lunedì 15 novembre 2010

Novembre. Menu dei due baccalà





Novembre 2010. Menu dei due baccalà. Ho fatto subire agli ospiti la mia scostumatezza. Se l'attenzione mi cade su una tema culinario sono portata a tornarvi presa da voglia di percorrerne diverse vie. Da un paio di settimane la mia fantasia arpeggia: b-a-c-c-a-l-à; sono al quarto modo di cuocerlo, e ho fatto una cena intorno a due piatti di baccalà. Menu: crostini con pecorino spalmabile di Osilo e uva, minestra con baccalà lenticchie e broccolo romano, baccalà alla romana con uvetta prugne pinoli, polenta bianca, insalata spinaci radicchio melograno, torta rovesciata di papaia, crema di mango.

Crostini con pane di campagna (lievito madre, forno a legna, pasta compatta, forma a pagnotta), pecorino spalambile di Osilo portato con me dal Salone del Gusto, chicco d'uva bianca.

Minestra di baccalà con lenticchie e cime di broccolo romano.

Baccalà alla romana con uvetta, pinoli e prugne.

Polenta bianca.

Insalata di spinaci, radicchio di Verona (quello piccino, con foglie di bellezza cromatica ineguagliabile, rosso sangue di piccione sopra e verde brillante e tenero sotto) e chicchi di melograno. Con essa, olio d'oliva della Valle di Comino, e a scelta aceto di miele o aceto balasamico.

Torta rovesciata con impasto di farina bianca e di grano saraceno, papaia.

Crema di mango.

Poi un ospite mi ha chiesto un liquore dolce e io mi sono precipitata ad aprire, tra i digusti di Nunchesto, il rosolio al mandarino dell'abbazia di Casamari.

6 commenti:

Cristina ha detto...

^_^ Mi piace tutto...Assai!
Domanda: Per acquistare la polenta bianca devo per forza andare in Veneto O_o?
Cristina

artemisia comina ha detto...

dunque, quando indaghi sulla polenta bianca, incontri una sorta di sentimento di segreto privilegio nel conoscerla e nell'usarla, a Venezia e vicinanze, del tipo: quegli altri non sanno che si perdono... io me la sono portata da lì. non ho ancora visto se a Roma si vende dove. forse il solito Castroni...

Anonimo ha detto...

complimenti è un pò che ti leggo: scrivi e fai sono cose belle.ma una domanda se non sono indiscreta (o forse si) ma come fai a fare tutto questo?.. io passo la vita a correre sue giù lavoro.traffico-scuola lava-compiti.. quando trovo quella mezza giornata per cucinare mi sembra un sogno. In genere il we dove sicuramente mi dedico al pane e poi sperimento quello che riesco. In ogni caso a prescindere dalla risposta , grazie. Maria

artemisia comina ha detto...

cara Maria, corro su e giù :DDD
quando posso, metto insieme; per esempio, questa sera, finendo il lavoro alle otto e mezzo di sera, scendo di un piano e mi preparo a ricevere dei colleghi per un incontro serale di lavoro, ma gli fo una teglia di polenta pasticciata e un dolce che ancora non so. Quando li cucinerò? Un po' questa mattina, nei ritagli di tempo, un po' tra le otto e mezzo e le nove e mezzo. Finchè ce la farò.....

Cristina ha detto...

Grazie Artemisia...Proverò di sicuro da Castroni la prossima volta che vengo a Roma :-)!
Cristina

Gianni Accasto ha detto...

la polenta bianca si trova agevolmente anche in Kenya, dove si chiama ugali ed è essenziale per la colazione ;) (anche in Mozambico, dove usano per cuocerla un bellissimo paiolo di ghisa più-che-semisferico con tre zampe da struzzo per metterlo sul fuoco)

(il baccalà alla romana vorrebbe anche la mela)

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