giovedì 16 luglio 2009
TUTTE LE RICETTE CON IL RISO DI AAA.

Ricette con il riso, dalla tiella barese ai risotti, ma anche ricette con il riso nero o il riso selvaggio, oppure con il basmati dei pilaf, o del chilau e del tachin iraniani, due modi inediti e affascinanti di cuocere il riso.
Chilau; riso iraniano.

Chilau; riso iraniano alle erbe.

Tachin; riso iraniano con yogurt e pollo.

Tachin; riso iraniano con yogurt e pollo al limone.

Riso nero e riso selvaggio con pecorino, bottarga e melanzane

Riso nero e riso selvaggio con pecorino, bottarga e vongole

Paella di Paco.

Riso pilaf alla cannella.

Riso pilaf al limone.

Riso pilaf con asparagi, piselli, zenzero e limone.

Quasi panissa vercellese.

Risotto con la bottarga.

Risotto con il radicchio di Treviso.

Risotto con la zucca.

Risotto con la zucca fioradeo.

Risotto di pesce alla veneziana.

Risotto con l’anguilla.

Risotto con lo zafferano e le zucchine romanesche.

Risotto con carciofi stufati e lardo.

Tortino di riso alle erbe.

Tiella di riso, patate e cozze.

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Tsukioka Yoshitoshi ( 1839 - 1892 )
"Looking Weighed-down: The Appearance of a Waitress at Fukagawa in the Tempo Era" ( 1830 - 1844 ). From the set: Thirty-two Aspects of Women published by Tsunashima Kamekichi, 1888. The waitress is shown carrying a tray of rice, sashimi and beans.
Da www.japaneseprints-london.com
Magnifico sito dove si vendono stampe.
TUTTI GLI STRUDEL, SIA DOLCI CHE SALATI, DI AAA.



E' straordinario come lo strudel si presti ad avvolgere nel suo astuccio croccante ogni cosa con garbo, e come delle sciocchezze diventino tra le sue sottili pieghe ottima farcia. Dallo strudel con salmone e gamberi, a quello con le pesche e i mirtilli rossi.
Strudel, ma con la pasta da strudel, mi raccomando. Non è vero per nulla che la pasta sfoglia si presta benissimo, e poi è divertente farla, la sottile pasta dello strudel; due ricette di pasta, qui. Solo in pochi casi si fa eccezione: quando la pasta viene sostituita da foglie di verza, o nel caso dello strudel di noci, dove nella pasta c'è farina di noci. Ho provato anche paste rese verdi da spinaci o prezzemolo, e prima o poi ne parlerò.
sedano rapa e carciofi

anguilla all’arancia

patate e pancetta affumicata

porri caramellati

fondi di carciofo

vignarola

cavolo rosso e mele

salmone e gamberi

verza e patate

ciliegie

albicocche

noci

susine

pesche e mirtilli rossi con crema di limone alla cannella

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Lucas van Valckenborch (1535, Louvain - 1597, Francfort-sur-le-Main)
Allegoria dell'estate.
L'immagine, da www.kgi.ruhr-uni-bochum.de
COME FARE UNO STRUDEL.







In AAA ci sono diversi strudel, sia dolci che salati. Lo strudel è seducente se fatto con una pasta sottile, che possa esser stesa secondo il noto principio della lettera d’amore che va letta in trasparenza. Si caldeggia che non venga sostituita con la pasta sfoglia, tanto per dirne una. Vi do due ricette di pasta, la prima attraente nella sua massima, innocente semplicità: una volta ho omesso anche l’olio, ed era buona lo stesso. L’altra di ottima resa, leggera e friabile, quella che uso più spesso. Le quantità indicate sono tali da consigliare due strudel contenuti e maneggevoli piuttosto che un serpentone che a quel punto andrà probabilmente arrotolato, ma qui sarete voi a decidere.
Pasta n.1: 250g di farina00, un cucchiaio di olio d’oliva, un cucchiaino di aceto bianco, tanta acqua calda quanto basta per ottenere una pasta molto morbida e ancora umida. Metterla a riposare almeno 10’ sotto la pentola calda in cui avete scaldata l’acqua.
Pasta n.2: 300g di farina 00; un pizzico di sale; un cucchiaio di zucchero se è uno strudel dolce, mezzo se è uno strudel salato; 6 cucchiaiate di burro fuso; un uovo sbattuto; tante cucchiaiate di acqua calda quante ce ne vogliono per impastare molto morbidamente la pasta (è pronta quando ancora si attacca alle dita). La pasta va battuta sul tavolo per almeno 5' (per facilitare la formazione del glutine; si può aggiungere un cucchiaio di manitoba, ricca di glutine). Poi va fatta riposare sotto una pentola calda per 10' per mantenere il burro morbido, facilitarne la stesura e renderla meno elastica, più disposta a spiegarsi, distendersi.
Da ora in poi si procede allo stesso modo, sia per la pasta n.1 che per la pasta n.2.
Va stesa su un canovaccio molto ben infarinato, prima col matterello, poi con il dorso delle mani; quindi va tirata delicatamente verso i bordi (dovrebbe sovrapporsi al canovaccio, che si intravvederà sotto lo spessore assai sottile). Se i bordi sono spessi, tagliarli via.
Poiché il ripieno va messo nel primo terzo della pasta, arrotolando il resto più volte su sé stesso, non ci si preoccupa di eventuali buchini; inoltre, è una pasta che si rattoppa facilmente.
Spennellare tutta la superficie della pasta con olio per la pasta n.1, con burro fuso per la pasta n.2.
Dopo aver messo il ripieno su un terzo della pasta, lo strudel si arrotola aiutandosi con lo strofinaccio, che va man mano sollevato in modo che l’involto si arrotoli ricadendo su se stesso.
A questo punto lo strudel si sigilla agli estremi tagliando la pasta in eccesso, lo si spennella con olio o con burro e, sempre aiutandosi con lo strofinaccio, lo si adagia nella teglia da forno foderata con la carta, che sarà poi essenziale per tirarlo fuori.
30' in forno a 180°.
Si può surgelare, passandolo poi immediatamente dal freezer al forno, lasciandolo solo 10' in più.
Le foto propongono una sessione AAA di qualche anno fa, dove tutte ci buttammo a fare uno strudel, tra sorprese e divertimento nel vedere che l’impresa non era impossibile.
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Papavero ci regala un haiku:
grembiuli nuovi
diverse e uguali sono
le mani in pasta!
I DOLCETTI. INDICE.

Evviva le tartellette, piccole torte tutte per sé; scatoline con dentro frutta, crema, cioccolato…ma anche le sfrappole, le zeppole, i galani, i mostaccioli delle feste, i pasticciotti leccesi, oppure diverse versioni della basboussa medio orientale.
basboussa, prima versione

basboussa, seconda versione

basboussa con i pistacchi

apfel steusel

quadrotti soffici di albicocche

albicocche soffici caramellate

bizcocho alle albicocche

dolci di carnevale

galani veronesi

frappe romane

perle di frutta del medio oriente

albicocche con il miele

spicchi di clementina e scorzette d’arancia candite

prugne caramellate con yogurt e miele

pirritini

cocchine

pasticciotti leccesi

babacci

mostaccioli

crostatine tutt’altre ciocconocciole e marmellata di cedro

tuttifrutti all’uva

crostatine con crema di cioccolato al limone e cresta di giandiua

dolcetti di cioccolato e mandorle

tartellette alle quattro marmellate

crostatine con frolla al cardamomo con crema al limone, pesche, miele

tartellette pere e cioccolato

tartellette con la marmellata di pesche

tartellette al rabarbaro

sfrappole di capaltazia

zeppole fritte di nonna Enza

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Jan Van Der Hamen (1596 – 1631)
La scuola spagnola di natura morta si è espressa con degli artisti di grande fascino. Jan Van Der Hamen è uno di loro; altri passati di qui sono il metafisico Cotan, il mistico Zurbàran.
Jan Van Der Hamen è un maestro dei riflessi e delle trasparenze dei barattoli di vetro pieni di dorate e rosse confetture, ma è versato anche nel traslucido molle e oscuro dei canditi, che finora non abbiamo affrontato in cucina, ma chissà. Propongo qui il particolare di un suo quadro già pubblicato in AAA nell' Indice delle Materie.
L’immagine proviene dalla National Gallery of Washington, dove il quadro è custodito.
Jan Van Der Hamen y Leon ha madre spagnola e fiamminga, e padre fiammingo, e si vede. Il padre è un gentiluomo di corte, e per ciò sta a Madrid, dove Jan Van Der Hamen trascorre tutta la sua breve vita. Sviluppa la natura morta in Spagna, ma è anche capace ritrattista. Francesco Barberini preferì il ritratto che gli fece Van Der Hamen a quello di Velasquez.
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UN BUFFET ESTIVO CON ZUPPIERA, COCOTTE, TERRINA.





















Voi non ci credete, ma qui si lavora. Un gruppo di quattordici persone concludeva la sua attività prima dei saluti estivi, e per farne la valutazione si è riunito intorno a un tavolo.
E che ci ha messo su quel tavolo?
Una grande zuppiera bianca, la più grande che abbia Artemisia, con un quasi salmorejo di pomodori e peperoni rossi, che era stato reso piccantino da certi peperoncini freschi e ruggenti, e gelato da cubetti di ghiaccio che occhieggiavano e ancora più colorato da una dadolata di peperone giallo lumeggiante e lucente sulla sua cremosità fiammeggiante.
Delle cocotte con un segreto cuscino di spinaci su cui stava un placido uovo di gallina e delle brillanti e sapide uova di salmone.
Delle cremose palline di robiola portate da Fiammetta, che non la finiva di preoccuparsi che il caldo le sfacesse, rotolate nelle noci, nei pistacchi, nelle mandorle.
Delle mezze albicocche farcite con caprino mescolato con uvetta, spolverate di pepe nero e benedette da una goccia di miele e una cresta di pecorino romano.
Un’ottima terrina a strati di molteplici carni e formaggi e uova portata da Dolcesca, di cui daremo ricetta quando si deciderà a mandarcela.
Una magnifica torta gelata alla ricotta e pere portata da Cecilia.
Del sorbetto di cioccolato – sì, sorbetto senza latte, buonissimo, di una gelateria di Orbetello – con una crema di pesche bianche, pure di Dolcesca (che si è portata dietro anche i bicchierini).
Due frullati, uno rosso e l'altro di un tenero arancione, ottenuti da mezza anguria e un bicchierino di acqua di rose il primo, un melone e un bicchierino di rum il secondo.
Vini: Pinot Grigio Vigne di Zamò 2007, Chianti classico Castello di Uzzano 2006.
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La gelateria siciliana della torta di pere e ricotta è
Gelarmony
Via Marcantonio Colonna 34Tel: 06.3202395
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mercoledì 15 luglio 2009
QUASI SALMOREJO DI POMODORI E PEPERONI.

Di Artemisia.
Per una ventina di ciotole di crema di verdura ghiacciata, da servire in una sera estiva.
Mettere in una pentola 2kg di pomodori datterini spaccati, due cipolle affettate, due grandi peperoni rossi puliti e a pezzi, due o tre piccoli peperoncini rossi piccanti: aggiungere acqua fino a quattro dita dalla superficie degli ingredienti, salare, far cuocere per 20’.
Ammollare nell’acqua quattro o cinque fette di pane casereccio ridotte in pezzi. Aggiungere ai pomodori, insieme a tre cetrioli pelati e a pezzi, un ciuffo di foglie di basilico e tre o quattro cipollotti a rondelle.
Frullare tutto finemente, quindi passare al setaccio per eliminare ogni seme o fibrosità.
Verificare il sale, mettere in frigo fino al momento di servire.
Quando si porta in tavola, aggiungere un grande, carnoso peperone giallo pulito e tagliato a dadini e qualche cubetto di ghiaccio.
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COCOTTE DI UOVA DI GALLINA, UOVA DI SALMONE E SPINACI.


Di Artemisia.
Frullare quattro manciate di spinaci (cotti sbollentandoli in poca acqua bollente salata) strizzati. Con 150g di panna fresca e 100g di bianco d’uovo.
Salare, pepare con pepe bianco appena macinato, aggiungere un pizzico di noce moscata.
Imburrare 15 stampini individuali di porcellana.
Versarvi il composto riempiendoli a metà.
Versarvi un uovo di gallina sgusciato.
Coprire con carta alluminio e cuocere in forno a 180°, in bagnomaria già caldo, per 35’.
Togliere la carta alluminio, aggiungere una foglia di prezzemolo e due cucchiaini di uova di salmone selvaggio.
Servire con dei bastoncini di pane casereccio.
Nota: ho cotto fino a che il bianco non si è rappreso del tutto, temendo fisime. La prossima volta dividerei i rossi dai bianchi, e mescolerei questi ultimi con due cucchiate di panna. Quindi verserei i bianchi e deporrei i rossi. Cuocerei così per 25’. Con questo tempo il rosso resta sufficientemente crudo e il bianco intorno, anche se non del tutto rassodato, viene reso commestibile a ognuno dalla mescolanza con la panna.
ALBICOCCHE CON CAPRINO, UVETTA, PECORINO, PEPE, MIELE.

Di Artemisia.
Spaccare in due delle albicocche e togliere il nocciolo.
Mescolare del caprino morbido con dell’uva passa.
Mettere su ogni mezza albicocca un fiocco di caprino e uva.
Infilare nel formaggio molle una scaglia di pecorino romano.
Deporre l’albicocca in un pirottino.
Spolverare con pepe nero appena macinato.
Subito prima di servire, su ogni albicocca una goccia di fluido miele di corbezzolo.
Nota: il miele in ultimo, o verrà assorbito e sparirà; il pirottino serve a poter servire le mezze albicocche finger food, senza che il miele coli sui piedi del convitato; al posto dell'uva passa si possono usare dadini di albiccocca secca.
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lunedì 13 luglio 2009
SFIZI E AMUSE BOUCHE. QUESTO E QUELLO.

Dopo gli sfizi che vanno sui crostini e quelli che vanno dentro un guscio di pasta, ecco gli sfizi che si inventano di tutto. Spesso trovano ospitalità in un frutto, oppure dentro un peperoncino; usano uno spiedino, un mezzo uovo sodo, oppure si accoccolano dentro una piccola ciotola.
Questo post è aggiornato man mano.
porchetta finger food.

stelline aromatiche.

insalata di noci amuse bouche.

bouchée au fromage, palline di formaggio di capra e uva.

cialde di parmigiano.

spiedini di rana pescatrice e lardo.

crema di zucca e mango con la cipollina fresca.

frigitelli farciti con baccalà mantecato.

le frittelle della nonna Ida.

albicocche farcite di gorgonzola, noci e miele.

cocotte di uova di quaglia e bottarga.

cocotte di uova di quaglia, zucchine e gamberi

albicocche e fichi con crema alla robiola.

marzolina e composte.

fichi farciti con robiola ed erbette.

frittatine con la ricotta.

albicocche farcite con la robiola alle erbette.

albicocche con caprimo, uvetta, pecorino romano, miele di corbezzolo.

ancora uova di gallina e uova di salmone.

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Giovanna Garzoni (1600-1670).
Ciotola di porcellana cinese, cardellino, fichi.
Galleria Palatina. Palazzo Pitti. Firenze
ciudad de la pintura
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VALLE DI COMINO. GIARDINO. OEDEMERA NOBILIS.
SFIZI E AMUSE BOUCHE DENTRO UN GUSCIO DI PASTA.

Qui si tratta di sfizi che trovano accoglienza dentro un pezzo di pasta, che sia il prezioso guscio friabile e reso aromatico da un pepe, da una spezia, di una tartelletta, o un boccone di pasta lievitata, o una sottile sfoglia che avvolge come un fazzoletto. A volte basta miniaturizzare una quiche, una torta salata, una brioche; più spesso le piccole dimensioni suggeriscono nuovi accostamenti e differenti equilibri di sapori.
Questo post è aggiornato man mano.
Minibabà con i pomodori ciliegini

Barchette con pomodori ciliegini caramellati

Tartellette di brisée al pepe verde, farcite con uova strapazzate e uova di salmone

Tielle con totani e patate

Piccole brioche farcite di uova strapazzate e pomodorini

Piccole brioche con i pomodorini

Involtini di brik con baccalà, lardo e salvia

Mappatelle di zucca al salmone, alla bottarga, alle spezie

Tartellette con acciughe aromatiche

Tortine di anguilla e porri

Foglie di brisée all’ajuwan con pecorino, miele e uva nera

Panzerotti con salame, ricotta e mozzarella

Tartellette calde con brie, marmellata di cedro e grani del paradiso

Tartellette con l’indivia caramellata

Strudelini semiesotici di zucca e arancia

Tartellette piccanti al pepe di Ayacucho

Fagottini di zucca e bottarga

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Orsola Maddalena Caccia (1596-1676)
Fruttiera, frutti, coturnice
da www.anticoantico.com
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SFIZI E AMUSE BUCHE. CROSTINI E CREME SALATE. INDICE

Il mondo degli sfizi è forse il più bello. Possono essere amuse buche, un piccolo esordio allettante con cui iniziare un pasto, una scaglia di qualcosa di seducente che prende all’amo il convitato mentre è ancora in piedi nell’attesa di mettersi a tavola, oppure ci si può deliziosamente abbuffare, moltiplicandoli. Qui mettiamo gli sfizi che trovano accoglienza su un pezzo di pane, che sia un pane di campagna, o una scaglia di carasau. Molte le creme da cui ciascuno attinge, molti i crostini che il cuoco assemblò seguendo il suo estro.
Questo post è aggiornato man mano.
Crema di ricotta e uovo con o senza curry verde.

crema di pecorino con erbette

teradot o tahjna con noci

tahjna di zucca

crema di castemagno

tarama di melanzane

crema di carote marocchina

guacamole

la singolare congiunzione della robiola con il passito

crostini di castelmagno e cipolle rosse caramellate

crostini toscani di milza e fegato

crostini di pane di segale con acciughe e uva

crostini di gamberi al curry

crostini con tomini, pancetta e uva fragola

crostini di ricotta e bottarga

pane e fichi

piccoli sandwich con storione e burro alle erbe

uovo di quaglia su carasau con tartufo nero

pane di Lariano al cioccolato e schiacciata romana piccante

crostini di yogurt greco, canestrato e miele

tartellette piccanti con pepe di Ayachucho

pane carasau, uova di quaglia e bottarga

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Teresa Berenice Vitelli detta Suor Veronica Vitelli (1706- 1729)
Immagine di cui ho perso la fonte, chi sa, dica o ridica.
LAZIO. VALLE DI COMINO. IL GIARDINO. POLYPODIUM SP.






Una felce “ricamata”. Ho scoperto che i "bottoni" che la decorano sono i sori, che contengono le spore per la riproduzione.
Marzia ci dice che masticandone i gambi e la radice si gusta un delicato sapore di liquirizia.
domenica 12 luglio 2009
FRITTATA ALLA MARMELLATA

Era un pezzo che Artemisia aveva promesso a qualcuno le ricette che scoprono l’acqua calda. Credo che ce ne siano già parecchie in AAA, ma questa certamente entra di diritto nel novero.
Fare una sottile omelette, lasciando l’interno morbido; scodellarci un paio di cucchiaiate di marmellata, per esempio di more, e avvolgere.
Mangiare calda o tiepida.
UOVA. INDICE.

Tutte le ricette di AAA – salate – con le uova predominanti. Uova di gallina, di salmone, di quaglia, di oca…
turbante di frittatine con dadolata di pomodori al timo e corona di erbette

Uova farcite provenzali o à la reine.

Uova monachine.

Uova al tegamino con yogurt e asparagi.

Stracciatella in brodo di cappone.

Cocotte di uova di quaglia e zucchine.

Uova di quaglia e gamberi in cocotte.

cocotte di uova di gallina con uova di salmine e spinaci.

Uova di quaglia con scaglie di bottarga e carasau.

Tartellette con brisée al pepe verde, uova strapazzate e uova di salmone.

Uova alla turca con lo yogurt.

Omelette di ricotta con bottarga.

Frittata di patate con i bianchi.

Uovo di quaglia su carasau con tartufo nero.

Le uova di Gelsomina e di Titina.

Frittatine con la ricotta.

Le uova di Clementina.

Oeuf poché meurette.

Ancora uova di gallina e uova di salmone.

Uova di gallina e uova di salmone con crostini di tonno e bottarga.

timballi di melanzane e frittatine alle erbe

frittata alla marmellata


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Pieter Aertsen (Amsterdam, 1508 circa – 1575)
La danza dell’uovo.
Rijksmuseum, Amsterdam
Un gioco primaverile. Si traccia un cerchio a terra, con il gesso. Usando i piedi, si deve trarre un uovo fuori da una ciotola, poi la ciotola va rovesciata sull’uovo. Senza romperlo, senza farlo uscire dal cerchio, senza toccare fiori, foglie e altri oggetti sparsi a terra. Il primo che ci riesce, vince un cesto di uova.
Da ibiblio.org
Gottfried von Wedig (1583-1641)
Natura morta con uovo.
da topofart.com
GLI ORSI DI ARTE’. 286.




Questa volta un'orsa è andata a fare gli auguri a un amica. Auguri, Orsetta!
Dentro, la caverna di Alì babà, non saprei nemmeno più dire cosa ci sia: pepi di tutti i tipi, zuccheri di tutti i tipi, tè façonné, spezie questa e quella, sali, erbe….
Una scatola è uno strumento magico, come i bauli e le zuppiere.
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sabato 11 luglio 2009
MARMELLATE, SALSE DOLCI E SALATE, PASSATE DI POMODORO.

Un insieme di ricette fluide e cremose che va dal dolce al salato, con varie marmellate, alcune composte di frutta che si prestano ad accompagnare gelati e torte asciutte, delle salse che vanno con carne o pesce, e un paio di ricette di passata di pomodoro.
Questo post viene aggiornato man mano.
Marmellate
di uva fragola

di arance cremosa

di pere e limone

di peperoncini piccanti

di more

asprodolce di visciole

di limone di Alda

di arance di Alda

di arance amare

di limoni

di arance all'inglese

Salse e composte dolci
crema di pere all'acqua di rose

composta di melone

crema di pere, mele, limone e zenzero

crema di pompelmo

salsa di pere e agrumi

crema di limone e cannella

Composte agrodolci
composta di cipolle di Vissani

marmellata di cipolle speziata

mostarda di cipolle

conserva di pomodori e peperoni

Salse salate
conserva di lemon grass

salsa di carote ed erba cipollina

salsa verde

rouille

salsa di yogurt e cetrioli

bagnet e salse torinesi per il bollito

tzatziki

Passate di pomodoro
passata di Garia

passata della zia Maria

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Miniatura: Les sauces
Barthélémy l'Anglais, Livre des propriétés des choses, XVe siècle
Paris, BNF, Département des manuscrits.
SALMOREJO DI ZUCCA E POMODORO.

Ma pensa un po’, mai venne in mente ad Artemisia di coniugare zucca e pomodoro, e solo il desiderio di un veramente intenso arancione la fece ravvedere. Sapete cosa? Stanno bene, le due dolcezze, con il contributo acido del pomodoro. Il pane rende la crema cremosa e la fa chiamare salmorejo.
Quattro ciotole.
400g di zucca pelata, pulita e a pezzi, tre pomodori ramati pelati e a pezzi, tre patate pelate e a pezzi, 200g di pane raffermo a tocchetti, una cipolla affettata, due cipollotti, 200g di acqua, sale.
Far cuocere tutto per 30’, poi frullare finemente.
Servire fredda, con un filo d' olio e.v. d'oliva.
PS: la zucca? L’avevo in freezer.
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ARTEMISIA VIENE INVITATA. INDICI

Artemisia ama andare nelle case amiche, le case accoglienti, le case ospitali. Allora è come un sorcio nel formaggio. Appena può, documenta. Le piace la varietà dell’accoglienza, i mille modi in cui può declinarsi, il mutare delle atmosfere, le storie che questo mutare racconta.

Una cena tutta garbo ed eleganza.

A cena da Polsonetta e Cornuopio: al riparo dalle avversità.

La cena dei galani.

A cena nella casa nuova.

A cena da Ricottola Lirica.

Intorno a una polenta con il gulash.

A cena da Lucia.

A cena dai Trigli

La cena col pianoforte che suona da solo.

Venezia, una casa sotto i tetti e tra i canali.

Una perfetta cena anni cinquanta da Ida e Alfredo.

A cena da Nepitella.

A cena da Andreina.

Venezia. Da Cucurbita, che cucina la zucca.

A cena dai Trigli sul terrazzo.

Napoli. Cena per dodici con tovaglia ricamata.

Montefiascone. La vera caprese.

Napoli ospitale.

Tonnetto nebbioso.
'MPANATA DI TALLI, OVVERO PIZZA CON I GERMOGLI DI ZUCCHINA.




Artemisia si è di nuovo incontrata, in campagna, con la ruvida, spinosa bellezza dei germogli di zucchina, che grazie alle amiche pugliesi chiama talli.
Era tentata da una zuppa, ma poi l’arrivo di amici per uno spuntino serale ha fatto virare l’uso verso una torta rustica. Il modello è stato quello della ‘mpanata siciliana, che Artemisia trova torta impagabile nella sua semplicità fragrante.
Pasta: 500g di farina00, 1 panetto di lievito di birra, 30g di zucchero, 100g di olio d'oliva, 200g di acqua, 30g di sale.
Olio d'oliva per dorare la superficie, sale grosso per benedirla.
Per il ripieno: 1/2 kg di talli o germogli di zucchina, 1 spicchio d'aglio, 5 acciughe salate diliscate e lavate, 2/3 cipolline novelle, olio e.v. d'oliva, sale, peperoncino.
Fare la pasta, che mentre si farà il resto, inizierà a lievitare. Quando i talli saranno pronti, usarla senza attendere altro tempo.
Preparare il ripieno. I talli vanno privati delle parti fibrose dei gambi, sbollentati appena in acqua bollente salata e tagliati in pezzi; poi vanno ripassati assai rapidamente, sarebbe meglio dire scottati con mano molto leggera, insieme con la cipollina novella a rondelle, l'aglio tagliato a fettine, olio, sale e peperoncino; quando si è in fine cottura aggiungere le acciughe tagliate a pezzettini. In conclusione saranno ancora vispi e molto al dente.
Ricavare dalla pasta due sfoglie dello spessore di qualche millimetro, di cui una più grande con la quale si fodererà una teglia a bordi bassi, di circa 30cm. Disporre sulla pasta il ripieno e coprire con l'altra sfoglia, sigillandola in modo da chiudere ermeticamente la ‘mpanata.
Bucherellare la superficie con una forchetta, oliarla, cospargerla di sale grosso.
Mettere in forno a 250°, e lasciarvela finché si colorirà. Servire caldissima, e quando l'aprirete, fumerà come l'Etna.
venerdì 10 luglio 2009
I DOLCI AL CUCCHIAIO DI AAA.

Dalle pie dall’interno cremoso e molle, ai crumble, i trifle, le charlotte, le mousse di frutta, le torte ghiacciate, i soufflé.
Questo post viene aggiornato man mano

Pere al vino rosso

Albicocche speziate con gelato di crema

Zuppa di ciliegie

Budino di ricotta

Crema di mango e gelato al caramello
Crumble di fichi

Formaggio fresco e panna

Kulfi; gelato indiano

Mousse di mascarpone con crema di kiwi

Mousse di mascarpone con l’arancia

Mousse di melanzane e cioccolato

Panna cotta al rum
Pesche caramellate con gelato di crema

Pesche ripiene

Pesche ripiene con la buccia

Piccole charlotte di mele e cioccolato

Pie con crema al cioccolato bianco e ciliege

Pie con crema al cioccolato bianco e uva

Prugne ripiene

Ricotta con miele e pepe nero

Riso al cioccolato di casa mia

Risolatte orientale

Sciarlott a la milanesa

Piccoli soufflè di zucca e vaniglia

Trifle di fragole

Zuppa di fichi

Zuppa inglese con composta di melone al cacao

Arance caramellate

Semifreddo al limone, fragole o frutti di bosco con salsa di kiwi

Semifreddo di meringa con i pistacchi

Torta gelata di cachi

Trifle di ricotta, cointreau, marmellata di arance

Torta di cioccolato molletta

Semifreddo al torrone

Sgroppino

Ricotta ghiacciata

Modesta di ciliegie

Pseudo soufflé al torrone bianco

Bavarese ai fiori, glicine o acacia

Budino di mandorle

Crema di pere ghiacciata, cioccolato bollente

Creme brulée al cioccolato bianco e cardamomo

Creme brulée all’arancia con i bianchi

Mousse di mela superleggera

Ciliegie soffici caramellate con menta glaciale

Pere e cioccolato con crumble di noci e nocciole

Aspic di arancia

Sciocchezza turca di fragole e meringa

Crema di cachi ghiacciata, crema di cioccolato bollente

Pie di pere con marmellata di arance amare

Dolce di pere di Dina

Crema di cioccolata in tazza di Jaime Oliver
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Francisco de Zurbàran (1598, Fuente de Cantos - 1664, Madrid)
wga.hu
National Gallery, London
LAZIO. VALLE DI COMINO. A CAPOFITTO NELL’ERBA. RHYNOCORIS IRACUNDUS.










Una sorta di macchina da guerra rossa e nera, che brilla fiammeggiante nell’erba. È il Rhynocoris iracundus (Heteroptera – Reduviidae).
Quello metallizzato sul fiore di cicoria è il noto damerino Oedemera nobilis maschio (Coleoptera – Oedemeridae), che questa volta si presenta nella varietá auriceps, con una mascherina rossa scintillante.
Quello rosso e nero a mo' di maschera africana, è , il Pyrrhocoris apterus. In un post precedente c'è un suo figlioletto, quello tutto rosso con la testa nera.
Quello rosso che si affaccia spencolandosi da uno stelo è un un Cantharidae, il Rhagonycha fulva.
Foto di Nunchesto.
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