venerdì 27 marzo 2015

Pizza di scarola e baccalà



Artemisia da  Vittorio Gleyses, A Napoli si mangia così, La botteguccia, 1990.

Fare la pasta 

Due scarole, tenere; se si tengono qualche giorno, pare che diventino più bianche e delicate. La scarola sbollentata e strizzata va ripassata leggermente con  due spicchi d'aglio e poi vanno aggiunte tre cucchiaiate di capperi dissalati, una manciata di olive nere, tre cucchiaiate di uva passa, tre di pinoli, 25g di acciughe dissalate.

Si aggiungono  500g di baccalà lessato e sfilettato.

Foderare una teglia con 2/3 della pasta. Riempire con il ripieno. Coprire con la pasta che resta, chiudere bene, bucherellare la superficie con i rebbi di una forchetta.

50' nel forno a calore intenso.


Note: la ricetta prevede la pasta di pane alla quale si aggiunge un po' d'olio d'oliva e sugna lavorando 5', stesa in una teglia unta con la sugna.  Ma si potrebbe usare anche questa: la pasta sfogliata napoletana.

2 commenti:

isolina ha detto...

vogliamatta!! e la farei con la sfogliata napoletana, la pasta del mio cuore

artemisia comina ha detto...

per Pasqua!

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