venerdì 19 ottobre 2007

Ciambellette al vino o zuccherine

La grande casa di campagna aveva un ombroso cortile interno pieno di rondini, fresco d'estate, con una certa voglia di far crescere muschi dove meno batteva il sole, con quattro porte: una da cui si usciva in strada, una con cui si entrava nella parte di casa della zia, una nella nostra, e infine una in fondo a una scala sdrucciolevole con cui ci si inabissava in cantina. Sopra la porta che dava sulla strada c'era un balcone e una finestra che dava da una parte sul cortile e dall'altra sulla strada, una finestra bizzarra e affascinante, che non dava su nessun interno ma su due cieli.

Da Mentuccia Fibrena, esecuzione di Artemisia

Le ciambelline dell’infanzia. Un'infanzia dove le poche, ripetute ricette erano fatte di rado; queste ciambelline, la supercrostata di ricotta per le grandi occasioni, qualche raro ciambellone. La cosa dolce pronta in ogni momento era la squisitissima congiunzione di fetta di pane casereccio ottimerrimo - acqua di rubinetto - ottima anche quella, sì - sotto la quale farla velocemente passare - pioggia di zucchero; qualche volta, fetta di pane - ricotta freschissima - pioggia di zucchero; oppure, goccio di caffé della tazzina dello zio preferito nel piattino - zucchero. Le ciambelline sono squisitissime: piccole, friabili, con l’olio d'oliva (siamo al sud).

Per l'impasto: una tazza (200ml) di zucchero, una tazza d'olio, una tazza di vino bianco; farina quanto basta (circa 5 tazze). Otterrete un impasto estremamente maneggevole. Zucchero per immergere le ciambelline.

Quale olio? D'oliva, l'unico concepito dalle signore che impastavano queste ciambelline. Un olio prodotto in casa, ottimo, di collina perfetta allo scopo, di delicato e insieme deciso aroma. Il vino, un bianco secco. Anche quello era di casa.

Fare dei cilindri sottili di pasta, senza infarinare, se non minimamente e se proprio serve, la spianatioia: la pasta all'olio non lo richiede e servirà che resti umida perchè le ciambelline si chiudano e lo zucchero in cui verranno immerse aderisca.

Le ciambelline si modellano attorno al dito (più piccole sono, meglio è, si mangiano come le ciliegie; quelle della foto hanno un diametro di 3-4cm, ma si possono fare più piccole; questa è l'operazione che richiede un po' di tempo) e si immergono nello zucchero prima di disporle sulla teglia. Ungere la teglia d'olio e spolverarla con la farina (oppure, modernamente, carta da forno).

Forno caldo a 180°/ 200°, finchè non sono ben dorate (ci vorrà mezz'ora circa, se saranno grandi come quelle che ho fatto io); le seconde saranno più veloci delle prime.



3 commenti:

La Gaia Celiaca ha detto...

le fa anche mia cognata. marchigiana ma di origini abruzzesi.
dev'essere la zona..

buonissime!

cristina ha detto...

Salve. Sono approdata qui seguendo la traccia dell'impasto al vino ed olio. Ho fatto le ciambelline (senza problemi),sono saporite e croccanti, proverò la ricetta con l'impasto salato.
Mi piace tanto vostro blog. Le illustrazioni di Artè sono dolcemente oniriche.

artemisia comina ha detto...

ma grazie Cristina, grazie anche di aver detto che hai provato una ricetta e che è riuscita, le cuoche si rassicurano :))

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