giovedì 25 ottobre 2007

Pasta matta soufflé



di Artemisia Comina

Si tratta di una di quelle torte rustiche fatte alla svelta, guardando cosa c'è in dispensa. Fate conto che avete finire di lavorare alle otto e mezza e qualcuno busserà alla porta alle nove e un quarto. A me capita spesso. C'è un incontro tra amici e colleghi e si vuole qualcosa che accompagni un bicchiere di vino: anche quelli hanno appena finito di lavorare e non li volete far rimanere digiuni.

La teglia è di metallo leggero, un ruoto da pastiera a bordi bassi, 26cm di diametro.

La pasta e l'assai suggestivo modo di drappeggiarla sono ispirati dalla tradizione ligure.

Quattro bianchi d'uovo in frigo sono la causa della farcia gonfia, oltre a un certo amore per i soufflé.

Pasta: 200g farina00, 50g di olio e.v. di oliva, un pizzico di sale e acqua quanto basta a fare un impasto morbido. Ricordatevi che avete poco tempo: tutto nel mixer a frullare insieme finché i vari elementi con si congiungono e rassodano in palla.

Stenderla molto sottile, metterla nella teglia lasciandola strabordare assai.


Ripieno soufflé: montare 500g di ricotta di pecora con il minipimer, aggiungere 150g di formaggi secchi grattugiati, un pizzico di spezie (noce moscata, cannella, pepe nero) e uno di sale. Aggiungere un un rosso d'uovo e poi con la consueta delicatezza, 5 bianchi montati a neve.

Versare il ripieno nella teglia, ripiegare i bordi della pasta in modo da coprirlo con varie e vezzose pieghe, lasciandone il centro scoperto. Fare un giro di olio e.v. d'oliva sulla pasta e cospargerla di sale grosso.


Forno a 200° per 30'.

Servirla calda e gonfia.

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