in trasparenza. Si caldeggia che non venga sostituita con la pasta sfoglia, tanto per dirne una. Vi do due ricette di pasta, la prima attraente nella sua massima, innocente semplicità: una volta ho omesso anche l’olio, ed era buona lo stesso. L’altra di ottima resa, leggera e friabile, quella che uso più spesso. Le quantità indicate sono tali da consigliare due strudel contenuti e maneggevoli piuttosto che un serpentone che a quel punto andrà probabilmente arrotolato, ma qui sarete voi a decidere.

Pasta n.1: 250g di farina00, un cucchiaio di olio d’oliva, un cucchiaino di aceto bianco, tanta acqua calda quanto basta per ottenere una pasta molto morbida e ancora umida. Metterla a riposare almeno 10’ sotto la pentola calda in cui avete scaldata l’acqua.

Pasta n.2: 300g di farina 00; un pizzico di sale; un cucchiaio di zucchero se è uno strudel dolce, mezzo se è uno strudel salato; 6 cucchiaiate di burro fuso; un uovo sbattuto; tante cucchiaiate di acqua calda quante ce ne vogliono per impastare molto morbidamente la pasta (è pronta quando ancora si attacca alle dita). La pasta va battuta sul tavolo per almeno 5' (per facilitare la formazione del glutine; si può aggiungere un cucchiaio di manitoba, ricca di glutine). Poi va fatta riposare sotto una pentola calda per 10' per mantenere il burro morbido, facilitarne la stesura e renderla meno elastica, più disposta a spiegarsi, distendersi.

Da ora in poi si procede allo stesso modo, sia per la pasta n.1 che per la pasta n.2.

Va stesa su un canovaccio molto ben infarinato, prima col matterello, poi con il dorso delle mani; quindi va tirata delicatamente verso i bordi (dovrebbe sovrapporsi al canovaccio, che si intravvederà sotto lo spessore assai sottile). Se i bordi sono spessi, tagliarli via.

Poiché il ripieno va messo nel primo terzo della pasta, arrotolando il resto più volte su sé stesso, non ci si preoccupa di eventuali buchini; inoltre, è una pasta che si rattoppa facilmente.

Spennellare tutta la superficie della pasta con olio per la pasta n.1, con burro fuso per la pasta n.2.

Dopo aver messo il ripieno su un terzo della pasta, lo strudel si arrotola aiutandosi con lo strofinaccio, che va man mano sollevato in modo che l’involto si arrotoli ricadendo su se stesso.

A questo punto lo strudel si sigilla agli estremi tagliando la pasta in eccesso, lo si spennella con olio o con burro e, sempre aiutandosi con lo strofinaccio, lo si adagia nella teglia da forno foderata con la carta, che sarà poi essenziale per tirarlo fuori.

30' in forno a 180°.

Si può surgelare, passandolo poi immediatamente dal freezer al forno, lasciandolo solo 10' in più.

Le foto propongono una sessione AAA di qualche anno fa, dove tutte ci buttammo a fare uno strudel, tra sorprese e divertimento nel vedere che l’impresa non era impossibile.

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Papavero ci regala un haiku:

grembiuli nuovi
diverse e uguali sono
le mani in pasta!

GLI ORSI DI ARTE'. 287.



Papavero:

corteccia orsina
inebrianti profumi
il bosco è vita!

I DOLCETTI. INDICE.


Evviva le tartellette, piccole torte tutte per sé; scatoline con dentro frutta, crema, cioccolato…ma anche le sfrappole, le zeppole, i galani, i mostaccioli delle feste, i pasticciotti leccesi, oppure diverse versioni della basboussa medio orientale.

basboussa, prima versione



basboussa, seconda versione



basboussa con i pistacchi



apfel steusel



quadrotti soffici di albicocche



albicocche soffici caramellate



bizcocho alle albicocche



dolci di carnevale



galani veronesi



frappe romane



perle di frutta del medio oriente



albicocche con il miele



spicchi di clementina e scorzette d’arancia candite



prugne caramellate con yogurt e miele



pirritini



cocchine



pasticciotti leccesi



babacci



mostaccioli



crostatine tutt’altre ciocconocciole e marmellata di cedro



tuttifrutti all’uva



crostatine con crema di cioccolato al limone e cresta di giandiua



dolcetti di cioccolato e mandorle



tartellette alle quattro marmellate



crostatine con frolla al cardamomo con crema al limone, pesche, miele



tartellette pere e cioccolato



tartellette con la marmellata di pesche



tartellette al rabarbaro



sfrappole di capaltazia



zeppole fritte di nonna Enza



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Jan Van Der Hamen (1596 – 1631)

La scuola spagnola di natura morta si è espressa con degli artisti di grande fascino. Jan Van Der Hamen è uno di loro; altri passati di qui sono il metafisico Cotan, il mistico Zurbàran.

Jan Van Der Hamen è un maestro dei riflessi e delle trasparenze dei barattoli di vetro pieni di dorate e rosse confetture, ma è versato anche nel traslucido molle e oscuro dei canditi, che finora non abbiamo affrontato in cucina, ma chissà. Propongo qui il particolare di un suo quadro già pubblicato in AAA nell' Indice delle Materie.

L’immagine proviene dalla National Gallery of Washington, dove il quadro è custodito.

Jan Van Der Hamen y Leon ha madre spagnola e fiamminga, e padre fiammingo, e si vede. Il padre è un gentiluomo di corte, e per ciò sta a Madrid, dove Jan Van Der Hamen trascorre tutta la sua breve vita. Sviluppa la natura morta in Spagna, ma è anche capace ritrattista. Francesco Barberini preferì il ritratto che gli fece Van Der Hamen a quello di Velasquez.

UN BUFFET ESTIVO CON ZUPPIERA, COCOTTE, TERRINA.
























Voi non ci credete, ma qui si lavora. Un gruppo di quattordici persone concludeva la sua attività prima dei saluti estivi, e per farne la valutazione si è riunito intorno a un tavolo.

E che ci ha messo su quel tavolo?

Una grande zuppiera bianca, la più grande che abbia Artemisia, con un quasi salmorejo di pomodori e peperoni rossi, che era stato reso piccantino da certi peperoncini freschi e ruggenti, e gelato da cubetti di ghiaccio che occhieggiavano e ancora più colorato da una dadolata di peperone giallo lumeggiante e lucente sulla sua cremosità fiammeggiante.

Delle cocotte con un segreto cuscino di spinaci su cui stava un placido uovo di gallina e delle brillanti e sapide uova di salmone.

Delle cremose palline di robiola portate da Fiammetta, che non la finiva di preoccuparsi che il caldo le sfacesse, rotolate nelle noci, nei pistacchi, nelle mandorle.

Delle mezze albicocche farcite con caprino mescolato con uvetta, spolverate di pepe nero e benedette da una goccia di miele e una cresta di pecorino romano.

Un’ottima terrina a strati di molteplici carni e formaggi e uova portata da Dolcesca, di cui daremo ricetta quando si deciderà a mandarcela.

Una magnifica torta gelata alla ricotta e pere portata da Cecilia.

Del sorbetto di cioccolato – sì, sorbetto senza latte, buonissimo, di una gelateria di Orbetello – con una crema di pesche bianche, pure di Dolcesca (che si è portata dietro anche i bicchierini).

Due frullati, uno rosso e l'altro di un tenero arancione, ottenuti da mezza anguria e un bicchierino di acqua di rose il primo, un melone e un bicchierino di rum il secondo.

Vini: Pinot Grigio Vigne di Zamò 2007, Chianti classico Castello di Uzzano 2006.

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La gelateria siciliana della torta di pere e ricotta è
Gelarmony
Via Marcantonio Colonna 34Tel: 06.3202395

mercoledì 15 luglio 2009

QUASI SALMOREJO DI POMODORI E PEPERONI.




Di Artemisia.

Per una ventina di ciotole di crema di verdura ghiacciata, da servire in una sera estiva.

Mettere in una pentola 2kg di pomodori datterini spaccati, due cipolle affettate, due grandi peperoni rossi puliti e a pezzi, due o tre piccoli peperoncini rossi piccanti: aggiungere acqua fino a quattro dita dalla superficie degli ingredienti, salare, far cuocere per 20’.

Ammollare nell’acqua quattro o cinque fette di pane casereccio ridotte in pezzi. Aggiungere ai pomodori, insieme a tre cetrioli pelati e a pezzi, un ciuffo di foglie di basilico e tre o quattro cipollotti a rondelle.

Frullare tutto finemente, quindi passare al setaccio per eliminare ogni seme o fibrosità.

Verificare il sale, mettere in frigo fino al momento di servire.

Quando si porta in tavola, aggiungere un grande, carnoso peperone giallo pulito e tagliato a dadini e qualche cubetto di ghiaccio.

COCOTTE DI UOVA DI GALLINA, UOVA DI SALMONE E SPINACI.




Di Artemisia.

Frullare quattro manciate di spinaci (cotti sbollentandoli in poca acqua bollente salata) strizzati. Con 150g di panna fresca e 100g di bianco d’uovo.

Salare, pepare con pepe bianco appena macinato, aggiungere un pizzico di noce moscata.

Imburrare 15 stampini individuali di porcellana.

Versarvi il composto riempiendoli a metà.

Versarvi un uovo di gallina sgusciato.

Coprire con carta alluminio e cuocere in forno a 180°, in bagnomaria già caldo, per 35’.

Togliere la carta alluminio, aggiungere una foglia di prezzemolo e due cucchiaini di uova di salmone selvaggio.

Servire con dei bastoncini di pane casereccio.

Nota: ho cotto fino a che il bianco non si è rappreso del tutto, temendo fisime. La prossima volta dividerei i rossi dai bianchi, e mescolerei questi ultimi con due cucchiate di panna. Quindi verserei i bianchi e deporrei i rossi. Cuocerei così per 25’. Con questo tempo il rosso resta sufficientemente crudo e il bianco intorno, anche se non del tutto rassodato, viene reso commestibile a ognuno dalla mescolanza con la panna.

ALBICOCCHE CON CAPRINO, UVETTA, PECORINO, PEPE, MIELE.



Di Artemisia.

Spaccare in due delle albicocche e togliere il nocciolo.

Mescolare del caprino morbido con dell’uva passa.

Mettere su ogni mezza albicocca un fiocco di caprino e uva.

Infilare nel formaggio molle una scaglia di pecorino romano.

Deporre l’albicocca in un pirottino.

Spolverare con pepe nero appena macinato.

Subito prima di servire, su ogni albicocca una goccia di fluido miele di corbezzolo.

Nota: il miele in ultimo, o verrà assorbito e sparirà; il pirottino serve a poter servire le mezze albicocche finger food, senza che il miele coli sui piedi del convitato; al posto dell'uva passa si possono usare dadini di albiccocca secca.

lunedì 13 luglio 2009

SFIZI E AMUSE BOUCHE. QUESTO E QUELLO.



Dopo gli sfizi che vanno sui crostini e quelli che vanno dentro un guscio di pasta, ecco gli sfizi che si inventano di tutto. Spesso trovano ospitalità in un frutto, oppure dentro un peperoncino; usano uno spiedino, un mezzo uovo sodo, oppure si accoccolano dentro una piccola ciotola.

Questo post è aggiornato man mano.

porchetta finger food.



stelline aromatiche.



insalata di noci amuse bouche.



bouchée au fromage, palline di formaggio di capra e uva.



cialde di parmigiano.



spiedini di rana pescatrice e lardo.



crema di zucca e mango con la cipollina fresca.



frigitelli farciti con baccalà mantecato.



le frittelle della nonna Ida.



albicocche farcite di gorgonzola, noci e miele.



cocotte di uova di quaglia e bottarga.



cocotte di uova di quaglia, zucchine e gamberi



albicocche e fichi con crema alla robiola.



marzolina e composte.



fichi farciti con robiola ed erbette.



frittatine con la ricotta.



albicocche farcite con la robiola alle erbette.



albicocche con caprimo, uvetta, pecorino romano, miele di corbezzolo.



ancora uova di gallina e uova di salmone.



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Giovanna Garzoni (1600-1670).

Ciotola di porcellana cinese, cardellino, fichi.

Galleria Palatina. Palazzo Pitti. Firenze

ciudad de la pintura

VALLE DI COMINO. GIARDINO. OEDEMERA NOBILIS.





Ancora lui, con una nuova marsina, color oliva, con le maniche brunodorato. Entro una nube stellata, sofficemente vagando, e chissà cosa cercando. Suppongo che la nube sia un soffione di tarassaco.

SFIZI E AMUSE BOUCHE DENTRO UN GUSCIO DI PASTA.



Qui si tratta di sfizi che trovano accoglienza dentro un pezzo di pasta, che sia il prezioso guscio friabile e reso aromatico da un pepe, da una spezia, di una tartelletta, o un boccone di pasta lievitata, o una sottile sfoglia che avvolge come un fazzoletto. A volte basta miniaturizzare una quiche, una torta salata, una brioche; più spesso le piccole dimensioni suggeriscono nuovi accostamenti e differenti equilibri di sapori.

Questo post è aggiornato man mano.

Minibabà con i pomodori ciliegini



Barchette con pomodori ciliegini caramellati



Tartellette di brisée al pepe verde, farcite con uova strapazzate e uova di salmone



Tielle con totani e patate



Piccole brioche farcite di uova strapazzate e pomodorini



Piccole brioche con i pomodorini



Involtini di brik con baccalà, lardo e salvia



Mappatelle di zucca al salmone, alla bottarga, alle spezie



Tartellette con acciughe aromatiche



Tortine di anguilla e porri



Foglie di brisée all’ajuwan con pecorino, miele e uva nera



Panzerotti con salame, ricotta e mozzarella



Tartellette calde con brie, marmellata di cedro e grani del paradiso



Tartellette con l’indivia caramellata



Strudelini semiesotici di zucca e arancia



Tartellette piccanti al pepe di Ayacucho



Fagottini di zucca e bottarga



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Orsola Maddalena Caccia (1596-1676)

Fruttiera, frutti, coturnice

da www.anticoantico.com

LAZIO. VALLE DI COMINO. IL GIARDINO. VERDE.






SFIZI E AMUSE BUCHE. CROSTINI E CREME SALATE. INDICE


Il mondo degli sfizi è forse il più bello. Possono essere amuse buche, un piccolo esordio allettante con cui iniziare un pasto, una scaglia di qualcosa di seducente che prende all’amo il convitato mentre è ancora in piedi nell’attesa di mettersi a tavola, oppure ci si può deliziosamente abbuffare, moltiplicandoli. Qui mettiamo gli sfizi che trovano accoglienza su un pezzo di pane, che sia un pane di campagna, o una scaglia di carasau. Molte le creme da cui ciascuno attinge, molti i crostini che il cuoco assemblò seguendo il suo estro.

Questo post è aggiornato man mano.

Crema di ricotta e uovo con o senza curry verde.


crema di pecorino con erbette


teradot o tahjna con noci


tahjna di zucca


crema di castemagno


tarama di melanzane


crema di carote marocchina


guacamole


la singolare congiunzione della robiola con il passito



crostini di castelmagno e cipolle rosse caramellate



crostini toscani di milza e fegato


crostini di pane di segale con acciughe e uva


crostini di gamberi al curry


crostini con tomini, pancetta e uva fragola


crostini di ricotta e bottarga


pane e fichi


piccoli sandwich con storione e burro alle erbe


uovo di quaglia su carasau con tartufo nero


pane di Lariano al cioccolato e schiacciata romana piccante


crostini di yogurt greco, canestrato e miele


tartellette piccanti con pepe di Ayachucho


pane carasau, uova di quaglia e bottarga


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Teresa Berenice Vitelli detta Suor Veronica Vitelli (1706- 1729)

Immagine di cui ho perso la fonte, chi sa, dica o ridica.

LAZIO. VALLE DI COMINO. IL GIARDINO. POLYPODIUM SP.










Una felce “ricamata”. Ho scoperto che i "bottoni" che la decorano sono i sori, che contengono le spore per la riproduzione.

Marzia ci dice che masticandone i gambi e la radice si gusta un delicato sapore di liquirizia.

LAZIO. VALLE DI COMINO. IL GARDINO. PICCOLI FIORI, PICCOLI INSETTI.















Il rosso antennuto nella foglia puntuta è il Rhagonycha fulva.

domenica 12 luglio 2009

FRITTATA ALLA MARMELLATA



Era un pezzo che Artemisia aveva promesso a qualcuno le ricette che scoprono l’acqua calda. Credo che ce ne siano già parecchie in AAA, ma questa certamente entra di diritto nel novero.

Fare una sottile omelette, lasciando l’interno morbido; scodellarci un paio di cucchiaiate di marmellata, per esempio di more, e avvolgere.

Mangiare calda o tiepida.

UOVA. INDICE.



Tutte le ricette di AAA – salate – con le uova predominanti. Uova di gallina, di salmone, di quaglia, di oca…

turbante di frittatine con dadolata di pomodori al timo e corona di erbette



Uova farcite provenzali o à la reine.



Uova monachine.



Uova al tegamino con yogurt e asparagi.



Stracciatella in brodo di cappone.



Cocotte di uova di quaglia e zucchine.



Uova di quaglia e gamberi in cocotte.



cocotte di uova di gallina con uova di salmine e spinaci.



Uova di quaglia con scaglie di bottarga e carasau.



Tartellette con brisée al pepe verde, uova strapazzate e uova di salmone.



Uova alla turca con lo yogurt.




Omelette di ricotta con bottarga.




Frittata di patate con i bianchi.



Uovo di quaglia su carasau con tartufo nero.



Le uova di Gelsomina e di Titina.



Frittatine con la ricotta.



Le uova di Clementina.



Oeuf poché meurette.



Ancora uova di gallina e uova di salmone.



Uova di gallina e uova di salmone con crostini di tonno e bottarga.



timballi di melanzane e frittatine alle erbe



frittata alla marmellata







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Pieter Aertsen (Amsterdam, 1508 circa – 1575)
La danza dell’uovo.
Rijksmuseum, Amsterdam

Un gioco primaverile. Si traccia un cerchio a terra, con il gesso. Usando i piedi, si deve trarre un uovo fuori da una ciotola, poi la ciotola va rovesciata sull’uovo. Senza romperlo, senza farlo uscire dal cerchio, senza toccare fiori, foglie e altri oggetti sparsi a terra. Il primo che ci riesce, vince un cesto di uova.

Da ibiblio.org

Gottfried von Wedig (1583-1641)
Natura morta con uovo.

da topofart.com

GLI ORSI DI ARTE’. 286.






Questa volta un'orsa è andata a fare gli auguri a un amica. Auguri, Orsetta!

Dentro, la caverna di Alì babà, non saprei nemmeno più dire cosa ci sia: pepi di tutti i tipi, zuccheri di tutti i tipi, tè façonné, spezie questa e quella, sali, erbe….

Una scatola è uno strumento magico, come i bauli e le zuppiere.

sabato 11 luglio 2009

MARMELLATE, SALSE DOLCI E SALATE, PASSATE DI POMODORO.


Un insieme di ricette fluide e cremose che va dal dolce al salato, con varie marmellate, alcune composte di frutta che si prestano ad accompagnare gelati e torte asciutte, delle salse che vanno con carne o pesce, e un paio di ricette di passata di pomodoro.

Questo post viene aggiornato man mano.

Marmellate

di uva fragola

di arance cremosa

di pere e limone

di peperoncini piccanti

di more

asprodolce di visciole

di limone di Alda

di arance di Alda

di arance amare

di limoni

di arance all'inglese



Salse e composte dolci

crema di pere all'acqua di rose

composta di melone

crema di pere, mele, limone e zenzero

crema di pompelmo

salsa di pere e agrumi


crema di limone e cannella


Composte agrodolci

composta di cipolle di Vissani

marmellata di cipolle speziata

mostarda di cipolle

conserva di pomodori e peperoni


Salse salate

conserva di lemon grass

salsa di carote ed erba cipollina

salsa verde

rouille

salsa di yogurt e cetrioli

bagnet e salse torinesi per il bollito


tzatziki



Passate di pomodoro

passata di Garia

passata della zia Maria


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Miniatura: Les sauces

Barthélémy l'Anglais, Livre des propriétés des choses, XVe siècle
Paris, BNF, Département des manuscrits.

SALMOREJO DI ZUCCA E POMODORO.



Ma pensa un po’, mai venne in mente ad Artemisia di coniugare zucca e pomodoro, e solo il desiderio di un veramente intenso arancione la fece ravvedere. Sapete cosa? Stanno bene, le due dolcezze, con il contributo acido del pomodoro. Il pane rende la crema cremosa e la fa chiamare salmorejo.

Quattro ciotole.

400g di zucca pelata, pulita e a pezzi, tre pomodori ramati pelati e a pezzi, tre patate pelate e a pezzi, 200g di pane raffermo a tocchetti, una cipolla affettata, due cipollotti, 200g di acqua, sale.

Far cuocere tutto per 30’, poi frullare finemente.

Servire fredda, con un filo d' olio e.v. d'oliva.

PS: la zucca? L’avevo in freezer.

ARTEMISIA VIENE INVITATA. INDICI



Artemisia ama andare nelle case amiche, le case accoglienti, le case ospitali. Allora è come un sorcio nel formaggio. Appena può, documenta. Le piace la varietà dell’accoglienza, i mille modi in cui può declinarsi, il mutare delle atmosfere, le storie che questo mutare racconta.


Una cena tutta garbo ed eleganza.


A cena da Polsonetta e Cornuopio: al riparo dalle avversità.


La cena dei galani.


A cena nella casa nuova.


A cena da Ricottola Lirica.


Intorno a una polenta con il gulash.


A cena da Lucia.


A cena dai Trigli


La cena col pianoforte che suona da solo.


Venezia, una casa sotto i tetti e tra i canali.


Una perfetta cena anni cinquanta da Ida e Alfredo.


A cena da Nepitella.


A cena da Andreina.


Venezia. Da Cucurbita, che cucina la zucca.


A cena dai Trigli sul terrazzo.


Napoli. Cena per dodici con tovaglia ricamata.


Montefiascone. La vera caprese.


Napoli ospitale.


Tonnetto nebbioso.

'MPANATA DI TALLI, OVVERO PIZZA CON I GERMOGLI DI ZUCCHINA.







Artemisia si è di nuovo incontrata, in campagna, con la ruvida, spinosa bellezza dei germogli di zucchina, che grazie alle amiche pugliesi chiama talli.

Era tentata da una zuppa, ma poi l’arrivo di amici per uno spuntino serale ha fatto virare l’uso verso una torta rustica. Il modello è stato quello della ‘mpanata siciliana, che Artemisia trova torta impagabile nella sua semplicità fragrante.

Pasta: 500g di farina00, 1 panetto di lievito di birra, 30g di zucchero, 100g di olio d'oliva, 200g di acqua, 30g di sale.

Olio d'oliva per dorare la superficie, sale grosso per benedirla.

Per il ripieno: 1/2 kg di talli o germogli di zucchina, 1 spicchio d'aglio, 5 acciughe salate diliscate e lavate, 2/3 cipolline novelle, olio e.v. d'oliva, sale, peperoncino.

Fare la pasta, che mentre si farà il resto, inizierà a lievitare. Quando i talli saranno pronti, usarla senza attendere altro tempo.

Preparare il ripieno. I talli vanno privati delle parti fibrose dei gambi, sbollentati appena in acqua bollente salata e tagliati in pezzi; poi vanno ripassati assai rapidamente, sarebbe meglio dire scottati con mano molto leggera, insieme con la cipollina novella a rondelle, l'aglio tagliato a fettine, olio, sale e peperoncino; quando si è in fine cottura aggiungere le acciughe tagliate a pezzettini. In conclusione saranno ancora vispi e molto al dente.

Ricavare dalla pasta due sfoglie dello spessore di qualche millimetro, di cui una più grande con la quale si fodererà una teglia a bordi bassi, di circa 30cm. Disporre sulla pasta il ripieno e coprire con l'altra sfoglia, sigillandola in modo da chiudere ermeticamente la ‘mpanata.

Bucherellare la superficie con una forchetta, oliarla, cospargerla di sale grosso.

Mettere in forno a 250°, e lasciarvela finché si colorirà. Servire caldissima, e quando l'aprirete, fumerà come l'Etna.

venerdì 10 luglio 2009

I DOLCI AL CUCCHIAIO DI AAA.



Dalle pie dall’interno cremoso e molle, ai crumble, i trifle, le charlotte, le mousse di frutta, le torte ghiacciate, i soufflé.

Questo post viene aggiornato man mano


Pere al vino rosso


Albicocche speziate con gelato di crema

Zuppa di ciliegie


Budino di ricotta


Crema di mango e gelato al caramello


Crumble di fichi


Formaggio fresco e panna


Kulfi; gelato indiano


Mousse di mascarpone con crema di kiwi


Mousse di mascarpone con l’arancia


Mousse di melanzane e cioccolato


Panna cotta al rum


Pesche caramellate con gelato di crema


Pesche ripiene


Pesche ripiene con la buccia


Piccole charlotte di mele e cioccolato


Pie con crema al cioccolato bianco e ciliege


Pie con crema al cioccolato bianco e uva


Prugne ripiene


Ricotta con miele e pepe nero


Riso al cioccolato di casa mia


Risolatte orientale


Sciarlott a la milanesa


Piccoli soufflè di zucca e vaniglia


Trifle di fragole


Zuppa di fichi


Zuppa inglese con composta di melone al cacao


Arance caramellate


Semifreddo al limone, fragole o frutti di bosco con salsa di kiwi


Semifreddo di meringa con i pistacchi


Torta gelata di cachi


Trifle di ricotta, cointreau, marmellata di arance


Torta di cioccolato molletta


Semifreddo al torrone


Sgroppino


Ricotta ghiacciata


Modesta di ciliegie


Pseudo soufflé al torrone bianco


Bavarese ai fiori, glicine o acacia


Budino di mandorle


Crema di pere ghiacciata, cioccolato bollente


Creme brulée al cioccolato bianco e cardamomo


Creme brulée all’arancia con i bianchi


Mousse di mela superleggera



Ciliegie soffici caramellate con menta glaciale



Pere e cioccolato con crumble di noci e nocciole


Aspic di arancia




Sciocchezza turca di fragole e meringa



Crema di cachi ghiacciata, crema di cioccolato bollente


Pie di pere con marmellata di arance amare


Dolce di pere di Dina


Crema di cioccolata in tazza di Jaime Oliver



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Francisco de Zurbàran (1598, Fuente de Cantos - 1664, Madrid)

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National Gallery, London

LAZIO. VALLE DI COMINO. A CAPOFITTO NELL’ERBA. RHYNOCORIS IRACUNDUS.













Una sorta di macchina da guerra rossa e nera, che brilla fiammeggiante nell’erba. È il Rhynocoris iracundus (Heteroptera – Reduviidae).

Quello metallizzato sul fiore di cicoria è il noto damerino Oedemera nobilis maschio (Coleoptera – Oedemeridae), che questa volta si presenta nella varietá auriceps, con una mascherina rossa scintillante.

Quello rosso e nero a mo' di maschera africana, è , il Pyrrhocoris apterus. In un post precedente c'è un suo figlioletto, quello tutto rosso con la testa nera.

Quello rosso che si affaccia spencolandosi da uno stelo è un un Cantharidae, il Rhagonycha fulva.


Foto di Nunchesto.