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giovedì 25 maggio 2023

Uskumru dolmasi. Sgombro farcito e fritto. Turchia


Siamo in: 

Culture e territori
Medio Oriente Nord AfricaCucina Turca.

PesciPesci. Fritture.

Di Artemisia

Ritrovo frammenti dell’agosto 2020: l’albero orchidea dell’Orto botanico, le lampade sul terrazzo, i tranquilli, felici tè alla menta con foglioline di menta, il tenero fungo che apparve a sorpresa sotto un'ortensia, la rosa del deserto che ci ricordava la Tanzania, le foreste di orchidee, alcune perfino rifiorite, per dirci che si stava bene, allora; il surreale isolamento nella nostra casa, che non sarebbe finito mai più, ma che forse ancora vivemmo come transitorio. Mi adoperavo nel fare nuovi piatti, che fossero belli, che fossero buoni. Mi imbattei in una cosiddetta specialità di Istanbul. Sgombri farciti e fritti, lì serviti freddi con anelli di cipolla e pomodori. Li faccio così la prima volta, interi, poi il fastidio dell’accesso difficile al boccone, della cottura non omogenea me li fa ripetere in tranci. Inoltre li ho serviti caldi, e ho aggiunto coppie di foglie di basilico e salvia farcite con la medesima farcia. Siamo nella raccolta Cucina Turca, entro la più ampia raccolta Medio Oriente Nord Africa.

Aprire e pulire con cura 1,2kg di sgombri, tagliarne la testa e la coda, farne dei pezzi di tre dita circa.

Inciderli non profondamente con la punta di un coltellino acuminato, con tagli orizzontali e verticali, quadrettandoli.

Triturare finemente 5-6 cipolle e mescolarle con 3 cucchiai di uvetta sultanina, 2 cucchiai di pinoli, uno di gherigli di noce sminuzzati, un pizzico di cannella, un pugno di pangrattato, abbondante prezzemolo triturato, sale, pepe nero e un filo d'olio d’oliva e.v..

Farcire pezzi di pesce a coppie, richiuderli con cura come panini.

Preparare una ciotolina con due uova battute, una con della farina00, una con del pangrattato.

Passare il pesce farcito nella farina, poi nell’uovo battuto, poi nel pangrattato.

Dorarlo in olio bollente (arachidi o olio d’oliva).

Asciugarlo su della carta assorbente.









 

mercoledì 16 settembre 2020

Mazzancolle in saor

Da Artemisia 

Orto Botanico. Se l'estate si presta alla raccolta di penne e piume, che poi la prima pioggia inizierà a macerare e non ne trovi più una, l'avvicinarsi dell'autunno moltiplica frutti e bacche; la Gazza Ladra - opportunamente collezionista anche di cesti - si china a becchettare e li porta a casa. Spesso misteriosi: chi è l'albero che li regala? A volte lo vedi, ma è senza nome, come questo pieno di grappoli di fruttini gialli, ricchi sui rami, molteplici a terra, da dove sprigionano un intenso profumo di frutta che macera. A volte l'uccello, il vento, il chissachè portano il frutto, il seme altrove, e se alzi la testa non vedi nessuno che ne sia riconoscibile genitore. Stiamo nel mistero. Avevo fatto una Frittura con mazzancolle, limone, basilico, e mi avanzavano metà mazzancolle fritte; la mente ha flautato: saor! Così fu. Qui dico come procedere dall'inizio, frittura inclusa.

Fare una pastella densa con acqua e farina.

Togliere alle mazzancolle testa e carapace.

Immergere le code nella pastella, poi rotolarle in una ciotola dove avete messo della farina di mandorle.

Friggere le code in olio d'oliva profondo. 

Metterle in una ciotola dove stiano affiancate.

Soffriggere in olio d'oliva abbondante, con estrema dolcezza, direi più stufare, dell'abbondante scalogno affettato finemente. 

Mescolarlo con aceto di vino bianco "dolce" fino a sensibile acidità dell'insieme.

Aggiungere uvetta di Corinto e pinoli.

Versare questa salsa sulle mazzancolle.

Farle marinare almeno un giorno.






lunedì 14 settembre 2020

Frittura con mazzancolle, limone, basilico

Siamo in Pesci, CrostaceiPesci. Fritture.

Da Artemisia

Il coronavirus si coniuga benissimo con l'Orto Botanico, ma anche con il terrazzo; non posso che ringraziare, anzi inchinarmi all'ibiscus; un ibiscus: lui, il fiammeggiante aranciato, che gli altri due (il rosa e il giallo) sono stati di avarizia rarissima, mentre questo si è prodigato, spossato, consumato di fiori, tutta l'estate. Uno, due, tre, ogni giorno, di colore così splendido da far luce. E' talmente impazzito di fiori, che mi preoccupo: gli darò concime, gli dirò di smetterla, ma intanto eccone di nuovi. Quanto all'Orto, scopriamo tra gli alti pini dove nidificano i parrocchetti dal collare - ora credo non più abitati da piccoli, ma ancora frequentati - un pezzo di tronco secco, sbucciato, un'opera d'arte, pieno di fori, dove due o tre di loro vanno infilando la testa rovistando; abbiamo già visto questo costume: che cercano? Pare siano vegetariani, quindi non cercano insetti... Allora sarà la malinconia; i primi che abbiamo visto così rumegare erano giovani che imparavano a volare. Frittura con mazzancolle, limone, basilico: chiunque abbia erbette fresche non rinunci a friggerle appena si pensa a un fritto-base di qualsiasi cosa, e altrettanto si faccia con le fette di limone: spremerlo su un fritto è acida aggressione, mangiarlo fritto insieme a ogni altro fritto è idea magnifica.

Fare una pastella densa con acqua e farina.

Togliere alle mazzancolle testa e carapace.

Immergere le code nella pastella, poi rotolarle in una ciotola dove avete messo della farina di mandorle.

Affettare  (fette da 2/3mm) un limone con tutta la buccia, togliere i semi.

Immergere il limone nella pastella, poi nella farina di mandorle. 

Friggere le code e le fette di limone in olio d'oliva profondo.

Avrete preparato anche un bel mucchietto di foglie e cimette di basilico.

Immergerle nella pastella, friggere anche loro.

Se vi restassero pastella e farina di mandorle che non potreste più usare altrove, unitevi altro basilico, un uovo, e fate delle frittelline.
















mercoledì 26 agosto 2020

Parmigiana con il pesce sciabola di Gennaro Esposito


Siamo in:

PesciPesci. Fritture.

Culture e territori
, ItaliaNapoli e la CampaniaNapoli e la Campania. Pesci.

Da Artemisia

Villa Doria Panphili. Nell'alta pineta - subito prima di ferragosto - scopriamo, rovesciando la testa e inseguendo voli e strida, i nidi dei perrocchetti dal collare, quelli che avrebbero casa dall'Africa centrale e orientale all'India fino alla Cina, quelli che nidificano nelle cavità degli alberi, anche scavate da loro con becco e artigli, facendo un bel foro circolare. Nidificano tra maggio e agosto, i piccoli (vediamo due testoline che si accavallano, che giocano; potrebbero essere cinque) sono nutriti dai due genitori (eccoli, vanno e vengono insieme) per circa 45 giorni, poi possono abbandonare il nido (li vedremo, nei giorni successivi, nelle prove di volo). Parmigiana con il pesce sciabola di Gennaro Esposito. Prendo confidenza con l'ottimo pesce spatola. Faccio gli Involtini di spatola a beccafico, apprezzabilissimi. Apprendo che ci si fa una parmigiana, mi precipito: Parmigiana di spatola. Sicilia. La fo tale e quale a una parmigiana, solo che si toglie la mozzarella e ci si infila lo spatola tra una melanzana e l'altra. Ne vedo un'altra versione, napoletana e cheffata: Gennaro Esposito. La faccio con meno raffinatezza, è buona e bella. Sembra uno spatola in carrozza; scopro cucinandola che la dadolata di melanzane fa la sua parte, che l'insieme finale è parmigianeo, che la delicata carne del pesce è molto valorizzata.

Fatevi sfilettare la spatola: avrete dei lunghi nastri di bianca polpa con una lucente pelle argentea, che dovete specificare che va lasciata.

Per due, tagliare 4 "rettangoli" di circa 5cm per 10cm.

Incidetene la pelle a righe con una lama affilata, senza tagliare la polpa: serve a non far arricciare il pesce in frittura (consigli da chef).

Tagliate 2 fette di mozzarella in equivalenti rettangoli. Infarinate la mozzarella.

Fate un panino con spatola, mozzarella, una foglia di basilico, spatola.

Infarinate, sgrullate.

Passate in uovo sbattuto.

Friggete in olio (oliva delicato, oppure di arachidi) i due lati, rapidamente. A lieve doratura sono pronti.

Portate in tavola con:

Una dadolata di melanzane cotta con aglio, olio d'oliva e origano fresco (io l'avevo fritta e tale la usai).

Un sugo di pomodoro leggero e fluido (aglio, olio d'oliva, basilico, lieve scottata, pomodori pelati e privati dei semi, 10' di cottura; se vi va passatelo al passaverdura).

Una foglia di basilico fresco.







 


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