giovedì 7 luglio 2016

Maggio. Napoli dona ospitalità aristocratica come se gli piovesse naturalmente giù dalle dita.



Maggio 2016. Napoli dona ospitalità aristocratica come se gli piovesse naturalmente giù dalle dita. Vieni accolto come ospite prezioso, quando non ce n'è poi serio motivo, e quasi ti si convince che tu lo sia; segui l'offerta incantato, ed ecco ti si aprono terrazze profumate di fiori - qui certe rose dalla capa pesante folleggiavano fino alla pazzia. Taralli golosi, Spilluzziacamenti di parecchi tipi, Scamorza affumicata, Treccia di bufala, Parmigiana e Crème caramel fatti dalla mamma, Rustico (poveretto chi non sa cosa sia) comperato nel vicolo da chi sai tu, certa Verza stufata dalla padrona di casa fino a caramellamenti soavissimi, Fragole in coppa di cristallo. Tutti quei Pasticcini non mi ricordo da dove venissero, ma sono sicura che furono acquistati con pensamenti e comparazioni: si fa sempre così. Mancavano i Fiocchi di neve solo perché la pasticeria del Rione Sanità che ne detiene il segreto malaugaratamente chiude il lunedì, ma si moltiplicarono le promesse di farmeli assaggiare indubitabilmente alla prossima (e io ci conto). Ovvio che la conversazione non fu da meno: vispamente napoletana. Il padrone di casa andava di conserva con la sua dama, e i pargoli prima di andare a letto sono passati a imparare come si fa.






2 commenti:

la belle auberge ha detto...

Riconosco la rosa Pierre de Ronsard, che dimora anche nel mio giardino e riempie gli occhi della sua sfrontata bellezza.

artemisia comina ha detto...

Ecco chi è! È meravigliosa.

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