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martedì 22 gennaio 2013
sabato 19 gennaio 2013
Praga. Ponte Carlo. Il Signore delle Scatole, la mia scatola.
Il Signore delle Scatole
Praga invernale raduna gli uccelli come un nido; li ho visti sulla Moldava cittadina accanto agli umani: scarsi voli e molto galleggiare; si fa comunità insieme, si vive di briciole o forse soltanto di vicinanza. Così è anche per le bancarelle che approdano sul ponte nel gelo; è bello trovare per una volta una cosa da portare con sè e veder risorgere il Signore delle Scatole dall'infreddolito accucciarsi al sorriso.
La scatola
Constato in me uno strano sentimento, che deve avere a che fare con il mistero del souvenir. Quando viaggio, non trovo strano comperare cose che nella vita abituale potrei guardare con curiosità, interesse, perfino desiderio, ma lasciare lì senza alcun dubbio. Eccomi invece a Praga, e prendere con me una tazza cubista, dei pupazzi di legno, dei bicchieri di cristallo: il souvenir. Tentare di portare con sè qualcosa che si perde già mentre si vive, che si allontana mentre è davanti a te; il paese che non è tuo, lo straniero, lo sfuggente tempo del viaggio. E in effetti l'oggetto una volta a casa continua a parlare un'altra lingua, a sussurrare di posti perduti nella percezione ma presenti nella fantasia, a discorrere con il ricordo, a richiamare altrove. Questa scatola non è vuota: dentro c'è l'umida, gelata brezza di Ponte Carlo piena della vastità della Moldava che si snoda invadendoti con il suo odore di fiume, l'ampia luminosità dell'acqua e del cielo con le loro due trasparenze così differenti e intensamente dialoganti, le puntute guglie, e soprattutto, soprattutto, un certo sorriso del venditore ambulante cui l'ho chiesta, un attimo di felicità praghese.
venerdì 18 gennaio 2013
Praga. Museo Cubista. Kubista, Lo Shop. Credenze: una tazza cubista
Trovata da Kubista, lo Shop del Museo Cubista; uno dei negozi praghesi che vivamente raccomando.
Cubist inspired, designer: Jiří Lomecký
Uno dei negozi di Praga - non molti - da non perdere. Riproduzioni di pezzi storici, qualche originale, nuove creazioni di artisti contemporanei, tutto cubista. Una goduria. Nella Casa della Madonna Nera, dove c'è anche il piccolo museo del cubismo e il Grand Cafè Orient tutto meravigliosamente cubista.
Guardate, per dire, la borsa cubista in vetrina, di velluto giallo.
Alcuni link per esplorare, sia pure disordinatamente, magari tramite una sola immagine, il mondo cubista di Praga
Qui - woodworking168.blogspot.it - la sedia di Pavel Janak che potete intravedere in foto, sbirciando in vetrina.Sua anche la famosa scatola cubista dell'ultima foto, quella sul piedistallo.
www.ottowagner.com
www.olmuart.cz
picasaweb.google.com
giovedì 17 gennaio 2013
Praga. Il ragazzo del Grand Café
Non c'è paragone: a Roma come a Praga la civetteria delle pettinature dei ragazzi supera di gran lunga quella delle ragazze; guardate questo: quella banda che pende di lato, sul lato sinistro del viso, e che lo porta a piegare il capo non so se per non scomporla o per accompagnarne il movimento, non nasce da quella parte della testa, ma da quella opposta, anzi da dietro, dal centro: da lì volge verso l'orecchio destro, lo supera, passa liscia sulla fronte, si riabassa verso l'orecchio sinistro, ci si butta su a cascatella.
Visto al Grand Cafe Orient.
mercoledì 16 gennaio 2013
martedì 15 gennaio 2013
Praga. Casa della Madonna Nera
Praga è l'unico posto al mondo in cui il cubismo fu adottato anche dagli architetti; in effetti, c'èstata una stagione in questa città in cui scorreva una vivacità creativa e libera che si espresse in pietre, stucchi e mura con grande libertà, e le case furono di ogni stile.
La casa della Madonna Nera, in cui incappi senz'altro poiché sulla cosidetta via regia, è molto cubista - guardate sia pure nella parzialità del ritaglio, il gioco di finestre e riflessi - ma il nome lo deve a una Madonna settecentesca che tolta dalla vecchia casa disfatta che stava prima lì, è stata messa in gabbia - con molta eleganza però - nell'angolo del nuovo, piegato come origami, edificio.
La Madonna fa parte di quella schiera di misteriose dalla pelle nera avvolte in vesti ricchissime come un dolce nel cartoccio, tali per cui madre e figlio appaiono incartati nel broccato, spuntando solo teste e mani da quegli involti, qui riprodotti nello stucco. Le Madonne nere antiche, quelle "vere" in realtà non hanno quest'abito, non portano la creatura in braccio, ma davanti a sè come un'emblema, hanno facce ieratiche e sono tutte di legno; col passare dei secoli però molte hanno avuto moderne vesti di stoffa a coprire il vecchio idolo, così ammodernato e addomesticato; queste che portano il ragazzino come farebbe una madre, sul braccio, delle ave hanno solo la pelle scura ma le ricordano le con vesti coprenti.
foto di Nunchesto
venerdì 4 gennaio 2013
PRAGA. PALAZZO STERNBERG. STANZINO CINESE
Cedo spesso alla tentazione di infilarmi in un museo: sono il tipo adatto. Silenzio, straniamento, spesso solitudine, strani oggetti intorno a me dapertutto che bisbigliano in linguaggi misteriosi di cui conosco molto parzialmente la decifrazione, quel tanto che basta per tendere l'orecchio, cercare di capire il discorso.
lunedì 31 dicembre 2012
PRAGA. LA RAGAZZA DELLE BOLLE DI SAPONE
In Piazza della Città Vecchia, insieme al mercatino e all'albero stava una instancabile ragazza, che immergendo in una bacinella di acqua saponata degli spessi fili i cui capi erano legati all'estremità di due bastoncelli, andava facendo grandissime bolle che i bambini si divertivano a inseguire e rompere.
Foto di Artemisia e Nunchesto.
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