domenica 1 aprile 2012

Zuppa di soffritto come a Napoli



 Da Alfredo

Ingredienti: frattaglie di maiale (polmone, trachea, cuore, cotenne, non metto milza e reni). Concentrato e passata di pomodoro. Sugna, olio d'oliva. Peperoncino rosso (uno o mezzo a seconda di quanto piccante la volete). Almeno quattro papaccelle rosse. Alloro, da noi chiamato Lauro. Vino rosso 150 cl., sale.

Preparazione: i pezzi di carne ben lavati vanno soffritti nella sugna e nell'olio aggiungendo man mano vino rosso (120 cl) da far evaporare. Aggiungere la quantità desiderata di peperoncino rosso e le foglie di lauro. Si aggiunge il concentrato e la passata di pomodoro, un po' d'acqua e il sale. Lasciare a "pipiare" rimestando di tanto in tanto.

La salsa di papaccelle va preparata a parte. Le papaccelle che sono dei peperoni corti e polputi (mi raccomando che siano rossi) vanno un po' sbollentati, privati della pelle e poi frullati in modo che si ottenga una certa cremosità. Quindi, a parte, uno spicchio d'aglio soffritto in un po' d'olio. Quando lo si nota dorato si toglierà e si verserà la crema ottenuta dalle papaccelle. Un po' di vino rosso da far evaporare.

Questa salsa la verseremo in quella di pomodoro e la lasceremo cuocere ancora per circa un'ora. Molta attenzione, perchè tende ad attaccarsi sul fondo della pentola.

 Gustare bollente su crostini o per condire i vermicelli.

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Aggiornamento dicembre 2014

Ecco la faccia della zuppa di soffritto,  quella che Alfredo portò per una cena con sartù, dicembre 2014. Fu mangiata con pane casereccio.







Questa invece faceva parte del menu de La cena dell'abbondanza napoletana




La zuppa su wikipedia

3 commenti:

manu' ha detto...

il ritratto e' di Alfredo?belli i mici curiosi!!

artemisia comina ha detto...

Alfredo sputato :))

Giuliana ha detto...

questo piatto me ne ricorda uno calabrese, mangiato un paio di volte durante una lontana vacanza al mare vicino a Sibari.
Si fa nell'entroterra cosentino, ed è molto buono, anche per me, milanese arrivata per la prima volta in quelle zone, e abbastanza restia ad assaggiare interiora....
Piccante il giusto, e annaffiato con un Cirò freschissimo...me lo ricordo ancora oggi, nonostante siano passati moltissimi anni..
una vera poesia, come tutti i cibi poveri e semplici...
complimenti sinceri ad Alfredo, e alla mano fatata di Artemisia..