domenica 10 giugno 2007

Zuppa di polpo e gallinella



da Artemisia Comina

In verità, del polpo c’è solo il sugo. In base al principio che non si spreca niente.

Se si cuociono alla Luciana polpi per 1.200kg, si ottiene dalla loro munificenza giusto quel sugo che ci vuole per una zuppa per due.

Dentro tal sugo, su consiglio di Danilo il pescivendolo, ho cotto due gallinelle (chiamate anche capponi; pesci adatti alla zuppa) di circa 400g l’una.

Infine, a crudo, ho messo prezzemolo triturato, un minuscolo piccolo spicchio d’aglio ridotto in crema, un po’ di pepe nero appena macinato e un giro d’olio d’oliva e. v.

La zuppa, ottima, è stata servita su crostini abbrustoliti di pane napoletano, detto anche pane cafone. Un tipo di pane casereccio fatto con farina grezza di grano tenero e lievito madre che può avere differenti pezzature, dalla pagnotta al filone. Quest'utimo assume vari nome a seconda della specifica forma: se allungata, cocchia; se parallepipedo smussato grande, palatone; se piccolo, palatella. Io avevo una palatella, che gli dei benevoli mi fanno trovare in un supermercato vicino, salvandomi dalla spugnosità insapore che man mano stanno acquisendo tutti i pani, anche i celebrati caserecci della provincia romana.
Ecco una foto di palatella.


Come vino, Nunchesto ha stappato un Venica Collio Traminer aromatico 2004 dai forti sentori di erbe che a suo avviso compensano il fondo sapido della zuppa.

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