giovedì 21 giugno 2018

Giugno. Quindici, alla fine di una giornata di lavoro.




Giugno 2018. Quindici, alla fine di una giornata di lavoro. Ci risiamo: saremo in quindici, la tavola non può essere nuda, Teo latita ancora, faccio appello alle amiche: Dolcesca arriva piena di pacchi, Polsonetta porta un'insalata degna di lei (uso l'acconcia nuova ciotola immensa, che mi chiedevo quando mai avrei potuto riempire, basta appena); faccio la focaccia con i peperoni, un dolce, un frullato al cioccolato: basta così. Menu: Brioche con caciocavallo e zucchine trifolate, Salsa fresca di pomodoro, Polpettine; Focaccia con peperoni arriminati; Insalata arricchita (con fragoline, yogurt, miele) ; Apricot amber; Frullato di banane, cacao amaro, vaniglia, rum.

Brioche con caciocavallo e zucchine trifolate

Salsa fresca di pomodoro

Polpettine

Insalata arricchita (con fragoline, yogurt, miele)
 
Focaccia con peperoni arriminati

 Apricot amber

 Frullato di banane, cacao amaro, vaniglia, rum























mercoledì 20 giugno 2018

Vellutata fredda di melone spinaci lemon grass.






Di Artemisia 

Due meloni gialli maturi al punto giusto (perfetti, finalmente), sbucciati e tagliati a pezzi; 500g di foglie di spinaci freschi, due bulbi di lemon grass tagliati a fettine.

Il tutto va frullato molto finemente (il bimby aiuta assai, e aiuta anche aver triturato il lemon grass a parte, con un mini blender e un mestolo di vellutata, per unirlo poi al resto).

Con il passare delle ore il verde degli spinaci scurisce (non più di quello delle foto, comunque), quindi potete anche pensare di frullare il tutto un'ora prima di mangiare.



martedì 19 giugno 2018

Giugno. Farsi invitare in casa propria


Giugno 2018. Farsi invitare in casa propria. Torno da Napoli, non posso cucinare, Teo non c'è. Non mi resta che farmi invitare a casa mia: Nunchesto farà un veloce Risotto allo Champagne, Dolcesca cucina lì per lì dei magnifici Tournedos alle erbette che ha preso dal macellaio di fiducia e porta anche la Mousse fredda di carote e patate, Fiammetta ha con sé un vassoio di Docezze di Le Levain (il cocco di tutti gli amanti dei dolci, che per fortuna nostra sta sotto casa). Intrecciamo una fitta conversazione con l'ospite tedesca: il confronto è scottante, nostalgico, emozionante, vero, molto europeo.

Risotto allo Champagne

Tournedos alle erbette

Mousse fredda di carote e patate

 Docezze di Le Levain


















lunedì 18 giugno 2018

Dolci nudi. Far, Flognarde, Cajasse, Clafouits eccetera

 
Dolci della campagna francese, tutti parenti tra loro nell'uso di uova e farina, di un impasto che è una sorta di crèpe épaisse; consigliabili per piacevolezza, semplicità, velocità. Qui ce ne sono alcuni tentativi, più o meno degni degli originali e più o meno fedeli alla loro identità.

Far: Bretagna; anche questo può presentarsi senza nulla, oppure, il più noto, è con le prugne.

Clafoutis oppure Milliard, Milard: Limousin, Auvergne; è con le ciliege non denocciolate:  - varia un poco tra varie versioni.  

Cajasse: Perigord, Quercy, Midi-Pyrénées; somiglia a una gran crêpe; diciamo che è una via di mezzo tra una crêpe e il far breton; spesso è nuda, e si accompagna con la marmellata, con la frutta. 

Flognarde: Auvergne, Limousin, Perigord, con pere, mele, prugne, albicocche.

Ho due libri sulla cucina del Perigord; uno è una bibbia, La bonne cuisine du Périgord, di Madame Mallet-Maze detta La Mazille, libro di nel quale si parla di flognarde e clafoutis; l'altro è un libretto contemporaneo, La cuisine du Périgord, di Clémentine Thibault, con una ricetta di cajasse.

Una nota sull'etimologia del clafoutis da lemessager.fr

Originaire du Limousin, l'étymologie du nom clafoutis proviendrait, selon une première version, du nom occitan clafotis, dérivé du verbe clafir ou claufir qui signifiait « remplir ». Une deuxième version, qui paraît tout aussi valable, attribue l'origine du nom clafoutis à la traduction de l'ancien français « fixer avec des clous », ceci en référence aux cerises qui, cachées dans le flan, représenteraient visuellement des clous répartis dans le gâteau. Un étymologiste éminent s'est penché sur la question et a conclu que l'origine de clafoutis n'était autre que le verbe « clafoutoir » ou « clafoutir », voire « clafouter », dont le sens s'est perdu depuis longtemps dans les grimoires oubliés de l'ancien français. Il est quand même certain que l'on « clafoutait « encore sous Rabelais, comme en témoigne cet extrait du Quart Livre : « Après avoir bien joué et beluté temps, il convenoit boire quelque peu et clafoutir la bergière ». On retrouve le verbe dans une fable de La Fontaine : « La belette aurait pu finir limace/encore eut-il fallu qu'elle clafoutasse »... Si la prononciation du nom est exquise, le gâteau l'est encore davantage. Dans le Limousin ainsi qu'en Auvergne, le clafoutis est parfois  appelé « milliard » ou « milard ». Composée de cerises, la recette traditionnelle admet certaines variantes à base de fruits tels que la pomme, l'abricot ou la prune d'Ente. Dans ce cas, le gâteau porte le nom de « flognarde ». 



Francia. Bretagna. Far breton



Francia. Bretagna. Far breton con prugne, noci e cioccolato
 
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