martedì 26 giugno 2007

Ruoto di patate


Da Artemisia Comina.

Saporoso Cretese mi ha regalato un libro: Isabella Quarantotti De Filippo, Si cucine cumme vogl'i'. La cucina povera di Eduardo De Filippo raccontata dalla moglie Isabella. Guido Tommasi, Milano 2001. Tra queste, ho provato il Ruoto di patate. Molti i motivi per tentare l’impresa. Le patate, certo. La loro seduzione imperitura. Ma anche i pomodori, gli allungati Sammarzano, con il loro estivo sapore e sanguineo colore. La cipolla, che ho scelto candida, rotonda, grande, fresca. La parola RUOTO, che molto ammiro. Il grande ruoto eduardiano sta in forno un’ora, un’ora e mezza. E’ fatto con un chilo e mezzo di patate e altrettanti pomodori, 500g di cipolle e 200g di olio. Si dice che il piatto è buono caldo come freddo. Le mie quantità sono state ridotte e con esse i tempi. Il mio ruoto è di 24cm (di metallo, con la porcellana i tempi di cottura si possono allungare), le patate sono quattro, la cipolla una, i pomodori sei o sette, i tempi, 45/50'di forno. Confesso un’aggiunta. Sapendo che i miei pomodori, le mie patate, la mia cipolla non erano eduardiani, ovvero saporiti di per sé altrettanto, mi sono concessa dell’origano, abbondante, e del basilico.

Allora: affettate finemente 1 cipolla, sbucciate e tagliate a spicchi sottili 4 patate, mescolate l’una e le altre condendo con abbondante olio d’oliva.

Salate, condite con abbondante origano e basilico. Mescolate ancora, preferibilmente con le mani, in intimità.

Mettete il tutto nella teglia. Ho usato, onore al merito, un piccolo ruoto da pastiera di 24cm di diametro.

Affettate a spicchi 6/7 pomodori, disponeteli a raggiera fitta sulla patate, pressate.

Oliate ancora: Isabella dice di non lesinare. Salate con fleur de sel (altra licenza: perché scricchiolasse).

In forno a 180/200° per 45’.





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  Giugno 2011. Venezia. Una cena sull'altana, quasi un pic nic.


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 Settembre 2017. Spuntino speranzoso n.2





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