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domenica 13 aprile 2008

AUSTRIA. VIENNA. RISTORANTE IMMERVOLL.









Piombiamo a Vienna di sera. Giovedì. Senza prenotazioni. Sarà aperto Immervoll, ci sarà un posto? Per ben due volte, in precedenti viaggi, abbiamo trovato tutto pieno. È un luogo popolare, lo si vedrà anche in questa occasione, appena si libera un tavolo arriva qualcun altro per un birra e un dolce, per un piatto di ravioli dal curioso aspetto erborinato. La cucina viennese è ibrida, e continua a ibridarsi. Qui si fa cucina tradizionale-innovativa. Riusciamo a sederci a un tavolo dopo breve attesa; la gente continua ad arrivare, si chiacchiera parecchio, c'è un'atmosfera simpatica, semplice ed elegante. Il mio ristorante preferito di questo viaggio. Siamo dalle parti di Sephansdom, in una delle vivaci eleganti strade alla sua ombra. Io non resisto a un souvenir estivo: il brodo con le fettuccine di frittata, qui particolarmente, gradevolmente piccante. Poi tutti e due cediamo alla wiener schnitzel. Ma insomma, la vogliamo finire? Pare di no, perché Nunchesto ne andrà ancora in cerca nei giorni che seguiranno. Sembriamo americani in cerca di lasagne a Rialto. Intanto i viennesi, sordi alle lusinghe, ci portano senza che venissimo consultati l’insalata di patate lesse aromatizzate con la cipolla, l’immancabile erba cipollina e condite con il brodo.

Immervoll
Weihburg Gasse 17
011-43/1-513-52-88

giovedì 10 aprile 2008

AUSTRIA. VIENNA. RISTORANTE ÖSTERREICHER IM MAK.











All’interno del MAK, Museum für angewandte knust, Museo di arti applicate. Allestimenti studiati e suggestivi di ogni che, basti pensare alla Wiener werkstätte, e al Biedermeier, ma c’è di tutto.

Ricordo questo Café e ristorante qualche anno fa, nel palazzo già restaurato e con i nuovi allestimenti, ma quanto a lui disadorno e vuoto, due fette di torta secca e un cameriere dallo sguardo truce oltre che con i piedi strascicati.

C’è stato un rilancio, con un cuoco con un curriculm apprezzabile che gli ha dato il suo nome, Österreicher, e che propone due menu; uno di cucina viennese tradizionale, uno di cucina viennese innovativa. Di tali rivisitazioni io ho assaggiato un pollo alla paprika niente male accompagnato da un paio di gnocchi, e una minestrina di cui ho dimenticato la natura, ma non il fatto che è arrivato un piatto con una piccola piramide di dadolini di verdure al centro che poi il cameriere ha riempito al tavolo con una brocchetta di crema di verdure; Nunchesto ha preso un soddisfacente petto d’anatra dove lo gnocco d’ordinanza si presentava come una sorta di timballino di patate, con crauti e marmellata di mirtilli. Suggestivo ambiente assai design, bello il lampadario fatto con tante bottiglie vuote, va e vieni di pubblico. Non ricordo il prezzo, ma posso garantirvi una cosa. Per noi, abituati ai prezzi italici e romani, quelli viennesi sono sempre una bella sorpresa, e non dobbiamo quasi mai spaventarci.

Österreicher im MAK
Stubenring 5
Tel. 714 01 21

su info.wien

AUSTRIA. VIENNA. BEISL. GASTHAUS WICKERL.





Una sera ci ficchiamo in testa che vogliamo andare in una beisl, ma che sia proprio tradizionale, mi raccomando. Sapete come sono i turisti: vogliono la vera trattoria romana, l’autentico bacaro veneziano, e questo produce disastri. Piccoli disastri, per carità;questa volta, soprattutto una scarpinata oltre il ring da parte di due già ai limiti delle loro forze, finiti poi in un grande stanzone foderato di legno scuro abbastanza vuoto, dove si offrivano solo delle schnitzel (benissimo: il Nunche si era fissato che voleva cucina austriaca autentica e basta) e poco altro. Io ho trovato le mie frittatine in brodo, che volere di più? Di meno avrei voluto le risatone anglofone dei tavoli accanto: sapete quelle risate disperate, equine, esibizioniste, che lacerano la pace appena questa sta tentando di riassestarsi? Chi ci ha spedito fin lì? Lonely Planet. E’ la seconda volta in poco tempo che una di queste guide ci manda in posti descritti idillicamente che una volta si sono rivelati insulsi (questa) e un’altra catastrofici (a Firenze). Obbediremo alla consegna “fateci sapere”. Un breve giro sul web comunque pare confermare la buona fama del locale, e può darsi che fosse una serata insulsa tra tante suggestive.

In Beisltour una recensione in tedesco; magari dice cose molto diverse dalle mie (io non sono in grado di saperlo). Tanto meglio sarebbe, vedete voi.

Gasthaus Wickerl
Porzellangasse 24°
tel. 3717489

martedì 8 aprile 2008

AUSTRIA. VIENNA. CAFÉ UNA. MUSEUMS QUARTIER.



















Dove? Diciamo entrando a destra, se avete presente il grande complesso del MQ. Vetrate sul cortile, anzi sui cortili (di lì si vedevano mucchi di bianca neve e cadute di fitti fiocchi, nel nostro viaggio di gennaio) e volte coperte di splendide piastrelle che ancora una volta evocano i turchi nemici, prossimi e seducenti. Un dolce con le pere un po’ secco, dommage.
Belli, sempre, il gran cubo bianco e il gran cubo nero (la Mecca?).

Nella chiara fontana, due anatre.

Al MUMOK, una mostra di Thomas Stimm.

venerdì 4 aprile 2008

AUSTRIA. VIENNA. LA SACHER DELL’HOTEL SACHER.







Non so quando, l’Hotel Sacher si è deciso ad aprire una vezzosa boutique per la sua Sacher. L’ho vista solo da fuori, perdonatemi. Nonostante l’abnegazione dispiegata, non sono riuscita a infilarmi proprio dovunque e ad assaggiare proprio tutto.

Facciamo così ricorso ai ricordi. Molti anni fa, nella prima visita a Vienna, alloggiai al Sacher, di cui ricordo lunghi corridoi scuri pieni di vecchie stampe e quadri anneriti e andai ritualmente a mangiare due fette di torta Sacher, una nel Café del Sacher – anche questo scuro, rosso, vellutato, paludato, severo, vuoto, silenzioso – e una da Demel, già incasinato e vivace come poi sempre. Demel e Sacher erano ancora presi dall’annoso conflitto su di chi fosse la primogenitura della torta Sacher che poi si concluse con la vittoria del Sacher, la cui nuova boutique è infatti tutta una inno a tale primato, con scritte ovunque sulla vera, originale, autentica Sacher Torte.

Dunque del Sacher mi restava questa impressione di aristocrazia funebre e in dismissione che forse all’epoca spirava da Vienna tutta, e che poi la città e probabilmente anche l’albergo hanno perso, scollandosi ogni triste polvere di dosso se non ogni angoscia, e assumendo un’aria lucida brillante e viva davvero ammirevole, lasciandoci a bocca aperta sulla vispa sopravvivenza di una città così città in una così piccola nazione montagnosa e tradizionalista. Per inciso, mentre eravamo a Vienna c’è stato un corteo, prevalentemente di teste grigie, ma di consistente spessore, di persone che protestavano per l’appartenenza a un’unione europea equiparata a casino e mancanza di democrazia.

Tornando alla Sacher, tanto per saperlo: nella boutique la Sacher mignon costa 10 euro, nell’aeroporto 17, on line 19.

Hotel Sacher
Philharmonikerstrasse 4
tel. 01/514560

giovedì 3 aprile 2008

AUSTRIA. VIENNA. PRIMAVERA. KLEINES CAFÉ.






Siamo arrivati a Vienna pieni di sciarpe. Si minacciavano nevischi. In realtà, pur nei freschetti del crepuscolo, c’è aria di primavera. Il piccolo e seducente Kleines Café, sempre alla moda, mette i tavoli in piazza.

Progettato dall'architetto Hermann Czech negli anni '70.

Kleines Café
Franziskanerplatz 3

AUSTRIA. VIENNA. FIGLMÜLLER, BEISL, BIRRERIA. LE SUE ENORMI SCHNITZEL.





Forse le wiener schnitzel più grandi e famose di Vienna, sempre apprezzate da tutti, in un locale centrale, affollato, servito da bruschi camerieri che servono solo vino della casa che il Nuche non giudica granché. Niente birra. Sarà bene dire che per mangiare una buona wiener schnitzel ci sono molte alternative.

Figlmüller
Wollzeile 5
Tel. 5126177

AUSTRIA. VIENNA. XOCOLAT, UN DILUVIO DI CIOCCOLATO.






Ogni marca, ogni tipo, ogni voglia di cioccolato della migliore qualità. Nel Passage des Palais Ferstl, galleria di eleganti negozi.

Xocolat
Freyung 2
Passage des Palais Ferstl
Tel. 5354363


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