lunedì 9 marzo 2009

Salsa verde




Da Mentuccia Fibrena.

La stringata cucina della Valle di Comino ha acquisito dal Piemonte una semplice e al tempo stesso sontuosa salsa, che qui nel centro sud chiamiamo salsa verde.

Probabilmente a favorire il viaggio della salsa da nord sud è l’uso dell’olio d’oliva, che dalle nostre parti è così buono, e dell’amichevole prezzemolo.

Ovviamente, la salsa verde è un paradigma, e basta che cambi il rapporto tra le parti perché essa pure muti. Io dò un indirizzo, poi vedete voi.

Mettete le due mani a coppa e riempitele di foglioline di prezzemolo, rassodate due uova, lavate una cucchiaiata rasa di capperi sotto sale, procuratevi quattro filetti di acciuga sott’olio, pulite uno spicchio d’aglio e privatelo della gemma interna, bagnate nell’acqua una fetta di mollica di pane casereccio e strizzatela.

Mettete tutto nel mixer e frullate finemente, aggiungendo dell’ottimo olio d’oliva e.v. con una certa abbondanza. Completate con aceto di vino rosso, tanto quanto vi piace che ci sia, senza sopraffare gli altri sapori.

È bene non farla molto tempo prima, perché non viri verso il color cacca d’oca. Aggiungo che a me piace molto, anche sul pane.

Confrontatela con il bagnet verd di Orsy.



***

Nella versione di Polsonetta, senza uova, senza capperi, con meno mollica, nel menu di  Dicembre 2012. Una cena di Natale per AAA



***

Aggiornamento Dicembre 2017

Sempre nella versione di Polsonetta, per un lesso di cappone veneziano.



4 commenti:

Caty ha detto...

non ho mai sperimentato ,temendo aapunto misure sbagliate e ne ho assaggiate di inverosimili che stravolgevano il suo vero sapore ( ma con che coraggio la fanno con la giardiniera tritata?..o almeno ne avevano il sapore..)

Artemisia Comina ha detto...

caty, CHE TI HANNO FATTO?

prova, è così innocente, così facile, e cambiando i rapporti cambia la seduzione, ma non si distrugge. per esempio, qui ci sono due uova perché così girava a mentuccia, ma se ne metti una va bene lo stesso, oppure puoi aumentare il prezzemolo...basta che il baso non ti abbandoni mai mentri trituri e mescoli.

annamaria ha detto...

Anche questa suscita ricordi,belli e antichi,ma che io rendo attuali ad ogni bollito.L'unica differenza è nell'aceto:noi abbiamo le navicelle di aceto balsamico tradizionale di Modena e quello tocca usare....pazienza ci vuole!!

Artemisia Comina ha detto...

e sì, paziente, l'annamaria ;)

PS: da provare, con quell'aceto lì.

PSS: navicelle, che bella parola.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...