sabato 25 gennaio 2014

Un invito quasi natalizio


Al mondo, in Italia, a Roma, ci sono ancora case dove si allestisce una tavola, si fa la spesa, si cucina per gli amici con dedizione di sapienza, competenza, fantasia, tempo, tovaglie?

AAA si premura di rintracciare e testimoniare tali eventi, eredità antiquaria e preziosa di civilissima costumanza nata - ho studiato - tra il XVI e il XVII secolo: convivialità, arte della tavola, gusto come valore, attenzione all'arredamento d'interni, conversazione nascono allora, in un complesso frangente di circostanze. Badate, tutto questo non aveva nulla a che fare con la famiglia, ma con la relazione scelta, amicale; la famiglia verrà alla ribalta dopo, la sua centralità è successiva. Ci occupiamo di tali reliquie con ammirazione e affetto, nella convinzione che siano non solo testimonianze del passato, ma semi di futuro.

Eccone un caso. Siamo da Ida, Imperiuzza da quando ha accettato di far parte di AAA, e di Alfredo, che assai degnamente la affianca in queste imprese (ed altre, ma non ne parliamo qui).

Ne studieremo volentieri altri, li raccogliamo religiosamente qui.

Crema di melanzane, crema di di peperoni, liptauer.

Treccine alle mandorle, lingue integrali, pane della casa.

Sarde in saor.

Lasagne porri e funghi.

Cotolette garbate Adelasia.

Insalata di spinaci.

Vassoio di formaggi.

Zuppa tartara.

Vini

Champagne Piper-Heidsieck

Prosecco Tasca di Almerita Contea di Sclafani 2009


Santenay Beauregard Premier Cru 2010

Campriano Colli Senesi 2006

Al tutto si aggiunse un limoncello fatto in casa. 

PS: notate il centro tavola liberty in argento e cristallo, regalo di nozze della mamma di Imperiuzza: così bello che praticamente era uno degli invitati, da farci conversazione. 






7 commenti:

isolina ha detto...

Bello, bello e bello. Queste cose ci salvano la vita

artemisia comina ha detto...


Anonimo ha detto...

io mi autocandido per l'adozione. aleppo

artemisia comina ha detto...

:)

cuocaingiardino ha detto...

Hai proprio ragione, negli ultimi anni c'è stata una riscoperta della condivisione a tavola.
Lo faceva la mia nonna con pranzi e cene serviti in guanti bianchi e devo ammettere che piace molto anche me. Allora tiro fuori le sue tovaglie di fiandra o le mie in lino e poi lucido l'argenteria, uso i bei piatti e i bei bicchieri e mi da una gioia immensa. Anche la casa sembra quasi partecipare con allegria e soddisfazione. La cucina tra pentole e vapori si rianima e sembra borbottare compiaciuta; la sala da pranzo si veste a festa, le luci brillano più del solito e i quadri alle pareti guardano con curiosità ai nuovi arrivati e sorridono sornioni agli amici di sempre
Infatti quando arrivano gli ospiti la casa è davvero più bella e luminosa e quando alla fine del pranzo quando tutti se ne vanno e si comincia a riordinare anche se stanca comincio già a pensare alle prossime ricette

artemisia comina ha detto...

cuocaingiardino, dovremmo fare un club di quelli che ancora si lanciano nell'impresa, tu parli di ritorno dell'uso...chissà...

cuocaingiardino ha detto...

Mi sembra un'ottima idea!
Qui tra Veneto e Friuli tante case hanno riaperto le porte agli amici; oggi qui a colazione in 11 e poi Gipsoteca del Canova di Possagno. Ho un'amica che fa il pane in casa tutti i giorni, 4 figli e un lavoro come me in campagna tra terra e viti.
Buona domenica

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