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mercoledì 7 gennaio 2026

Cheesecake senza cottura, nei bicchieri

Siamo in: 

Crostate
Crostate al formaggio, Cheesecake.

Culture e territoriCucina anglofona. Inghilterra Irlanda USADolci.

Vedi anche la ricetta progenitrice, Cherry Cheesecake di Nigella Lawson, senza cottura, e la prima mutazione, la Pomelo cheesecake.

Artemisia
da www.nigella.com

Nel menu di Gennaio 2026. Un'Epifania bagnata e fortunata. Volendo replicare la facile accattivante cheesecske senza cottura di Nigella, ho voluto semplificarmi la vita ancora di più: perché non schiaffarla dentro dei bicchieri? Nel menu di Gennaio 2026. Un' Epifania bagnata e fortunata.

Per 8 bicchieri di una certa stazza.

Base

125g di biscotti al cioccolato frullati con 75g di burro morbido. 

Distribuirla sul fondo di otto bicchieri, sistemandola con garbo senza pressare troppo.

Mousse

Mescolare 300g di ricotta, un cucchiaino di estratto di vaniglia, mezzo cucchiaino di succo di limone, 60g di zucchero a velo.

Battere non allo spasimo, ovvero con montatura morbida che faciliti il mescolare poi, 250ml di panna fresca.

Mescolare formaggio e panna.

Distribuirla negli otto bicchieri, lisciare.

Mettere i bicchieri in frigo per mezza giornata, coperti di pellicola. 

Al momento di servire, distribuirvi sopra un mango di perfetta maturazione tagliato a dadolini e delle bacche di ribes rosso.






lunedì 12 aprile 2021

Pastiera napoletana fatta nella campagna senese


Siamo in:

Culture e territoriItalia. Cucina e passeggiate. Napoli e la CampaniaNapoli e la Campania. Cose dolci.
  
CrostateCrostate al formaggio, Cheesecake.

In AAA ci sono varie pastiere: La pastiera, o pizza di grano, di Ester, Pastiera senza grano di Aida, Pastiera che è cotta quando accostando l'orecchio non si sente più cantare: zu-z-z-z.

Da Isolina

Pastiera napoletana in una versione "mia", anche se ho copiato una ricetta pari pari, più qualche consiglio di Nepitella Partenopea (per esempio per l'acquisto di grano cotto, dove ho scelto il Chirico come suggerito). Ma andiamo con ordine. L'idea di fare la pastiera è stata suggerita da Amedeo, rimasto affascinato dal pranzo di Pasqua come meravigliosamente descritto da De Giovanni, uno scrittore di gialli napoletano, che amiamo entrambi, assai bravo appunto nelle descrizioni. Affascinata ero rimasta anch'io, ma non mi era certo venuta l'idea di realizzare la pastiera, per me sempre stata nella regione del mitico. E poi, insomma, mi sono buttata. Ho seguito la ricetta tavolartegusto.it, salvo qualche infinitesimale variante, in particolare per la pasta frolla, per la quale non ho usato lievito e ho messo una minore quantità di zucchero (100g invece di 130g) e due uova invece di 1 più 2 tuorli. Perché? Non so, ma mi sembrava più giusto. Pasta frolla fatta il giorno prima. La stiamo ancora mangiando con diletto, centellinandola per ragioni dietetiche. Ben protetta in una scatola a chiusura ermetica si conserva benissimo, oserei dire che quasi migliora, a parte il guscio leggermente ammollato. Amedeo ne va matto... 

Crema di ricotta

350g di ricotta di pecora che il giorno prima ho scolato e poi "marinato" (termine della ricetta) mescolandola perfettamente con 300g di zucchero.

Il giorno dopo ho aggiunto 3 uova intere più 2 tuorli, 1 cucchiaino di cannella (la ricetta diceva mezzo),70g di canditi misti sminuzzati (io metà cedro e metà arancia), 4 cucchiai di aroma di fiori d'arancio diluito: il flacone dell'aroma, da 100 – 150 ml, è concentrato, basteranno poche gocce d'acqua.

Crema di grano

Pelate la buccia di 1 arancia e quella di 1 limone, mettetele in un pentolino ampio con 200g di latte intero, 30g di strutto (preferito al burro, volendo tornare all'antica tradizione) e 300g di grano cotto (la ricetta dice di frullarne alla fine 100g, non l'ho fatto).

Ho cotto mescolando frequentissimamente oltre i 30' indicati, per arrivare a quella che mi sembrava la giusta cremosità.

Eliminate le bucce degli agrumi ripulendole per bene.

Lasciate raffreddare.

A questo punto ho unito le due creme e ho mescolato accuratamente: il ripieno era fatto.

Poi si procede come per qualsiasi altra crostata. Non avendo il ruoto tradizionale svasato, ne ho usato uno a cerniera che ho ricoperto di carta da forno. 

Ho messo la frolla nello stampo, ho bucherellato il fondo con la forchetta, quindi ho versato la crema.

Ultima operazione, il posizionamento delle strisce e il pareggiamento dei bordi (dove io sono una frana per una qualche maledizione che mi porto appresso). 

In forno statico, a 150° per un'ora e a 170° per un'altra ora.






sabato 4 gennaio 2020

Cheese Cake con la colomba


Siamo in: 

Crostate
Crostate al formaggio, Cheesecake.

Culture e territoriCucina anglofona. Inghilterra Irlanda USADolci.

Di Cucurbita Serenissima

Questa torta ha una storia; qualcosa si può leggerne qui: Terremoto de l’Aquila. 99 Colombe e Sorelle Nurzia. 40 foto per tutti. La pensò Rossana dell’Osteria La Zucca, Venezia, ovvero la nostra Cucurbita, che la chiamò torta Nurziatella. Artemisia l'ha amata e ne ha fatto una versione al torrone: Cheesecake al torrone e una ai pistacchi: Cheesecake ai pistacchi

Mettere in acqua fredda 3 fogli di gelatina.

Fare uno sciroppo con 120g di zucchero, aggiungendovi i semi di un baccello di vaniglia e un ¼ del peso in acqua.

Montare a spuma 2 tuorli versandovi a filo lo sciroppo bollente.

Aggiungere il succo e scorza di un limone e 500g di ricotta di mucca freschissima passata al setaccio.

Strizzare la gelatina dall'acqua fredda e farla scogliere in mezzo bicchiere d'acqua bollente.

Una volta intiepidita, mescolarla delicatamente alla ricotta e poi aggiungere 250cl. di panna montata, mescolando molto piano dal basso verso l'alto in modo che risulti un impasto soffice.

Procurarsi uno stampo rotondo (diametro 24cm, alto 7cm) a cerniera mobile.

Foderarne il fondo con 400g. di colomba tagliata a fette alte 2cm. e versarvi sopra la ricotta.

Livellare dando dei colpetti di assestamento, in modo che non si formino all'interno di buchi d'aria.

Mettere la torta a rapprendere in frigorifero per almeno 4 ore.

A questo punto aprire la cerniera della tortiera, sfilare la torta e servirla con una decorazione di fragoline e mirtilli, una spolveratina di zucchero a velo e qualche fogliolina di menta.

Accompagnarla con due salse, una di mirtilli e una di fragole, frullando entrambi i frutti con una cucchiaiata di zucchero.


venerdì 11 ottobre 2019

Pomelo cheesecake

  
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Crostate
Crostate al formaggio, Cheesecake.

Culture e territoriCucina anglofona. Inghilterra Irlanda USADolci.

Vedi anche la Cheesecake senza cottura nei bicchieri

Da Artemisia

Modifico la cherry Cheesecake di Nigella Lawson, senza cottura per mettervi dentro e sopra del pomelo. L'esordio del pomelo in questa casa avvenne con la zuppetta di frutta alla crema di mango. Se volete vedere la faccia di questo grande agrume più dolce che agro, che infine si è sgranato agevolmente in mille, piccoli, interessanti alveoli succosi, e come si sbuccia, cliccate sulla zuppetta. Nel menu di Ottobre 2019. Finalmente una zuppa per le grandi ciotole uzbeke e in quello di Dicembre 2025. Portate lo champagne! con un pomelo aranciato e una fascia di metallo senza fondo di 20cm, poggiata direttamente sul piatto di portata, che quindi non è entrata in freezer, ma poi è andata abbastanza bene lo stesso. 

Per 6/8 persone.

Stampo a cerniera da 18cm.

Base

125g di biscotti al cioccolato frullati con 75g di burro morbido.

Foderare con carta da forno il fondo dello stampo.

Circondare con una fascia di acetato i lati dello stampo.

Stendere il composto e pressarlo delicatamente nella base (ho usato un bicchiere con lati dritti facendone ruotare la base sul composto per pressarlo in modo uniforme).

Mousse

Mescolare frullando 300g di formaggio cremoso (ho usato il chaka, formaggio fresco Asia Centrale a base di yogurt fatto da me; potete usare quark, o ricotta di mucca o capra) con un cucchiaino di estratto di vaniglia e 60g di zucchero a velo

Mescolarvi con garbo una cup (una tazza da tè) di pomelo sgranato.

Battere non allo spasimo, con montatura morbida che faciliti il mescolare poi, 250ml di panna fresca.

Mescolare formaggio e panna.

Deporre sulla base, lisciare.

La fascia di acetato sui lati aiuta, come aiuta far consolidare la torta in freezer, estrarla quando marmorea, toglierla dallo stampo senza fremiti suoi e nostri, deporla sul piatto di portata e farla attendere e ammorbidire in frigo.

Sulla torta mettere due cup di pomelo sgranato.





sabato 5 ottobre 2019

Cherry Cheesecake di Nigella Lawson, senza cottura

 
Siamo in: 

Crostate
Crostate al formaggio, Cheesecake.

Culture e territoriCucina anglofona. Inghilterra Irlanda USADolci.

Da questa ricetta derivano la Pomelo cheesecake e la Cheesecake senza cottura nei bicchieri

Artemisia
da www.nigella.com
 
Molto fresca e con il piacere di usare il chaka maison. Qui il passaggio in freezer che neutralizza cedimenti e svenimenti, già consigliato in AAA per i cheesecake senza cottura, è secondo me altamente raccomandabile, vista l'assenza di rassodanti, che peraltro contribuisce al setoso fascino dalla torta. Utile anche la fascia di acetato. Sul tavolo di Ottobre 2019. Cediamo al primo autunno: funghi porcini, frutti di bosco, melograno, zucca, fichi.

Per 6/8 persone.

Stampo a cerniera da 20cm.

Base

125g di biscotti digestive (ho usato biscotti al cioccolato) frullati con 75g di burro morbido.

Circondare con una fascia di acetato i lati dello stampo.

Stendere il composto a e pressarlo nella base (Nigella ne fa leggermente risalire i bordi, io no anche perché con questa quantità di composto viene un fondo sottile; ho usato un bicchiere con lati dritti facendone ruotare la base sul composto per pressarlo in modo uniforme).

Mousse

Mescolare 300g di formaggio cremoso (ho usato il chaka, formaggio fresco Asia Centrale a base di yogurt fatto da me) un cucchiaino di estratto di vaniglia, mezzo cucchiaino di succo di limone, 60g di zucchero a velo.

Battere non allo spasimo, ovvero con montatura morbida che faciliti il mescolare poi, 250ml di panna fresca.

Mescolare formaggio e panna.

Deporre sulla base, lisciare.

La fascia di acetato sui lati aiuta, come aiuta far consolidare la torta in freezer, estrarla quando marmorea, toglierla dallo stampo senza fremiti suoi e nostri, deporla sul piatto di portata e farla attendere e ammorbidire in frigo.

Nigella su ci schiaffa una black cherry confettura; io ci misi frutti di bosco.







 

giovedì 16 agosto 2018

Pastiera di riso AA, di Aida e Alda


Siamo in:

Culture e territoriItalia. Cucina e passeggiateNapoli e la CampaniaNapoli e la Campania. Cose dolciLazio Valle di Comino

CrostateCrostate al formaggio, CheesecakeCrostate con crema alle uova. Flan sucrée en croûte.

ProcedureOfficina riparazioni.

Da un appunto della madre di Mentuccia, come spesso scombiccherato, più un intervento di Alda Muratore che si industria a tradurlo in fattibilità, una prova di Artemisia di cui non ha tenuto traccia se non delle foto, un'altra - portata a casa di Silvia e Marco: Maggio. Da Silvia e Marco con un pollo circasso. - che pur con buon esito ancora non la soddisfa richiedono che tale ricetta sia di nuovo provata. Queste vicissitudini portano a schiaffarla in Officina riparazioni, il tag delle prove dei ricicli, dei rifacimenti.

Da Mentuccia 

Gli appunti di mia madre, presi su qualsiasi foglio di carta volante, li ho messi in una scatola. Prima, come un epigrafista, li ho trascritti. Eccone uno:
"farina 1/2 kg - burro gr 200 - zucchero gr 200 - mezza tazzetta da caffè di latte - uova cinque, per la pasta frolla. 1/2 litro di latte, tre uova, farina e zucchero necessari, e si fa la crema. 4 ricotte, due uova con le chiare battute a neve, 250 gr di zucchero, cannella, limone, 4 bicchierini di rum. In tutto 450 di zucchero e 10 uova e lo zucchero della crema. Si unisce la crema di latte e la crema di ricotta e se si vuole del riso cotto nel latte (4 cucchiai circa) e si mette nella pasta frolla come per la crostata.
"
Non so se questa crostata fu mai fatta; ha l'aria scostumata dei dolci d'antan, semplici ma da festa nel profluvio di uova, meridionali nell'opulenta ricotta.

Traduzione di Alda Muratore


Questa nota folle, letta dall'esperta nell'arte dolciaria amica Alda, fu da lei ricondotta a sensata fattibilità. Non si accorse che c'era una traccia anche per la frolla, o non riuscì a credere a "uova cinque" e glissò. Alda dice: mi pare che si possa interpretare così:

La pasta frolla puoi prepararla con la ricetta che segui normalmente per le crostate, oppure con la formula 3-2-1 (3 etti di farina, 2 etti di burro, 1 etto di zucchero e 1 uovo).

Poi fai una crema di latte: con 1/2 litro di latte, tre uova, due cucchiai di farina e zucchero a tuo gusto.

Poi prepari una crema di ricotta: batti a crema due tuorli con 250g di zucchero, aggiungi 200g di ricotta, 4 bicchierini di rum, cannella in polvere, buccia di limone grattugiata; batti le due chiare a neve e le aggiungi con garbo.

Ora mescoli le due creme così ottenute, e aggiungi anche 4 cucchiai di riso bollito nel latte (io farei per prima cosa bollire il riso, lo scolerei e userei il latte per la prima crema).

A questo punto, non resta che foderare il fondo e i bordi di una teglia (per la proporzione 3-2-1 usa una teglia di 26 cm di diametro) con la pasta frolla e riempire con il ripieno.

Per la cottura, credo che a 180° non si sbagli: sorveglia, e quando il tutto ha assunto un bel colore infila un coltellino nel centro: se esce pulito, ci siamo.

Versione di Artemisia per il pranzo da Silvia e Mario

La registro come pro memoria, ma voglio rifarla ancora prima di mettere qui una mia versione approvata. Ho pressappoco seguito la traccia di Alda, ma con deviazioni in corso d'opera dovute al caso e alla necessità. Alla fine dosi più abbondanti, che hanno comportato, dopo aver usato un fascia d'acciaio di 20cm di diametro e 4 di altezza, un avanzetto che è finito in un tegamino.












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