martedì 18 agosto 2020

Torta riccia con pasta all'olio e vino e formaggio puzzolentino


Di Artemisia

Sono innumerevoli le cose stranissime, sorprendenti e meritevoli di approfondimento che incrociano da vicino la nostra vita, ma ci vuole un po' di prigionia come quella che ci stiamo sorbendo per via della Covid-19, perché finalmente si rompa la cronica disattenzione svagata e su alcune caschi l'occhio. Già avevo visto l'Aristolchia gigantea dell'Orto Botanico, ma solo in questo lungo agosto romano mi decido a sorprendermi come si deve, e a cercare di capire chi è e soprattutto come accidenti è fatta. Meritava. Originaria del Brasile, rampicante, con allarmanti fiori che come nessuno evocano una gonna da ballo di stoffa davvero sublime, seta gialla e velluto quasi nero che sfuma in marezzature porpora su seta avorio, corpetto di taffetà verde giada. Ad altri ha evocato una pipa olandese, poichè il rigonfio calice verdolino si allarga a forma di tromba (la gonna); la gola gialla è munita di peli controverso rispetto all'ingresso dell'insetto impollinatore, che entra ma non esce dalla borsetta verde, fino a che il fiore non appassisce, ovvero a fecondazione avvenuta, e può andarsene solo allora con le zampette piene di polline guadagnato a caro prezzo. Prima di aprirsi, la gonna ha l'orlo cucito, e si presenta come un chiuso palloncino ovale; grande: aperta è 12cm di larghezza per 20cm di altezza. Cibo: Torta riccia con pasta all'olio e vino e formaggio puzzolentino. Mi decido a provare la torta plissettata con una pasta all'olio invece che allo strutto. Come supponevo, non ha la stessa duttilità preziosa né la stessa friabilità (embe'!). Venire viene, ma ha bisogno d'esser calda per recuperare croccantezza; del resto sottile com'è si infila magnificamente nel tostapane.

Pasta olio/vino:

250g di farina00,  un pizzico di sale, tanto olio d'oliva e.v. di sapore delicato e tanto vino bianco secco (metà e metà) da aver pasta liscia.

Lavoratela bene.

Fate due dischi, molto sottili, uno più grande da mettere sotto, uno più piccolo da mettere sopra.

Teglia metallica da pizza con fori (o testo di rame), 34cm di diametro. Ungetela con olio d'oliva.

Mettete il disco di sotto, che i bordi ricadano appena.

Affettate sottilmente un formaggio di capra puzzolentino, (ne avevo uno corso, non ne so il nome) tanto da coprire il fondo a fette accostate. 

Mettetevi su il disco superiore.

Ripiegate il bordo del disco inferiore, pressate.

Lo spessore sarà minimo.

Pizzicottate il coperchio pofondamente, allo spasimo, perchè resti una cresta e perché la pasta si laceri un po', facendo sfiatatoi; eventualmente, aggiungere fori fatti con i rebbi di una forchetta. Pizzicottando fate spirali e cerchi.

Forno a 200° per 30'.

Buona calda. Nel tostapane, a fette, entra benissimo.









1 commento:

Lisa ha detto...

Yum, this looks so good!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...