giovedì 14 gennaio 2021

Gennaio. L' Epifania.


Gennaio 2021. L' Epifania. A Roma piove da giorni, il cielo è nero di nubi, in casa ci vogliono sempre luci, lucette, moccoli. Improvvisamente, il giorno dell'Epifania splende quanche ora di Sole davvero divina. Ci arrampichiamo fino a Villa Doria Pamphilj, non la vediamo da mesi, la ricordiamo brulla di polvere, eccola verdissima di erbette, muschi e licheni ricamano fittamente vecchi tronchi neri di pioggia, ci sono segni delle recenti tempeste: un pino giace riverso e immenso tra gli altissimi fratelli, i rami accasciati al suolo brulicano di bambini. L'Orto Botanico è chiuso, con gli ultimi furti allestisco un centro tavola: sparsi a terra c'erano verdi rametti di tasso - forse gli ultimi temporali; poi le belle piume del magnifico cipresso di Montezuma, che virano dal verde tenero al color rame; quindi dei rami baffutissimi di conifera incognita. Dai terrazzi prendo qualche foglia del ficus bonsai che prospera eccessivamente - non oso cimarlo, ma si dovrà fare - e qualche fiore di elleboro. Decido che o la va o la spacca: Tovaglia (rossa e oro! Indiana!). Moccoli (rossi e oro!). Centrotavola (con furti botanici!). E rana pescatrice al latte di cocco more Kerala, super! La sua presenza giustifica la frittura di squisite pappadam. Ho fatto appena in tempo a cambiare la mise dei quattro protagonisti (Bambino escluso); Mucca e Asino si prestano meglio, una diventa rosa, l'altro viola, collari di fiori, corna d'oro, criniere rosse ed è fatta; più difficile la coppia, la sua sacralità inibisce i pupari, si parte da una base anodina; non resta che intingere lei nei verdi-blu, lui nei rosa-arancio, e poi gran pennellate di porporina. Menu (si fa per dire, e non stupitevi della sequenza, la zuppetta poi, in conclusione, alla cinese): Rana pescatrice con latte di cocco, quasi indiana, quasi Kerala; riso al vapore; pappadam ; Minestra di funghi e patate dolci viola.




















2 commenti:

Pellegrina ha detto...

Sono gli ultimi giorni a Parigi e c’è l’amata couronne des rois, meglio per me della galette. Ne rovina fuori, a mo’ di fava, un minuscolo nandi marroncino in terracotta. Lo prendo per buon augurio di un anno che si annuncia da solo gravido di pessimi propositi (addio alla Francia ),,: ).

artemisia comina ha detto...

<3

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