









Fatto sta che in quella casa pervasa di lentezza oggetti che altrove sono morti e sepolti, oppure trasformati in vezzose reliquie, ancora vivono un'utile vita tranquilla. Per esempio, una macchina da cucire Singer dal canto ritmico, che Raviola afferma essere da lei prediletta per la docile obbedienza al piede e alla mano, per la pronta consonanza al gesto umano. Sul suo nero corpo di lucido insetto ronzante rilucono sfingi dorate. Negli anni trenta del secolo scorso arrivò qui con una sposa dalla corta zazzera: lei, l'Artusi (ma anche gli appunti dell'amica che sapeva cucinare), bauli colmi di innumerevole biancheria (tra cui immense brache di finissimo percalle ricamate a roselline che prevedevano molti parti e che nonostante questi si verificassero, mai furono usate), alcune bambole (una da tasca), e un intero set di cannucce di varie, graduate dimensioni, con cui fare le bolle di sapone nei momenti di troppo intensa nostalgia.









































