venerdì 29 dicembre 2017

Puglia. Salento. Una minestra di pasta e ceci per la Vigilia di Natale, pensando a ciceri e tria




Di Isolina ovvero Brassica Illirica

Una lunghissima storia, che risale nel tempo. Primo incontro tra me e la pasta e ceci, qui in Toscana, dove poi venni a vivere. Buonissima, anche per me bambina. Sento ancora la filastrocca "beci, beci, beci, la minestra di pasta e ceci". Per qualche ragione, credo perché i ceci erano più scarsi, la minestra di ceci aveva uno status più alto di quelle di fagioli. Arrivata all'età di cucinare, imparai a fare la minestra di ceci alla senese, per altro semplicissima. Semplicissima, ma che richiedeva di arrivare al delicato giusto bilancio tra denso e liquido. La pasta doveva essere cotta in un certo modo, ecc, ecc. Il soffritto di aglio e rosmarino giusto a quel punto, il pomodorino doveva apparire, ma non troppo, ecc. ecc. La pasta, scomodissima da mangiare, dovevano essere i tagliolini fatti in casa, ovviamente. Un giorno che avevo invitato mia suocera Liuba, la feci, con successo. Lei mi raccontò di un'altra straordinaria minestra di ceci che  faceva una sua vicina pugliese dei tempi andati. In quella minestra parte della pasta veniva fritta. Confesso che la cosa mi sembrò tremendamente bizzarra e quasi dubitai dei ricordi di mia suocera. Né in Puglia, né altrove ebbi mai occasione di incontrarla; poi passò nell'oblio, fino a pochi giorni fa, quando il ricordo riaffiorò leggendo un libro di cucina pugliese. Ciceri e tria! Dovevo farla per la Vigilia di Natale. Mi accinsi.

Ammollo dei ceci per 24 ore. Li metto a bollire in acqua non salata per 10 minuti.

Poi cambio l'acqua e aggiungo un involtino di garza con alloro, sedano, cipolla aglio.

Lenta cottura, fino ad arrivare alla giusta tenerezza dei ceci (che poi con pazienza certosina ho anche parzialmente liberato dalla pellicina).

Nel frattempo preparo la pasta per la tria (farina di grano duro, acqua caldina), ma scelgo un formato corto, pensando che avrebbe reso le cose più facili. Insomma qui sto proprio raccontando rave e fave...

Passo parte dei ceci,  salo, aggiungo una cucchiaiata di triplo concentrato di pomodoro.

Intanto stavo perdendo colpi e pensavo che forse... E infatti ho rinunciato alla pasta fritta, ho modestamente cotto la pasta in acqua per pochi minuti e l'ho aggiunta ai ceci.

Sul piatto grande giro di olio d'oliva e.v. e una bella macinata di pepe nero.

Se ne avessi fritta una manciata - un terzo, diciamo - e l'avessi aggiunta al resto, sarebbe stata quasi ciceri e tria.  Pertanto mi sono proposta che un piatto di mitica ciceri e tria verrà certissimamente, prima che l'inverno sia finito.






4 commenti:

GufettaSiciliana ha detto...

Meravigliosa minestra! Auguri!

Sabry ha detto...

Che bello venire nel tuo blog, mette allegria, e poi quante cose buone....

isolina ha detto...

grazie ragazze e auguri auguri

qbbq ha detto...

.. mi aggiungo: auguri di buone cose a tutti, ciao, stefano

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