mercoledì 4 novembre 2009

Ottobre. Napoli. Tutti da Ester per un buffet partenopeo



Siamo in una raccolta: Culture e territori, Italia, Napoli e la Campania.  

Ottobre 2009. Napoli. Tutti da Ester per un buffet partenopeo. Ed eccoci tutti – quanti eravamo? Trenta? - da Ester, in quella bella casa che si rallegra tutta quando le regali feste e persone, luminosa di accoglienza e cornucopia di napoletanità, poiché qui non si transige, la cucina è tradizionale, locale, familiare, e oggetto di continue discettazioni su dove si deve comperare o come si deve cucinare questo o quello. Mi sono messa di buzzo buono a cercare di strappare alle suggestive penombre della festa tutto ciò che baluginava, e in specie le eleganze che caratterizzano le dame napoletane, che come ogni esperto sa, conservano un’eleganza altrove dismessa. Così come a Napoli ci si può ancora attendere di trovare tovaglie di lino bianco e posate d’argento, così capita che a cena ci si vesta come dio comanda, e non ci si sottragga al divertimento di cambiarsi d’abito dopo averlo, con cura, cercato tra molti nell’armadio.
Ecco dunque una collana, un orlo, un drappeggio sottratti alle tenebre –  le eleganze nere mi sono sfuggite, restando immerse nell’inchiostro – ma anche uno zucchetto che copriva con singolare successo la botta in testa che ha costretto Paolo a sopportare un enorme cerotto.
A un certo punto sono apparsi un po’ di pupi; ne catturo due. Una è una bimbetta che è di un tenero buffo che più non si può. Un altro è arrivato offrendo alla nostra simpatia e affettuosità il prediletto gatto, tal Fulmine, quatto mesi, che si è comportato con grande dignità.
Chi ha portato una cosa e chi un’altra sotto l’attenta sorveglianza di Ester che con polso di ferro ha controllato, per dire, che non arrivasse una teglia a fiorellini a meno che non fosse intonata con la tovaglia, e il flusso è stato tale che entrando ci si imbatteva in un’ondata di: salsicce e friarelli, parmigiana di melanzane (discettazione: con o senza buccia, le melanzane? questo interrogativo può richiedere molte telefonate, perorazioni, dubbi, e parecchi pensieri tra testa e cuscino la sera, nel letto), involtini di peperoni, babà rustico, pizza di frolla dolce con il ripieno di ricotta salata, pizza di indivia con le olive, acciughe e uvette, danubio, involtini di provolone del monaco e melanzane con mostarda di peperoni, minestra di fagioli (caratterizzata dalla presenza del sedano, mi fa notare Ester discettando di cannellini), pasta con provola e patate, mozzarella di bufala. E poi piccoli babà dolci con la crema e con i frutti di bosco, aragostine, una caprese della quale ora da una mezza parola qua, ora da una risatina là si intuisce una storia travagliata e piena di incidenti di forno. Assaggio per la prima volta e con parecchia soddisfazione un ministeriale, un dolcetto di cioccolato e rhum che fu servito nei pranzi di gala alla reggia di Capodimonte. Inventato da Scaturchio, piazza San Domenico Maggiore. L'attuale Scaturchio racconta che un avo lo creò per sedurre una sciantosa (chiamata l'Aristocratica) e che poi fu presentato alla casa reale, dovendo fare una lunga trafila per l'approvazione, trafila che si sospetta fosse incrementata dalla possibilità dei ministeriali di fare parecchi assaggi. Riflettete su questo menu, che penso di ricordare abbastanza bene, anche se confesso di non aver potuto – haimé – assaggiare tutto. Qualche ricetta ottenuta quella sera, quaderno alla mano:

Pasta con la provola e le patate


Involtini di provolone del monaco e melanzane con mostarda di peperoni


E un altro paio che se non sono proprio quelle, sono parenti e sorelle (ah, quanto, quanto discetterebbero Ester, Antonella, Anita, sulle proprietà e caratteristiche e adeguatezze di queste ricette):

Rustico napoletano, ovvero pizza con la frolla dolce e la ricotta salata


Pizza di cicoria





































8 commenti:

Lydia ha detto...

I piatti di Vietri!!!!
Le melanzane per la parmigiana? Con la buccia.
In questo post mi sento a casa

Patrizia ha detto...

si con la buccia anche per me adoro quell'amarognolo fritto e poi tutto il resto divino a cominciare con quella mozzarella di bufala...un sogno!

nina ha detto...

mammamiachebellissimomenu! chebbelloassaggiaretutto! adessoprendogfitocontuttastacquolinainbocca! devodirechepurelelucisoffusefanvenirvoglia!
baci cara

frenci ha detto...

da appassionata amante della parmigiana, voto per la presenza della buccia... ma ho un limpido ricordo di una sua strana versione in bianco, che risale ai tempi dell'infanzia, composta di alte fette di melanzana sbucciate e fritte, piccolissime polpette, besciamella e mozzarella, oltrechè parmigiano... era morbidissima, si serviva col cucchiaio... stupendo anche questo buffet, sono sempre più piena di ammirazione...

artemisia comina ha detto...

Lydia, non ho un amico napoletano, uno solo, che resista ai piatti di Vietri :DD e questo blog lo testimonia: ci sono un paio di altre case dense di tali piatti.

artemisia comina ha detto...

mariluna, lydia, frenci, sì, sì, anch'io la buccia.

ma quel ricordo di parmigiana di frenci, nuda, con polpettine, mi affascina assai.

artemisia comina ha detto...

nina, erapropriocosìcomedici :))

artemisia comina ha detto...

Cipollina, scopro solo ora che oltre a Bari c'è anche NAPOLI! Non sapevo. sì, ero a Napoli. Ogni tanto ci vo. Alla prossima?

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