domenica 12 luglio 2026

Paolo Monelli, Giuseppe Novello - Il ghiottone errante. Viaggio enogastronomico attraverso l'Italia



Monelli, P. & Novello, G. (2016) Il ghiottone errante. Viaggio enogastronomico attraverso l'Italia [The Wandering Glutton: A Food and Wine Journey Through Italy] Bra: Slow Food.


“Ecco la pasta con le sarde. Asciutta, di bel colore, pomidorata, si presenta grata e innocua. Ma fin dalle prime boccate ci si accorge che è tutto il contrario: quattro donne in una casa non sono così discordi come gli elementi che la compongono. Il pesce fa a pugni con la cipolla, i finocchi con i pignoli, l’uva passita con il pomodoro e lo zafferano. Tutti i gusti tradizionali sono combattuti. Il palato non ha un attimo di riposo; se si acqueta nell’armonia d’una boccata, eccolo subito sussultare per una nuova sorpresa. Mangiamo tuttavia, esilarati dalla nuova cosa: e trangugiando ci pare di essere un dittatore che compone in pace diverse e discordanti parti di un paese.” (p. 150)
Monelli, emiliano, brillante giornalista; Novello, grande disegnatore, lombardo. Il libro viene pubblicato nel 1935, in pieno fascismo. Avevo letto che se Artusi, romagnolo, aveva ignorato il Sud Italia, Monelli invece l’aveva percorsa in lungo e in largo. Quanto a “palato”, però, i progressi non paiono immensi. I gusti tradizionali di chi? Se servisse qualche testimonianza a dirci che il cosiddetto palato è fatto di cultura – in senso esteso, estesissimo – e non di neurogastronomy, eccola qui. Alcuni dicono che dopo l’ascesa del mito della dieta mediterranea, la faccenda si è ribaltata: oggi il Sud batte il Nord. Forse negli stereotipi sì, ma nella conoscenza no. Ho partecipato poco tempo fa a una diatriba su FB tra persone che gridavano allo scandalo se si chiamava lasagna la lasagna napoletana, e altre, tra cui io, che tentavano di dire che esisteva anche quella. Non ho potuto fare a meno di pensare alle forze congiunte della letteratura creata dai nostri primi gastronomi, e l’industria che riempie gli scaffali dei supermercati di lasagna emiliana e non napoletana (come si inventa la tradizione). Una nota sul dittatore evocato: un omaggio a Mussolini? E perché voleva un piatto innocuo? Stava male di stomaco, o già tremava di paura? E tutto quel pomodoro – va be’ che le versioni sono tante – ma dove se lo era andato a cercare? (GialloZafferano dice che se non avete zafferano, potete usare un po’ di concentrato di pomodoro per dare colore…).

Monelli

Paolo Monelli, giornalista - Giuseppe Novello, illustratore 

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