martedì 1 luglio 2014

Involtini con uvetta e pinoli; sasizzeddi aggrassati, Sicilia.




Artemisia da Profumi di Sicilia, Giuseppe Di Coria.

Siamo in una bella trattoria Palermitana, a piazza Bologni. Un amico ordina gli involtini; il giovane oste dice: li facevamo tradizionali, con uvetta e pinoli, ma alla gente sembravano strani, ora li facciamo prosciutto e formaggio. O rammarico! Cerco ricetta e fo: squisitissimi.

Un chilo di piccole fette di tenero manzo molto sottili (io le faccio marinare mezza giornata nel vino rosso).

Belle stese su un tagliere; su ciascuna un pizzico di pinoli, uno di uvetta, due di pan grattato, uno di caciocavallo grattugiato, uno di prezzemolo triturato. Avvolgerle con cura strettamente e regolarizzando con opportuni piegamenti in dentro e sul ripieno i bordi irregolari: nessuno stuzzicadenti, così sottili aderiranno a se stesse e si chiuderanno.

Stufare molta cipolla (quattro cipolle dorate affettate finemente) in olio d'oliva abbondante (un bicchiere dice l'Autore, io dico metà) mettervi gli involtini affiancati, pepe nero appena macinato, sale, far cuocere fino a che i liquidi non si sono un po' riassorbiti (30' circa) sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco secco, servire.Non li ho mai girati.



Nel menu di Luglio 2014. Un buffet siciliano.

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