domenica 11 gennaio 2015

Francia. Nantes, Loire-Atlantique. Gâteau nantais.




Montare 150g di zucchero a velo con  125g di burro ammorbidito; aggiungere qualche goccia di essenza di vaniglia, 100g di farina di mandorle, 3 uova una a una; mescolare bene. Poi aggiungere questa volta senza troppo mescolare 40g di farina setacciata e 2cl di rum.

Foderare di carta da forno uno stampo di 22cm di diametro, 6cm di altezza;

versarvi il composto e cuocerlo in forno già caldo a 170°- 180° per 40, 45'.

Sformare e lasciando la parte superiore di sotto, bagnare mentre è ancora caldo con 2cl di rum.

Quando si è raffreddato, fare una glassa con 2cl di rum e circa 50g di zucchero a velo (consistenza fluida).  Nappare con una spatola la superficie del dolce.

Il giorno dopo sarà più buono.

Nota: 2cl sono circa un cucchiaio; prendetela come misura affettiva e usate il naso;  in particolare nella glassa sulla quantità di rum andrete santamente a occhio, partendo da 50g di zucchero; con 50g si fa una glassatura velata; per una glassatura più consistente, raddoppiate lo zucchero (e rum di conseguenza).


 
E' sorprendentemente raffinato, né secco né asciutto, né mandorle né rum ma anche mandorle e rum, insomma un sapore e una consistenza che insegui, e complessivamente setosa.

Su AAA c'è una versione di Isolina dello stesso gateau, all'arancia.



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Aggiornamento dicembre 2015

Portato alla cena Quasi Natale per amici. Prevedendo sottili fettine, ho raddoppiato la quantità di glassa: 100g di zucchero a velo. Grande successo. Dolcesca aveva preparato una salsa di pere con lime.




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Aggiornamento gennaio 2015

Nel menu di Gennaio 2015. Cena coloniale, ovvero pollo al miele di Zanzibar e altre cosucce esotiche




Dal sito del turismo di Nantes

Le gâteau nantais est caractéristique de la pâtisserie du début du siècle. C'est un heureux mariage de sucre, d'amandes, de beurre et de rhum des Antilles ; un dessert moelleux aux parfums exotiques. Recette livrée par M. Ryngel - restaurant Villa Mon Rêve.
Fouetter énergiquement le beurre mou (en pommade) avec le sucre. Ajouter les amandes, puis incorporer les œufs 1 par 1. Bien mélanger jusqu'à ce que le sucre soit fondu. Puis y ajouter à la spatule, la farine tamisée - sans trop mélanger - et 2 cl de rhum. Beurrer largement, ou mieux, tapisser le moule à gâteau de papier beurre, y verser la préparation et cuire le gâteau à 170°-180° pendant 40 à 45 minutes. Démouler le gâteau en laissant la partie supérieure en dessous et sitôt sorti du four arroser avec 2 cl de rhum. Quand le gâteau est froid, mélanger 2 cl de rhum environ avec le sucre glace (pour obtenir une consistance fluide) et napper avec ce glaçage à l'aide d'une spatule. Conseil : manger le gâteau nantais le lendemain, il sera meilleur.  Ustensile: 1 moule de 22 cm de diamètre et 5 à 6 cm de hauteur. Ingrédients pour 4 ou 6 parts: 150 gr de sucre en poudre (15 gr de sucre vanille - facultatif) 125 gr de beurre demi-sel 100 gr d'amandes en poudre 40 gr de farine 3 œufs 6 cl de rhum brun (environ) 50 gr de sucre glace. 


Alfons Mucha 1896 per Lefèvre Utile (LU) da Wikipedia


Da nantes.fr

Inventé vers 1820 par un maître fouacier de la Cité des Ducs, le gâteau nantais est inscrit dans la tradition pâtissière de la ville. A l’époque, les quais de la Fosse ou l’Ile Feydeau accueillent les délices des Antilles : sucre de canne, rhum ambré, vanille bourbon. Ce dessert luxueux, servi par les maîtresses de maison à leurs invités, a fini par sombrer dans l’oubli avant d’être relancé par la biscuiterie LU de 1910 à 1972. Depuis, pâtissiers et cuisiniers nantais s’en inspirent pour l’adapter ou le servent dans sa version la plus classique.

12 commenti:

isolina ha detto...

Praticamente quasi uguali! Lo deco rifare e aggiungerò vaniglia che con il rhum deve maritarsi benissimo

artemisia comina ha detto...

anche l'arancia che ci hai messo tu.

isolina ha detto...

quella la adotterò, definitivamente. Troppo buona

Giuliana ha detto...

ce l'ho in programma da quando l'ho visto. Spero di riuscire a farlo per domenica prossima...

Grazie, e ti farò sapere..

artemisia comina ha detto...

giuliana, aspettiamo!

la belle auberge ha detto...

L'ho appena fatto, perche' domani ho intenzione di offrirne qualche fettina per accompagnare un te' con delle amiche. Devo dire che mi era venuto un dubbio sulla tua ricetta, per la mancanza del lievito (in quella di Isolina ne e' prevista una bustina),ma confrontandola con altre sul web vedo che non e' previsto. Io, nel dubbio, ne ho messo 2 cucchiaini e credo di non essermene pentita. Immagino sara' ancora piu' bupna domani, quando tutti i profumi si saranno amalgamati ma gia'adesso, dopo il regolamentare assaggio, mi ha ricordato quei pasticcini che andavano di moda ai miei tempi. Ottimo dolce, finissimo! Grazie.
Vai, Giuliana, sara' un successo.

artemisia comina ha detto...

che bello, è quasi come cucinare insieme :)

lievito: il dolce senza non ne sente per niente la mancanza; e pensate che una prima versione l'ho messa da parte perché temevo fosse un mattoncino, bassa com'è venuta, ben di più di quanto non facesse pensare la teglia di cui si prevedevano 6 cm di altezza; non avendo montato tantissimo all'inizio uova e zucchero mi è subito venuta la coda di paglia; e invece è uguale alla seconda, dove mi sono data da fare a montare, più gonfia - di poco - in cottura, ma poi si è riassestata alla medesima altezza/bassezza; entrambe sono di una particolare grana fine, proprio apprezzabile.

Ciò non toglie che mi incuriosisce la versione lievitata.

la belle auberge ha detto...

Me ne ricorderò la prossima volta. Ho come l'impressione che questo dolce finirà nel quadernetto delle ricette di famiglia.

la belle auberge ha detto...

PS già twittato ;) :O :D

artemisia comina ha detto...

uh!

Francesca Spalluto ha detto...

Ciao Artemisia!
Ho fatto oggi questa torta, sostituendo alla farina di mandorle quella di pistacchi. Al posto del rum ho usato un cucchiaio di amaretto.
Stranissimo, la torta mi e' uscita stile gruviera, con tanti buchi. Che abbia montato troppo il burro? Non me lo so proprio spiegare. Comunque, l'ho bagnata con uno sciroppo di arancia e piu' tardi la glasso. A domani l'assaggio. Ora la devo assolutamente rifare!

Francesca Spalluto ha detto...

Ah, ora che ci penso, ho usato la fecola al posto della farina. La riprovo come si deve!

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