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sabato 24 settembre 2016
Grecia. Atene. Museo Archeologico. Alcmane. Primavera: gran fioritura, ma si mangia poco. Testa del Kouros 3372, o di Dyplon.
Le stagioni sono tre:
estate, inverno, autunno.
Primavera è la quarta:
gran fioritura, ma si mangia poco.
Alcmane (gr. ᾿Αλκμάν, lat. Alcman -anis). - Poeta lirico greco (fine del sec. 7º a. C.); originario, sembra, di Sardi (in Lidia), visse a Sparta. Poesia Classica Greca, La biblioteca di Repubblica, Milano 2004.
Questa magnifica testa, una scultura attica arcaica che ho fotografato nel Museo Archeologico di Atene, è quella del Kouros 3372, o di Dyplon; restano solo frammenti - tra cui questo - di una statua colossale - due metri e mezzo, tre - in marmo cicladico. VII secolo. Trovata ad Atene, nel Ceramicos, murata nella doppia porta delle fortificazioni di Atene; proveniva dalla necropoli del Dyplon. Parente stretta del Kouros di New York, intero. I bigné sarebbero treccine, il nastro sembra fosse rosso.
giovedì 23 ottobre 2008
Grecia. Dodecaneso. Nissiros. Gatti
Grecia. Dodecaneso. Nissiros. Gatti.
Smilzi, puntuti, giovani, abbandonati al destino, alle cavallette, forse a qualche avanzo, gatti greci, molti, in attesa dell’aspro inverno. Forse l’animata Nissiros è con loro meno amara. Ad Atene, nel Museo archeologico, cane e gatto. IV s. a.C.
domenica 5 ottobre 2008
Grecia. Atene. Museo Archeologico. Ipponatte. Faceva, giorno dopo giorno, scialo, banchettando con tonno e bagnacauda.
Faceva, giorno dopo giorno, scialo,
banchettando con tonno e bagnacauda,
pacioso come un eunuco di Làmpsaco.
Così si mangiò tutto. E adesso zappa
….
certe pietraie; mangia un po’ di fichi
e un pane d’orzo: il cibo degli schiavi;
e non rosicchia lepri né pernici,
non cosparge di sesamo i crostini,
non intinge nel miele le frittelle.
Ipponatte, Lirici greci, a cura di Simone Beta, Einaudi, Milano 2008
Poeta giambico greco (seconda metà sec. VI a. C.), di Efeso.
Il ghiottone rovinato. La bagnacauda lascia perplessi; ma per il resto ci sono due perfetti menu, uno da schiavo (niente male) , uno da gourmand.
La scultura del VI s. a.C., base di un Kouros funerario. Atene, Museo Archeologico.
giovedì 2 ottobre 2008
GRECIA. ATENE. MUSEO ARCHEOLOGICO. KOUROS.

Il pavimento ora è lindo, e tutte le mani,
le coppe: ci mettono intorno serti,
filtrano nella patera un unguento odoroso,
il cratere campeggia pieno di buon umore,
il vino è schietto, di quello che non ti tradisce,
dolcissimo nel cotto e sa di fiore;
l’incenso manda nell’aria un odore di tempio
e l’acqua è fresca, limpida e gradita,
il biodo pane posa sulla tavola veneranda
caricata di pani e miele pingue;
l’altare, al centro, è tutto infoltito di fiori,
musica e festa avvolgono la casa.
Senofane
Lirici greci dell’età arcaica, introduzione traduzione e note di Enzo Mandruzzato, Bur, Milano 2007
Altre due traduzioni dello stesso brano, qui (Romeo Giovannini) e qui.
Foto di Nunchesto.
mercoledì 1 ottobre 2008
GRECIA. ATENE. MUSEO ARCHEOLOGICO. TESTA FEMMINILE V SECOLO a.C.

spesso sulle vette dei monti, dove gli Dei
si godono la festa dalle mille luci,
tu, con un bacile d’oro, una grande secchia
simile a quella che hanno gli uomini pastori,
messovi con le tue mani latte di leonessa
formavi formaggio compatto e candidissimo.
(La baccante e il formaggio di latte di leonessa).
Alcmane
Lirici greci dell'età classica, a cura di Enzo Mandruzzato, BUR, Milano 2007
martedì 30 settembre 2008
GRECIA. ATENE. MUSEO ARCHEOLOGICO.
lunedì 29 settembre 2008
mercoledì 24 settembre 2008
GRECIA. ATENE. MUSEO ARCHEOLOGICO. GLI ADDII.











Steli attiche, IV s. a.C.
Molti gli addii, con una venatura più sentimentale, affettuosa, tattile, di quelli tesi, intensamente pensosi, riassunti nella perfetta ritualità dei gesti delle lekythoi.
Foto di Nunchesto.
lunedì 22 settembre 2008
GRECIA. ATENE. MUSO ARCHEOLOGICO. VASI GEOMETRICI.












La bellezza dei vasi. Il colore dorato, la fragilità, la grandezza – spesso ti ci puoi infilare – il fascino ipnotizzante della ripetizione del segno, della sua minima variazione, la rotondità che irraggia intorno la luminosità della superficie, la comparsa degli umani, l’importanza del naso, degli occhi, del gesto.
Questi, come i lekythos, sono ai nostri occhi di Magna Grecia, ai nostri sguardi etruschi più ignoti e sorprendenti.
Foto di Nunchesto e Artemisia.
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