domenica 9 gennaio 2011

PRAGA. NEVE















Ogni tanto lampi di sole entro il glaciale colore del cielo nevoso. Neve che dona all'oscurità che arriva veloce nelle corte giornate un lucore spettrale e cilestrino che per qualche tempo dell'annottare fa la terra più luminosa del cielo. La discesa dal monastero Strahov è una passeggiata che in due giorni troviamo modo di ripetere, e che non sarà dimenticata. Quello che doveva essere l'orto del monastero porta oggi la campagna in città e disegna alberi neri sul bianco; torna alla mente il più bel dipinto nevoso, quello per il quale vorresti farti corvo o gazza e volarci dentro per goderne la lattescente luminosità, i Cacciatori nella neve di Bruegel, che fu di Rodolfo II, l'imperatore che portò la corte da Vienna a Praga e si chiuse nel castello con le sue collezioni e i suoi alchimisti.

Dei bambini e un cane giocano con quel bianco soffice e freddo e subito pensano al fuoco. Mobile fiamma arancio, anzi riverbero vividamente aranciato dentro il candore livido.

Quanto è importante che queste case siano delicatamente colorate sotto il bianco della neve?

Foto di Artemisia e Nunchesto.

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