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Minestre zuppe e vellutate di legumi, Fave, Piselli, Roveja, Cicerchie.
Culture e territori, Italia. Cucina e passeggiate, Lazio Valle di Comino.
Vedi anche Zuppa di verza della Valle di Comino.
Da Artemisia
Una sola verdura, un solo
legume (verza, zucca, ceci...) bolliti e versati su una fetta di pane. Le più vecchie zuppe, dicono Alberini e Mistretta (Italia a tavola. Guida gastronomica.
Touring Club Italiano, Milano 1984), da Platina a Stefani. La Valle di
Comino - che mi è familiare - ex Regno di Napoli, selvatica, ne conserva memoria: lì le ho apprese con verza o zucchine, soffritto di cipolla, una fetta di pane di campagna. Amatissime. L'ho fatta anche
con il pomodoro, fave sia baccello che semi, indivia. Il soffritto,
che come l'indiano tadka va aggiunto alla fine, sempre con cipolla. Qui, se ci fossero i baccelli, si potrebbero usare. Avevo un avanzetto di piselli e prosciutto, ce l'ho buttato dentro.
Fare il brodo di piselli
Per due, una buona ciotola di piselli sgranati.
Bollire per una decina di minuti i baccelli in acqua salata.
Fare il soffritto di cipolla
Soffriggere in olio d'oliva abbondante una grande cipolla rossa finemente affettata, fino a doratura.
Allestire
Tostare quattro fette di ottimo pane casereccio.
Mettere il pane nelle scodelle, versarvi su il brodo (non molto, non deve allagare il piatto) e i piselli.
Sopra ancora, il soffritto.
Un giro di pepe nero di mulinello.
Una grattugiata a fori grandi di pecorino.
Un giro di olio d'oliva e.v.
Aggiungere qualche foglia di basilico.




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