sabato 10 novembre 2018

Burek bulgaro agli spinaci e feta. Una turcheria a spirale.

 
Jean-Michel Albert Carasso, l'amico cuoco dalle molte radici culturali, dà una ricetta suggestiva; io era un pezzo che volevo fare queste spirali, dopo le molte prove con le chiocciole uzbeke, che però comportano uno schiacciamento finale - chiocciole - non, pani uzbeki farciti - mentre qui il rotolino rimane bello tondo. Quelle chioccole si fanno con una pasta semplicissima, acqua, poco burro, farina, stesa molto sottile; qui ho usato una volta pasta sfoglia sempre stesa molto sottile, un'altra la fillo già pronta (senza differenze notevoli, ottime entrambe). Ho chiesto a JMC il motivo del nome: Perché si chiami bulgaro in realtà non lo so. In Bulgaria si fa la banitsa - praticamente un burek - ai formaggi, ma si dà il caso che quella con gli spinaci e la feta mia nonna la chiamasse burek bulgaro, e lei la faceva con la pasta fillo. Comunque parliamoci chiaro: è tutta roba di origine turca e non per niente si trova in quasi tutti i paesi dell'ex impero ottomano, con vari ripieni e con nomi diversi.

Jean-Michel dice che la ricetta è semplice: 

degli spinaci vanno lessati e strizzati bene, poi vanno saltati in olio d'oliva con cipolla tritata. 

Mescolarli con feta e fior di latte sbriciolati, poca patata lessa schiacciata, origano, menta secca, sale e pepe

Il tutto va raffreddato e avvolto a rotoli nella pasta sfoglia sottile, creando una spirale nella teglia, spennellando con tuorlo sbattuto e cospargendo con semi di sesamo

Forno a non più di 160° per circa 1 ora. 

Si può usare anche la pasta fillo ma va trattata diversamente (spennellata con burro fuso, a strati numerosi).
 
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Artemisia ci prova due volte.

La mia prima realizzazione: faccio un burek gigante, per una serata in quattordici, cuocendolo in un testo di rame ligure di 37cm di diametro. Uso pasta sfoglia stesa in sottili rettangoli; al taglio non si vedono come desidero i rotoli netti, ma ahimè è buonissimo. 

2kg spinaci, 400 formaggi (metà feta, metà una formaggetta tipo feta e un pezzetto di formaggio puzzolente), due patate, una manciata di uvetta di Corinto, doppia dose di questa pasta sfoglia.

Divido la pasta in quattro parti.

Le tiro facendo dei lunghi rettangoli sottili, ci allineo la farcia, la sistemo pressandola un po' e regolarizzando, arrotolo, faccio la prima spirale che depongo nella teglia oliata.

Faccio il secondo rotolo, per spostarlo lo acchiocciolo (altrimenti disastri, mentre così lo sposto agevolmente), avvicino un'estemità lì dove finiva quella del primo rotolo, appoggio, rincalzo, avvolgo intorno alla prima chiocciola; proseguo idem con le altre tre parti. Con l'ultima ci prova Teo, come si vede dalle foto. Intanto vado assestando, dando colpetti, aggiustando perché sia ben tonda. 

Poiché non va cotta subito, la schiaffo in freezer; al momento di cuocerla Teo che si prende l'incarico di spennellarla di rosso d'uovo battuto con goccio di latte, disseminarla di semi di sesamo neri, e di ficcarla in forno.

Sul tavolo di  Ottobre 2018. E' la sera di Halloween, ma forse noi non lo sappiamo










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Seconda prova, con pasta fillo e metà dosi di farcia.

Sul tavolo di  Novembre 2018. Seminari e spuntini a rotta di collo







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