sabato 29 settembre 2012

Pancotto al cavolo nero


Da Isolina

Infinite sono le vie del pancotto. Forse proprio dal pane raffermo, questo ingrediente infintamente umile, si può arrivare ai veri piatti dell'anima (soul food?). Il massimo della semplicità, una cosa da convento povero. Unico lusso forse il brodo, molto saporito (dalle alette bollite per l'insalata di pollo).

Un leggero soffritto di olio d'oliva e aglio (abbondante) e peperoncino.

Ho aggiunto il cavolo nero tagliato in fini striscioline, ho salato e fatto appassire.

A questo punto ho aggiunto il brodo e  portato a bollore. Abbassata la fiamma, ho coperto la pentola e portato a cottura.

Infine ho aggiunto i tozzi di pane e ho continuato tenendo la fiamma al vero minimo, mescolando vigorsamente di tanto in tanto fino ad ottenere una crema.

Ovviamente si sarebbe potuto, nella scodella, aggiungere  un filo d'olio, o del pecorino... Ma davvero andava bene così, al di là delle considerazioni dietetiche.

2 commenti:

Carmine Volpe ha detto...

una ricetta da autentica gourmet

Anonimo ha detto...

per la serie...col minimo si ha il massimo!!! I piatti poveri sono sempre vincenti!!

Clelia
Pd

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