lunedì 21 febbraio 2011

Tartiflette: patate, pancetta e reblochon.


Da Artemisia.

Ci vorranno anche delle cipolle e del vino bianco, veramente, ma niente di più. E' una ricetta recente, inventata negli anni '80 del novecento dai produttori di reblochon, formaggio della Savoia, per promuoverlo, e della quale esistono varie versioni (con o senza crème fraîche, con o senza vino bianco, con la crosta del formaggio in su o in giù, con o senza cipolle, senza cipolle ma con l'erba cipollina). Io ho come spesso ho meditato sul web, poi ho scelto di fare così:

Lessare un chilo e mezzo di patate con la buccia. Lasciarle intiepidire, pelarle e affettarle. (Per evitare che si spaccassero assorbendo acqua le ho cotte al vapore).

Rosolare in una grande padella dal fondo spesso 200g di pancetta affumicatata tagliata a dadini. Aggiungervi tre o quattro cipolle dorate pulite e affettate finemente, farle appassire e stufare nel grasso della pancetta.

Aggiungere le patate, mescolare i sapori, far andare qualche minuto.

Aggiungere tre quarti di bicchiere di vino bianco secco, poco a poco, mescolando delicatamente per non disfare le patate.

Tagliare a metà un reblochon nel senso della larghezza. Grattare leggermente la crosta (anche un cucchiaio di taglio può servire alla bisogna).

Versare le patate in una teglia da forno ovale a bordi abbastanza alti, grande quel tanto che ci vuole perché i due mezzi reblochon (il reblochon ha 12cm circa di diametro) affiancati, crosta in alto, appoggiati sulle patate, ci stiano di misura.

Mettere in forno caldo a 200° per 30'. Il reblochon fonderà. Portare in tavola caldo e fondente.

Piatto unico da servire con una fresca insalata.



Nota: avevo un reblochon fermier (alta qualità) individuabile dalla piccola placca rotonda di caseina verde. E' un formaggio alpino, per la precisione savoiardo; anche in Piemonte se ne fa uno simile, ma il diritto al nome l'ha acquisito l'AOC francese dopo una battaglia legale. La panna non vedo proprio che altro potrebbe dare alla già notevole cremosità del piatto; il vino dà un acidulino che mi pare seducente, le cipolle una rusticità commovente; tuttal'al più proverei a sostituirle con la delicata erba cipollina, per rispettare al massimo il sapore del formaggio. Un'insalata verde a fianco ne fa un pasto completo.

Nel menu di una cena di febbraio:  una  crema di fagioli con maiale affumicato, la tartiflette, carciofi alla romana, insalata mista, pere al vino rosso.

Anche ne  La cena del polpettone con i pistacchi.

6 commenti:

isolina ha detto...

Mi viene fame solo a leggere... Bello anche da vedersi, mi pare. Che si vuole di più?

lucia ha detto...

Siamo quasi telepatiche, io ho pensato alla tartiflette per la sfida dell'mt challenge http://invacanzadaunavita-housewife.blogspot.com/2011/02/polpettiflette.html la tua ha un aspetto magnifico e soprattutto non l'avevo mai mangiata con il reblochon posizionato sopra. La prossima volta la farò così e anche io sono d'accordo che la panna è un di più del quale non si sente la necessità. ciao e buona serata, Lucia

max ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
uovo sodo ha detto...

questi sono i piatti che io adoro!!!!!

la belle auberge ha detto...

per quante persone, tutto questo bendiddio? Che vino ha scelto, Nunchesto,come abbinamento al piatto?
abbraccio
eu

artemisia comina ha detto...

comfort food, sempre.

eu, ti rispondo con l'intero menu, per 8.

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