sabato 4 luglio 2020

Supplì di riso nero con le seppie


Di Artemisia

Avevo fatto del risotto al nero di seppia per sei, e siccome siamo in due, ecco un magnifico avanzo. Il risotto lo feci all'onda: se lo fate appositamente per i supplì, meglio farlo più sodo. Ci faccio dei supplì (con Teo alla padella del fritto) che risultano buonissimi: il risotto vi rivive a meraviglia. Vengono anche al telefono. Li rifacciamo dopo pochi giorni, più piccoli, rotondi, questa volta li rotoliamo nel panko, lo consiglio; sempre con un bel dado di mozzarella dentro. Nella loro neritudine estrema sono difficilmente fotografabili.

Partiamo da risotto:

Pulire 5 piccole seppie senza spellarle, recuperare il sacchetto nero e una piccola parte del giallo.
Tagliarle a pezzetti minuti.

A soffriggere per 20' circa, con olio d'oliva e uno scalogno triturato.


Aggiungere un bicchiere di vino bianco secco, far sfumare; quindi un pomodoro a dadini, senza semi e senza buccia.
 
Aggiungere 500g di riso vialone nano e procedere come sempre, aggiungendo poco a poco dell'acqua calda salata.

Aggiungere il nero e il giallo tenuti da parte 5’ prima della fine.

A fuoco spento, mantecare con una abbondante noce di burro e due cucchiai di parmigiano grattugiato.

Aggiungere del prezzemolo finemente tritato e un filo d'aglio (un quarto di spicchio, anche meno, senza il germoglio) ridotto in crema.

Infine, un giro di pepe nero appena macinato.

Farlo raffreddare, e poi metterlo in frigo per fare i supplì il giorno dopo: rassoderà.

Con il riso compattato e freddo fate dei sigari cicciotti, (o delle palle più piccole di un arancino), metteteveli nel palmo della mano sinistra, con un dito della destra fatevi un incavo, schiaffateci un bastoncino (o un dadino se fate le palle) di mozarella, richiudetevi su il riso, fate sparire ogni fessura, ricomponete il sigaro (o la palla).

Se i supplì non sono umidi abbastanza, fate un molto sciolta pastella con acqua e farina, e immergeteveli rapidamente. Altrimenti saltate questo passaggio.

Poi rotolateli nel panko (pangrattato giapponese, a scaglie).

Quindi giù, pochi per volta, in olio (d'oliva, di arachidi) bollente profondo.

Fateli asciugare su carta da cucina.







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