Siamo in quattro raccolte.
Ho imparato ad apprezzare questo attrezzuccio, il
coppapasta cilindrico, per creare piccoli timballi fatti con quasi
nulla; siamo perciò nella raccolta
Monografie. Procedure. Timballini nel coppapasta.
Monografie. Sud America.
Pesci. Piatti freddi.
Pesce. Di tutto un po'. Tonno e Spada.
Da
Artemisia.
Bravi
AdventureChef
che me l’avete fatto scoprire. Nella ricetta di partenza non
c’erano dosi o procedure, mi sono regolata come segue. Sul tavolo di
Marzo 2008. Un pic nic da tavolo, quasi pasquale, con ceviche di tonno con frutti della passione. Altre ceviche in AAA:
Ceviche di pesce spada e papaia;
Ceviche di tonno, mango e zenzero;
Ceviche di branzino con gamberi rossi e latte di cocco.
Per quattro.
Ho tagliato 400g di
tonno fresco a dadini piccoli, circa mezzo cm di lato, e l’ho messo a marinare con il succo di un
lime.
Intanto che il tonno marinava, mi sono dedicata alle seguenti dissezioni, buttando tutto, man mano, nella stessa ciotola.
Un
peperoncino
fresco verde e piccante, abbastanza grossetto (10cm ) privato dei
semi, quindi tagliato a julienne, poi a dadini piccolissimi.
Tre
pomodori ramati spellati previa veloce immersione in
acqua bollente, tagliati a dadini.
Due
cipolline fresche tagliate in fini rondelle.
Un
cetriolo
spellato con il pelapatate (la buccia, tagliata a julienne, è stata
buttata in acqua ghiacciata ad arricciarsi) tagliato a dadini minuti.
La polpa di due grandi
frutti della passione arancioni
(quattro, se fossero i più piccoli violacei) cavata via con un cucchiaino
con tutti i semi (non ho usato il succo, ma la polpa perché ho voluto
conservare sia la gelatinosità che il croccante dei semi, e i commensali
hanno approvato).
Dopo un po’ più di mezz’ora di
marinatura e di dissezioni, ho scolato il tonno dai succhi che si erano
nel frattempo formati e l’ho aggiunto al resto.
Ho condito con
sale,
pepe nero macinato al momento poco
olio e.v. d’oliva.
Con
l’aiuto di un coppapasta cilindrico di 8cm di diametro, 5cm di altezza, ho dato
forma in ciascun piatto alla ceviche, pressando delicatamente il
composto nella fascia e sfilandola con garbo.
Ho messo sul capo di ogni
cheviche una corona di arricciate striscioline di buccia di cetriolo
(come dice Vissani, tutto si mangia, dipende da come si taglia: la
buccia di cetriolo così trattata dà il suo contributo croccante).
Ho fatto un finale giro di benedizione con una
citronnette sale,
olio d'oliva e.v. e
lime, e ho portato in tavola.