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lunedì 13 ottobre 2025

Torta plissettata con cheddar e 'nduja


Siamo in Torte salate, in particolare, Torte salate. Plissettate.

Arricciolare incidere cesellare.

Di Artemisia

Dopo del tempo, sono tornata a plissettare; avevo un po' perso la mano; la pasta con lo strutto è croccante in modo soavissimo, ottima. La mia micia sembra un insetto, aspetto che voli ronzando e ronfando e che si unisca all'angelo che continua a mandare raggi nella stanza. 

Pasta con lo strutto

250g di farina00, tre cucchiai di strutto (anche fuso, se impastate a mano), un pizzico di sale, tanta acqua tiepida quanta ne occorre per un impasto morbido. Farlo riposare almeno 10' sotto una pentola calda (quella dove avete scaldato l'acqua, asciugata).

Fare due dischi sottili, con matterello e aiutandosi con la farina. Uno più grande da mettere sotto, uno più piccolo da mettere sopra.

Teglia metallica, 34cm di diametro, spennellata d'olio d'oliva; mettervi il disco di pasta più grande, che il bordo ricada.

Mettervi uno strato di fette sottili di cheddar (l'ho trovato giù a fette).

Sfiocchettarvi della, nduja in pasta, qua e là (dipende da quanto la volete piccante).  
  
Mettervi su il coperchio di pasta fatto con l'altro disco, ripiegarvi il bordo su, plissettando.

Premere tutta la superficie della torta con il palmo delle mani, schiacciandola delicatamente e riducendo il tutto a spessore uniforme.

Ora pizzicottate profondamente, allo spasimo, il bordo, facendo una spirale. Pizzicottate profondamente, perchè resti una bella cresta, e perché la pasta si laceri un po', facendo sfiatatoi.

Al centro della spirale, se avete un chekich, il timbro uzbeko per il pane, timbrate! 

Fare sul coperchio una spirale di olio d'oliva e.v..

Forno a 180° per 30'.

Mangiarla calda; le fette si possono ben riscaldare nel tostapane o nella friggitrice ad aria. 







sabato 11 ottobre 2025

Torta trapunta con il timbro uzbeko chekich con broccolo romano e sardella


Siamo in:

Torte salate
, in particolare in Torte salate. Con le patate e Torte salate. Plissettate.

Arricciolare incidere cesellare. 

Di Artemisia

Pasta


250g di farina00, tre cucchiai di strutto, un pizzico di sale, tanta acqua tiepida quanta ne occorre per un impasto morbido. Farlo riposare almeno 10' sotto una pentola calda (quella dove avete scaldato l'acqua, asciugata).

Stendere due dischi, molto sottili, aiutandosi con della farina. Uno più grande da mettere sotto, uno più piccolo da mettere sopra.

Teglia metallica di 34cm di diametro, spennellata d'olio d'oliva; mettervi il disco di pasta più grande, che il bordo ricada. 

Farcia

Lessare un broccolo romano diviso in pezzi, prenderne tre quarti (il resto usarlo altrove) schiacciarli con la forchetta.

Aggiungervi tre o quattro cucchiaini di  sardella (o caviale calabrese o rosamarina, salsa con pesce novellame e peperoncino piccante).
 
Poi sale q.b. 

Mescolare.

Mettere la farcia nella teglia ricoperta dal primo disco di pasta, stenderla pettinandola con una forchetta. Verrà uno strato sottile.  

Disco di pasta più piccolo sopra.

Ripiegare il bordo del disco inferiore sul coperchio. 

Premere tutta la superficie della torta con il palmo delle mani, schiacciandola delicatamente e riducendo il tutto a spessore uniforme.

Ora pizzicottate tutto il coperchio, a partire dal bordo, facendo una raggiera larga. Al centro fate un cerchio pizzicottando.

Ora il difficile: prendete un timbro o due (io ne ha di varie dimensioni) uzbeko, il chekich per trapungere il pane, e timbrate. Altrimenti, con i rebbi di una forchetta bucherellare la superficie.

Fare sul coperchio una spirale di olio d'oliva e.v..

Forno a 180° per 40'.

Mangiarla calda; le fette si possono ben riscaldare nel tostapane.









venerdì 10 ottobre 2025

Torta trapunta con patate e ricotta


Siamo in:

Torte salate
, in particolare in Torte salate. Con le patate e Torte salate. Plissettate.

Arricciolare incidere cesellare. 

Sono andata in cerca di dei, parrebbe che i tempi corruschi e bruschi vogliano farci digiunare dalla disperazione, ma avevo voglia di fare una torta plissettata; li ho trovati nelle luci ottobrine. Se volete la verità sulla farcia, sappiate che era un avanzo della Coccoi prena. Sardegna. 

Di Artemisia

Pasta


250g di farina00, tre cucchiai di strutto, un pizzico di sale, tanta acqua tiepida quanta ne occorre per un impasto morbido. Farlo riposare almeno 10' sotto una pentola calda (quella dove avete scaldato l'acqua, asciugata).

Stendere due dischi, molto sottili, aiutandosi con della farina. Uno più grande da mettere sotto, uno più piccolo da mettere sopra.

Teglia metallica di 34cm di diametro, spennellata d'olio d'oliva; mettervi il disco di pasta più grande, che il bordo ricada. 

Farcia

Lessare due patate, pelarle, schiacciarle con la forchetta.

Unirvi una uguale quantità di ricotta, mescolare.

Aggiungere 100g di pecorino grattugiato.

Poi tre pizzichi di menta secca e tre di foglie secche di fieno greco. 

Poi un piccolo spicchio d'aglio ridotto in crema.

Poi un cipollotto arrondellato.

Poi del pepe nero appena macinato.

Poi 100g di olio d'oliva e.v.

Mescolare, mettere la farcia nella teglia ricoperta dal primo disco di pasta, stenderla pettinandola con una forchetta. Verrà uno strato abbastanza sottile.  

Disco di pasta più piccolo sopra.

Ripiegare il bordo del disco inferiore sul coperchio. 

Premere tutta la superficie della torta con il palmo delle mani, schiacciandola delicatamente e riducendo il tutto a spessore uniforme.

Ora pizzicottate tutto il coperchio, a partire dal bordo, facendo una raggiera. Al centro fate un cerchio un po' pizzicottando, un po' usando la punta delle dita.

Con i rebbi di una forchetta bucherellare la superficie.

Fare sul coperchio una spirale di olio d'oliva e.v..

Forno a 180° per 40'.

Mangiarla calda; le fette si possono ben riscaldare nel tostapane.







sabato 2 agosto 2025

Torta plissettata con crema di noci e un giro di olio al tartufo



Di Artemisia 

Celebro questa pasta, provata con farce da due dita di spessore a sottilissime, sperimentando profonde creste e plissettature. Più la farcia è asciutta, più le creste sono nitide, ma valgono la pena anche versioni umide con farce sottilissime, come questa. La salsa di noci è ligure, e in genere condisce la pasta, ma l'abbondanza di pane qui adottata me la fa preferire come farcia. 

Crema di noci

Mettere una fetta di pane senza crosta ad ammollarsi in 200g di latte.

Frullare il pane ammollato e strizzato con 200g di noci, ½ spicchio di aglio, due manciate parmigiano grattugiato, un cucchiaino colmo di sale, 50g di olio d’oliva e.v., un ciuffetto di foglie di maggiorana. 

Pasta con lo strutto

250g di farina00, tre cucchiai di strutto, un pizzico di sale, tanta acqua tiepida quanta ne occorre per un impasto morbido. Farla riposare almeno 10' sotto una pentola calda (quella dove avete scaldato l'acqua, asciugata).

Prepararate una teglia metallica dai bordi bassi (meglio ancora un testo di rame), 34cm di diametro, oliata.

Stendete due dischi usando abbondante farina, uno più grande uno più piccolo; prendete le misure, devono debordare, molto sottili. 

Il più grande mettetelo sul fondo, devono pendere i bordi.

Stendetevi la farcia di crema di noci, lisciatela. 

Fatevi su un giro di olio al tartufo bianco. 

Deponetevi il disco più piccolo, di cui pure debbono pendere i bordi. 

Tirate i bordi sovrapposti, assottigliateli, ripiegateli verso il centro della torta facendo peinces.

Ora la torta va schiacciata con garbo e sicurezza con il palmo della mani.

Quindi va pizzicottata  profondamente, allo spasimo, stringete la pasta tra le dita, seguendo linee, raggiando, girando, vedete voi, perchè si formino creste e la pasta si laceri un po', facendo sfiatatoi; eventualmente, aggiungere fori fatti con i rebbi di una forchetta. 






venerdì 21 agosto 2020

Torta riccia con pasta allo strutto e formaggio puzzolentino


Siamo in Torte salate, in particolare, Torte salate. Plissettate.

Arricciolare incidere cesellare.

Di Artemisia

Si va in cerca di vita, si aguzza la vista, si tende l'orecchio. Un uccellino che sono giorni che vediamo visitare il terrazzo (forse lui pensa che i visitatori siamo noi), piccolo, coda lunghetta e puntuta, sembra morbidamente scuro, ma la luce è sempre tra il lusco e il brusco, fa un giro accurato saltellando lieve tra tutte le fronde, poi si invola verso il tetto della casa: questa mattina ticchettava come una macchina da scrivere, poi volando via ha fatto un verso più cantante, ma non sono riuscita a catturalo nell'orecchio. L'Orto Botanico invece si è riempito da qualche settimana di libellule, celestrine o rosse scintillanti, pare che queste ultime si chiamino crocothemis erythraea, te le appunteresti dovunque, loro amano lunghi steli assolati emergenti dall'acqua; su un certo ciuffo di uno degli stagni si incontrano, si inseguono, si scacciano, si attardano. Torte: nelle plissettate ho sempre usato strutto, poi volli provare olio: Torta riccia con pasta all'olio e vino e formaggio puzzolentino. Si può fare, ma quel che sospettavo è verissimo: meglio lo strutto per friabilità e gusto. Così strutto sia, e la rifò: Torta riccia con pasta allo strutto e formaggio puzzolentino. Meritevolissima, specie calda con su un giro di fluido miele greco di timo e pino. La rifaccio a fine estate.

250g di farina00, tre cucchiai di strutto, un pizzico di sale, tanta acqua tiepida quanta ne occorre per un impasto morbido. Farlo riposare almeno 10' sotto una pentola calda (quella dove avete scaldato l'acqua, asciugata).

Fare due dischi sottili, con matterello e aiutandosi con la farina. Uno più grande da mettere sotto, uno più piccolo da mettere sopra.

Teglia metallica da pizza, con fori, 34cm di diametro, spennellata d'olio d'oliva; mettervi il disco di pasta più grande, che il bordo ricada. Regolarizzarlo in modo che sia un cerchio.

Mettervi uno strato di fette sottili di formaggio puzzolentino, che sia alquanto molle; questi furono due tipi di formaggi corsi di capra, uno più dolce, uno più piccante.
 
Mettervi su il coperchio di pasta fatto con l'altro disco, ripiegarvi il bordo su, plissettando.

Premere tutta la superficie della torta con il palmo delle mani, schiacciandola delicatamente e riducendo il tutto a spessore uniforme.

Ora pizzicottate profondamente, allo spasimo, il bordo, facendo una spirale. Pizzicottate profondamente, perchè resti una bella cresta, e perché la pasta si laceri un po', facendo sfiatatoi.

Nel caso non ci fossero sufficienti fessure, con i rebbi di una forchetta bucherellare tutta la superficie.

Fare sul coperchio una spirale di olio d'oliva e.v..

Forno a 180° per 30'.

Mangiarla calda; le fette si possono ben riscaldare nel tostapane.

Sopra potete farvi, con vantaggio, un giro di miele. 












 

 

martedì 18 agosto 2020

Torta riccia con pasta all'olio e vino e formaggio puzzolentino


Siamo in:

Torte salate
, in particolare, Torte salate. Plissettate.

Arricciolare incidere cesellare.

Di Artemisia

Sono innumerevoli le cose stranissime, sorprendenti e meritevoli di approfondimento che incrociano da vicino la nostra vita, ma ci vuole un po' di prigionia come quella che ci stiamo sorbendo per via della Covid-19, perché finalmente si rompa la cronica disattenzione svagata e su alcune caschi l'occhio. Già avevo visto l'Aristolchia gigantea dell'Orto Botanico, ma solo in questo lungo agosto romano mi decido a sorprendermi come si deve, e a cercare di capire chi è e soprattutto come accidenti è fatta. Meritava. Originaria del Brasile, rampicante, con allarmanti fiori che come nessuno evocano una gonna da ballo di stoffa davvero sublime, seta gialla e velluto quasi nero che sfuma in marezzature porpora su seta avorio, corpetto di taffetà verde giada. Ad altri ha evocato una pipa olandese, poichè il rigonfio calice verdolino si allarga a forma di tromba (la gonna); la gola gialla è munita di peli controverso rispetto all'ingresso dell'insetto impollinatore, che entra ma non esce dalla borsetta verde, fino a che il fiore non appassisce, ovvero a fecondazione avvenuta, e può andarsene solo allora con le zampette piene di polline guadagnato a caro prezzo. Prima di aprirsi, la gonna ha l'orlo cucito, e si presenta come un chiuso palloncino ovale; grande: aperta è 12cm di larghezza per 20cm di altezza. Cibo: Torta riccia con pasta all'olio e vino e formaggio puzzolentino. Mi decido a provare la torta plissettata con una pasta all'olio invece che allo strutto. Come supponevo, non ha la stessa duttilità preziosa né la stessa friabilità (embe'!). Venire viene, ma ha bisogno d'esser calda per recuperare croccantezza; del resto sottile com'è si infila magnificamente nel tostapane. Nel menu Ottobre 2020. Un amico da consolare.

Pasta olio/vino:

250g di farina00,  un pizzico di sale, tanto olio d'oliva e.v. di sapore delicato e tanto vino bianco secco (metà e metà) da aver pasta liscia.

Lavoratela bene.

Fate due dischi, molto sottili, uno più grande da mettere sotto, uno più piccolo da mettere sopra.

Teglia metallica da pizza con fori (o testo di rame), 34cm di diametro. Ungetela con olio d'oliva.

Mettete il disco di sotto, che i bordi ricadano appena.

Affettate sottilmente un formaggio di capra puzzolentino, (ne avevo uno corso, non ne so il nome) tanto da coprire il fondo a fette accostate. 

Mettetevi su il disco superiore.

Ripiegate il bordo del disco inferiore, pressate.

Lo spessore sarà minimo.

Pizzicottate il coperchio profondamente, allo spasimo, perchè resti una cresta e perché la pasta si laceri un po', facendo sfiatatoi; eventualmente, aggiungere fori fatti con i rebbi di una forchetta. Pizzicottando fate spirali e cerchi.

Forno a 200° per 30'.

Buona calda. Nel tostapane, a fette, entra benissimo.








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