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giovedì 1 novembre 2018

Africa sub sahariana. Pilau con riso speziato e latte di cocco


Siamo in:

Culture e territori
, Un'Africa approssimativamente sub sahariana.

Esotici. Pilau dell'Africa sub shariana.

Di Artemisia

Tra le varie versioni di  Pilau dell'Africa sub shariana questo - lo ammetto, inventato da una mia incarnazione zanzibarina - mi piace assai. Profumato di spezie, delicato, con il latte di cocco che ammorbidisce senza appesantire. Altre volte ho adottato, invece che di carne o di vegetali, un Brodo di spezie. Nel menu di Ottobre 2018. Piccola cena per tre, molto sub shariana.

Sciacquare due cup (500g) di riso basmati.

In un tegame a fondo spesso scaldare due cucchiai di ghee (o burro).

Aggiungere una cipolla triturata finemente e cuocere fino a imbiondimento.

Aggiungere il riso scolato e tostarlo.

Aggiungere 1/2 cup (125g ) di latte di cocco e 2 e 1/2 di brodo di spezie (in tre cup di acqua, un cucchiaio colmo di spezie in grossi pezzi, che dopo 20' di sobbollire, filtrate).

Portare a ebollizione.

Mescolare un paio di volte.

Dopo due minuti, ridurre il calore a fuoco basso, coprire bene con un coperchio e lasciar cuocere per 15’.

Sgranare il riso e servirlo.
 

sabato 6 ottobre 2018

Indici. Risi esotici. Pilau dell'Africa sub sahariana


Siamo in  Culture e territori, Un'Africa approssimativamente sub sahariana.

Ho grandi ammirazioni per quel bel tenebroso che fu il capitano Richard Francis Burton, esploratore e orientalista, colui che ci regalò le Mille e una notte, tra i libri indispensabili per una degna vita, che mirabilmente tradusse (anche il Kama Sutra, se è per questo). Fu uno di quegli avventurieri britannici bizzarri e coltissimi (parlava 29 lingue europeee, asiatiche, africane, e numerosi dialetti), di cattivo carattere (tra i migliori spadaccini della sua epoca), temerario e curioso (travestito arrivò fino alla Mecca, non so se fu il primo non musulmano), a un pelo dallo scoprire le sorgenti del Nilo (ma lo bloccò la malaria) che accompagnò e favorì il colonialismo, e al tempo stesso ci avvicinò a un mondo nuovo. Ci ha lasciato anche una testimonianza ambivalente sul pilau (citazioni da The CongoCookbook).

In the late 1850's Richard Francis Burton traveled from Zanzibar to Lake Tanganyika and back, and then wrote The Lake Regions of Central Africa: A Picture of Exploration (New York: Harper & Brothers, 1860; reprinted by Dover Publications, and by Scholarly Press). He ate pilau at a meal with "Arabs" (the Swahili Arabs from Zanzibar) at one of their trading posts in the interior: It was hard eating this time. The shorwa, or mutton broth, thickened with melted butter, attracted admiration; the guests, however, could only hint at its excellences, because in the East if you praise a man's meat you intend to slight his society. The plat de résistance was, as usual, the pillaw, or, as it is here called, pulao - not the conventional mess of rice and fowl, almonds and raisins, onion-shreds, cardamoms, and other abominations, which goes by that name among Anglo-Indians, but a solid heap of rice, boiled after being greased with a handful of ghee - and dotted over with morsels of fowl, so boiled that they shredded like yarn under the teeth. This repast again concluded with a bowl of sweetened milk... (Chapter XI -- We Conclude the Transit of Unyamwezi).

Il pilaf, come lo chiamiamo noi, è un piatto principe per metà del mondo, e la Tanzania ha una sua specifica versione:

The word pilau comes from the Persian word pilav or pilaw, which is also the origin of pilaf, as in "rice pilaf". The pilav rice cooking technique is found throughout the Middle East and West Asia (i.e., Turkey, India, Pakistan). It has been spread across Africa by the Arabs, and was brought by enslaved Africans to the Americas. It is especially common in the Caribbean and Southern United States. In West Africa and the Americas the name has become pearlu, perloo, perlau, plaw, et cetera. Whatever the name, it is rice, vegetables, and meat cooked in a seasoned broth. Here is the Swahili way to make this omnipresent rice dish. 

Questi risi fanno parte di due raccolte:

Cucina di un'Africa approssimativamente sub sahariana
. Esperienze di viaggio, memorie, successive ricerche. Divisa in Risi esotici. Pilau dell'Africa sub shariana (li trovate qui), Minestre e Vellutate, e Tutto il Resto.

Risotti. Di tutto un po'
, Risotti di pesce, Tielle, timballi, sartù, gratin, Questo e quello, Neri, rossi, integrali, Esotici: pilaf, pilav, pilau, polow, pulaka. Medio oriente, Asia Centrale, Esotici; i dorati risi persiani, tah-digh, Esotici. India, Esotici. Pilau dell'Africa sub shariana.


Andiamo ai risi, eccone delle versioni AAA:

Pilau con riso speziato e latte di cocco

 
Pilau Rice. Tanzania


Riso pilau. Tanzania. Zanzibar
 

Riso al latte di cocco come a Zanzibar, wali wa naz. Tanzania. Africa


Geelrys. Riso con curcuma e uvetta. Namibia. Africa

 

giovedì 13 settembre 2018

Africa sub sahariana. Pilau Rice. Tanzania

 
Siamo in:

Culture e territori, Un'Africa approssimativamente sub sahariana.

Esotici. Pilau dell'Africa sub shariana.

Da Artemisia

Tanzanian pilau rice is often difficult to separate from its Indian roots. However, when it comes to African cuisine, pilau is East Africa's ubiquitous rice dish and it often extends beyond its coastline from Zanzibar into the Indian Ocean islands such as Mauritius. Tanzanian pilau has slight nuances from its Indian counterpart. Other pilau recipes will often include bay leaves, saffron, ground coriander seed and turmeric, however, Tanzanian pilau recipes often use 5 distinct spices to make the pilau masala. These are black peppercorns, cloves, cumin, cardamom, and cinnamon. Furthermore, spices, especially cloves, are used more generously in Tanzania. Shifting slightly north into the Horn of Africa, you will find that cardamom is much more popular.
Pilau can be made as a simple vegetable dish or can be combined with beef, lamb or chicken to produce a full one-pot meal. When made as a whole pot meal, sometimes with the addition of tomatoes, one could say the outcome is very similar to the West African counterpart rice dish, Jollof. However, the two meals are not the same and the Indian spices used in East Africa makes this dish distinctively different from Jollof rice. Pilau is much more comparable to the Somali bariis iskukaris. As this is the introductory recipe for pilau, we will keep it simple by providing the vegetarian version. If you would like to add something special to the dish, you could spice things up a bit by adding some toasted cashews.

Esploro ricette africane dell'Africa sub shariana, con souvenir di Tanzania in mente; questa, da thespruceeats.com. Come dicono loro, introductory recipe. Il pilau è un pilaf che viene dall'India e diventa africano: dell'Africa dell'est, specie la costa largamente intesa, da Zanzibar alle isole dell'Oceano Indiano, come Mauritius. Il pilau tanzaniano ha le sue particolari spezie: pepe nero, cumino, cardamomo, cannella e ovviamente abbondanza di chiodi di garofano (mentre nel corno d'Africa prevale il cardamomo). Consigliano di servirlo con un curry (mi viene in mente che nel recente viaggio ho mangiato ottime carote al curry) e dell’insalata. Un'aggiunta che dà un tocco indiano in più, e che si pratica in Tanzania, possono essere gli anacardi. Può essere integrato con verdure, carne, pesce. E' vicino al Bariis iskukaris somalo (cannella, chiodi di garofano, cardamomo, cumino). Se si aggiunge pomodoro, assomiglia parecchio al Jollof dell'Africa occidentale, ma perde la speziata aria indiana. In breve: trattenere una ricetta, specie se geniale, non farla viaggiare, è come prendere acqua con un colino, o aria con le mani. Il cuoco è quello del Serengeti Simba Lodge mentre fa un'omelette, come diceva lui. Nel menu di  Settembre 2018. Ogni scusa è buona. Nel menu di Dicembre 2018. Andiamo a Edimburgo? Con una nuova pezza africana Burkina Faso come tappeto volante.

Pilau Rice. Tanzania

Sciacquare due cup (500g) di riso basmati.

In un tegame a fondo spesso scaldare due cucchiaio di ghee (o burro).

Aggiungere una cipolla triturata finemente e cuocere fino a imbiondimento.

Aggiungere il riso scolato e tostarlo.

Aggiungere uno spicchio d’aglio ridotto in crema, 5 baccelli di cardamomo, una o due stecche di cannella, mezzo cucchiaino da tè di semi di cumino indiano triturati, uno di pepe nero triturato, mezzo cucchino di chiodi di garofano ridotti in polvere.

Far assimilare le spezie tra loro per circa un minuto.

Aggiungere una cup (250g) di latte di cocco e 2 di brodo vegetale (o acqua). Portare a ebollizione.

Mescolare un paio di volte.

Dopo due minuti, ridurre il calore a fuoco basso, coprire bene con un coperchio e lasciar cuocere per 15’.

Sgranare il riso e servirlo.

L'ho costellato di uvetta e ciliegie essiccate.
 








venerdì 31 agosto 2018

Africa sub sahariana. Riso pilau come a Zanzibar, con latte di cocco


Siamo in:

Culture e territori, Un'Africa approssimativamente sub sahariana, cucina inclusa.

Esotici. Pilau dell'Africa sub shariana.

Da Artemisia

Da piquant.post con i soliti piccoli adattamenti.

Zanzibar is an island in the Indian Ocean off the coast of Tanzania. Located in the heart of historical ocean trade routes between Africa, the Middle East and Europe, modern Zanzibar reflects the cultural influences of its Swahili, Arab Muslim, and European predecessors. Known locally as the ‘Spice Islands’, the spice crops of nutmeg, cloves, black pepper, and cinnamon still comprise a large part of the Zanzibari economy.
Zanzibar Pilau is a common rice pilaf dish eaten throughout East Africa tracing its roots to the Middle East. In fact, both the words Pilau and Pilaf are related to the original Persian word for a rice dish Polow. Pilau is meant to be hearty, and often contains a variety of nuts, dried fruits, vegetables, spices, and even meats. This recipe is spiced as you would find in Zanzibar: warming spices of clove, nutmeg, and cinnamon; savory spices of star anise, cardamom, cumin and coriander; and ginger and turmeric for depth and color, respectively. Try this spice in soups and stews. Or, add meat for a one-pot meal.

Adding nuts and dried fruit is common in Middle Eastern and African dishes. Any nuts will work, but we prefer raw, unsalted nuts for best results. Try cashews, sliced almonds, chopped walnuts or pepitas (Mexican pumpkin seeds). Dried apricots, cranberries, cherries, dates, or raisins are delicious.

Accompagnava dei Gamberetti all’aglio e peperoncino.Garlic Pili Pili Prawns. Nel menu di  Agosto 2018. L'unica cena del mese, ma sul terrazzo. Fu anche nel menu di Settembre 2018. Souvenir africani su un terrazzo settembrino

Riso pilau come a Zanzibar, con latte di cocco

Fare un brodo (di carne, di verdure; io ho fatto un brodo di spezie: un litro d'acqua, e dentro spezie miste come le vendono i cinesi, già pronte, a grossi pezzi, per cui si possono poi scolare bene). Nota: molte volte ho adottato, invece che di carne o di vegetali, un Brodo di spezie.

Preparare: 1 cipolla tritata, 3 spicchi d'aglio ridotti in crema, 1 peperoncino fresco tritato

In una padella grande: 3 cucchiai di olio di oliva, quindi cipolla aglio e peperoncino; stufare 5' a fuoco medio aggiungendo un goccio d'acqua e mescolando di tanto in tanto.

Fare un mirepoix di due mezzi peperoni polputi, uno giallo e uno rosso.

Triturare grossolanamente una manciata di frutta secca, in questo caso, noci e nocciole. 

Preparare un'altra manciata di frutta secca, in questo caso uvetta a mango (tagliato a pezzetti minuti).

Triturare un par di pollici di zenzero fresco pelato.

Aggiungere il tutto a quanto è già in padella.

Aggiungere una foglia di alloro.

Mescolare e far andare 2'.

Aggiungere 500g di riso basmati, mescolare e far andare 1' (5' senza mescolare se si vuol rovesciare e avere cupoletta un po' dorata).

Preparare una tazza di latte di cocco (250g). Aggiungervi tanto brodo quanto basta a ottenere liquidi che raddoppino il volume del riso (circa un litro, ma tenete un po' di liquido pronto per eventuali aggiunte).

Versare i liquidi sul riso, mescolate, salate parcamente.

Cuocere a fuoco lento, badando che il riso non si attacchi, fino a quando il liquido viene assorbito (15-20 minuti).

Tirarlo fuori dal tegame, sgranarlo, metterlo nel piatto di portata.



venerdì 26 settembre 2014

Africa sub sahariana. Riso al latte di cocco Zanzibar, Wali wa Nazi


Siamo in: 

Culture e territori
, Un'Africa approssimativamente sub sahariana, cucina inclusa.

Esotici. Pilau dell'Africa sub shariana.

Da Artemisia

Wali
wa Nazi (wali, riso cotto e nazi, cocco) è un piatto molto popolare sulla costa dell'oceano Indiano dell'Africa, in particolare nelle aree swahili come Zanzibar. E' un cremoso, ricco accompagnamento per ogni piatto, specie se speziato e ricco di sughi. Ricetta, da zanzinet.org. Questa versione l'ho trovata sia in Tanzania che in Namibia, che certamente risente di influssi indonesiani tramite il Sud Africa, e che non vedo perché non possa essere in contatto anche con la cucina tanzaniana. Nel menu di Novembre 2014. Una cena quasi Zanzibar, anche in onore di un kanga rosso. Anche nel menu di Gennaio 2015. Cena coloniale, ovvero pollo al miele di Zanzibar e altre cosucce esotiche. A Luglio 2019 accompagnò un Pollo al cumino e foglie di kaffir lime.

Lavare sotto acqua corrente, in un setaccio, due
tazze di riso (tipo basmati); lasciarle coperte d’acqua in una ciotola almeno per venti minuti; scolarle.

In una pentola, portare due tazze di latte di cocco molto leggero e fluido (direi che è meglio mescolare una tazza di latte con una d’acqua) alla quasi ebollizione.  

Aggiungere il riso e un cucchiaino di sale. Cuocere per una decina di minuti mescolando continuamente.  

Ridurre a calore molto basso, incorporare due tazze di latte di cocco non diluito, mescolare. Coprire.  

Mettere il fuoco minimo e cuocere fino a cottura controllando.

Volendo, aggiungere un po’ di zenzero fresco grattugiato.

Alla fine regolare la morbidezza aggiungendo acqua.





sabato 31 agosto 2013

Africa sub shariana. Geelrys. Riso con curcuma e uvetta. Africa. Namibia.


Siamo in:

Culture e territori, Un'Africa approssimativamente sub sahariana, cucina inclusa.

Esotici. Pilau dell'Africa sub shariana
.

Da Artemisia

In Namibia l'accompagnamento di riso è frequente, e mi sono imbattuta anche nel geelrys, il riso giallo con uvetta ereditato dal Sud Africa e in particolare dalla cucina olandese/indonesiana/indiana; insomma, dalla cultura di Cape Malay. E' conosciuto anche come huweliksrys, riso da matrimoni, o begrafnisrys, riso da funerale, poiché offerto in quelle occasioni (vedete voi). Questa versione l'ho trovata solo in Namibia (ma non vuol dire che non si trovi anche altrove). A volte ci sono anche chiodi di garofano, zafferano, cardamomo e il mandarin orange. Ricette: da whats4eats.com con zucchero, cannella, cannella in polvere, curcuma; da globaltableadventure.com con zucchero scuro e curcuma. Ne ho fatto un paio di versioni. Le prove vengono fatte nella casa di Venezia, in un ritorno dall'altrove che ancora fa girare la testa.

La ricetta di  whats4eats.com


Versare 4 tazze di acqua (o brodo) in una pentola e portare a ebollizione a fuoco medio. 

Aggiungere 2 tazze e mezza di riso basmati, 1 cucchiaino di curcuma in polvere, 1/2 cucchiaino di cannella in polvere, una stecca di cannella, sale, pepe nero, 1o 2 cucchiai di zucchero (anche bruno), mezza tazza di uvetta.

Riportare a ebollizione.

Ridurre il calore al minimo, coprire bene e cuocere a fuoco lento per 15 minuti.
 
Togliere dal fuoco e mettere da parte, coperto, per altri 5 o 10 minuti.

Togliere la stecca di cannella, aggiungere un paio di cucchiai di burro.

Versione n.1 

Il geelrys è l'accompagnamento tradizionale del bobotie, il pasticcio di carne speziato, e quello ha accompagnato nel menu di Settembre 2013. Tornando dall'Africa, organizziamo una cena namibiana a Venezia.

2 cup (250g) di riso basmati sciacquato, 3 cup di acqua, due cucchiaini di curcuma,  un pizzico di zucchero scuro,  sale, pepe nero appena macinato, mezza tazza di uvetta.

Far bollire e poi sobbollire piano per un quarto d'ora circa, coperto, controllando.

Versione n.2 

Ho usato solo un cucchiaino di curcuma (basta) e l'uvetta l'ho aggiunta in ultimo, la voglio non disfatta.







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