lunedì 4 marzo 2013

Pilav di burgul, con i carciofi





Lavori di marzo con la luna calante.

Di Isolina

Ho trovato un burgul a grana grossa, dall'aria particolarmente attraente e subito ho pensato al burgul pilavi della cucina Turca. Come alternativa popolare perchè meno caro e più diffuso, il burgul veniva (viene?) molto usato specialmente nell'Anatolia centrale (ricavo dai libri, non da esperienza diretta).

Praticamente si cuoce come il riso. Si risciacqua bene, poi si scola.

In un tegame si fa un bel soffrittino di cipollotto, aglio, peperoncino. Io ho aggiunto della curcuma pensando al colore ed al sottile sapore orientale. Nella cucina turca il soffritto si sarebbe avantaggiato dal grasso di pecora, più modestamente, io ho optato per il ghee.

Appena la cipolla ha preso lucentezza, ho buttato il burgul e rimescolato bene, quindi ho aggiunto il doppio del suo volume di acqua (il brodo avrebbe arricchito) e ho salato. Ho portato a bollore, incoperchiato e lasciato a fuoco alto per circa 5', poi fiamma al minimo per altri 15'. Quindi tolto il coperchio, ho coperto con un panno stradoppio, ho rimesso il  coperchio,  e ho lasciato riposare per altri 15'. Sgranato e biondo, una bellezza.

I carciofi li ho fatti stufare a parte in olio, scorza di limone, maggiorana, sale e mezzo bicchiere d'acqua. In meno di 10 minuti erano pronti.

I due sapori mi sembra andassero veramente d'amore e d'accordo.
 

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