martedì 30 settembre 2014

Turchia, ma anche Uzbekistan: semi di albicocca, more di gelso essiccate. Con gli orientalismi di Jules LeFèbvre



Che sorpresa: un regalo dalla Turchia: semi di albicocca e more di gelso essiccate.

I semi di albicocca mi riportano subito in Uzbekistan, dove per la prima volta me li sono visti proporre nelle piccole ciotole piene di tutto da spizzicare, che portano appena ti siedi a tavola.

Sembrano piccole mandorle e sanno di albiccocca; le more di gelso non sapevo esistessero così essiccate: certo usi di un tempo che fu e che ancora è in qualche parte del mondo.





Jules LeFèbvre: L'éventail à plumes, 1884.

Orientalismi. Lui è un pittore accademico di cui non ho trovato traccia di viaggi nel Vicino Oriente, come spesso per altri che si dedicarono a dipingere fanciulle esotiche; questa giovanissima seduce con la sua strana faccia, la sua non bellezza accademica, invece costante negli altri dipinti del nostro.  Quella poi pare proprio un'albicocca. Albiccocca, al-barqūq, parola araba (di nuovo loro, come mediatori)  origine, Cina nord orientale, poi passaggio in Asia centrale, quindi arrivo da noi con i romani; ma rilanciata in tutto il suo fascino dagli arabi, appunto.

Immagine, da qui 

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