giovedì 23 ottobre 2008

Grecia. Dodecaneso. Nissiros. il vulcano Polivatis.



La presenza di un vulcano è sempre terrifica, a meno che non si sia più che certi che dorma proprio profondamente. Il Polivatis tace dalla fine dell’Ottocento, e per un vulcano non è un granché. Cartelli mettono sull’avviso sul mettere i piedi con troppa tranquillità sulle sue trippe bianche e gialle e odorose di zolfo. Bello l’ampio cratere profumato di inferno ai cui margini la terra rigogliosa ancora porta, come immenso anfiteatro, giri e giri di muretti concentrici i cui sassi pian piano si sgretolano, e rigogliosi olivi ancora lì saldi sulle loro radici. Belli gli arbusti contorti e secchi che si appiattiscono tra i sassi nel cuore del cratere, girando e rigirando i loro rami cesellati come gioielli barbari di argento brunito. Tra di loro, Nunchesto scopre l’amica mantide. Il cratere incorona Nissiros, e si dice sia la sua principale attrazione e motivo di gite di un giorno da parte di frotte che arrivano dalle isole vicine. In effetti le gite ci sono, ma non fatevi spaventare dal circo: la passeggiata resta bella.














2 commenti:

Paolo Ferrario ha detto...

un percorso fotografico tematico di grande impatto visivo.
sono un sedentario localista ma mi piace viaggiare in fotografia. come in quel libro: viaggio attorno alla mia camera da letto di de maistre
(disaler: oh finalmente un geroglifico facile da battere sui tasti!)

artemisia comina ha detto...

mio padre diceva che gli piaceva "viaggiar con Tolomeo"... :)

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