lunedì 18 maggio 2015

Maggio. Una cena romana su un terrazzo



Una cena romana su un terrazzo di maggio. Siamo addirittura nel 2000, era maggio, si cenò sul terrazzo. Eravamo impressionati dalla data, si saltava in un altro millennio, non avevamo idea di cosa avremmo trovato, eravamo abituati al Novecento, c'era un po' di tremore (giustificato, come sempre). E poi c'era Salvatorina, la micia prudente e tutta seria, che non sorrideva mai ed era costantemente combattuta tra il venirci incontro e lo svicolare. E così si sfogava dandoci innumerevoli, ritmiche, morbide, seducenti capocciate contro le gambe, senza stancarsi; ma non si poteva prendere in braccio, nemmeno darle una grattatina. La quarta di quattro fratelli, tre micie bianche e nere, un micio tutto nero, una madre giovanissima smilza e nera, dagli occhi di ghiaccio, che ce li scodellò sul terrazzo. Dopo poco andò via e restarono i micetti a correre lievi come folletti e a rintanarsi in tubi strettissimi, uno dietro l'altro, a ogni immaginato pericolo; poi due andarono in campagna e restò il gatto nero che nella notte se chiudeva gli occhi spariva, e lei, Salvatorina, intelligente e schiva, sottomessa da lui, lo spaccone. Poi Topo morì (così si chiamava il tuttonero, che da piccino si meritò il nome dopo un gran temporale che lo ridusse a topino) e restò lei, che dopo un profondo lutto - alla fine si amavano - si avvicinò finalmente a noi, per costellarci di capocciate amorose, conquistando la permanenza in cucina. Salvatorina, perché la credevamo, appena nata, Salvatore. Menu: Gaspacho, Strudel di salmone, Strudel di carciofi.

Ricette:

Resta la traccia di un gaspacho, che questa ricognizione dei menu mi fa recuperare tra le ricette di AAA.

E di due strudel, uno di salmone.

L'altro era certamente di verdura; a maggio forse questo, carciofi e asparagi , o questo, di carciofi e mollica di pane, o questo, di carciofi, fave, piselli e ricotta di capra o questo sedano rapa e carciofi, o questo di vignarola.

Il resto del menu è stato dimenticato.

Vedo anche la tovaglia di Merimekko, potrebbe anche essere una delle stoffe che comperammo nel magnifico negozio di Helsinki, ma più probabile che venisse da Spazio Sette, l'altrettanto magnifico negozio che Roma ancora non aveva perso.









1 commento:

isolina ha detto...

ma quello che rimane… niente male! e la cara Alice

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