domenica 6 settembre 2020

Omelette napoletana con ricotta e basilico


Da Artemisia

Roma, Orto Botanico. Non sono per nulla istruita sugli insetti. Ma estate romana e distanziamenti ci portano ogni giorno all'Orto, e ci siamo messi a osservar libellule. Ora non se ne vedono quasi più, è finito il loro tempo. Ci sono state le Damigelle, quelle minime, lievi come un capello, con puntine catarifrangenti, poi le Libellule vere e peroprie, molte di un rosso vivo lucente come fossero incise nei rubini, e molte cilestrine, di un bellissimo celeste polveroso, a volte con piccoli baffi d'oro. Una volta, una sola, a fine agosto, ne è capitata una molto più potente, un elicottero, che facendo incursioni in alta quota, anche entro fronde di vicini alberi, pattugliava nel giardino giapponese uno specchio d'acqua alimentato da cascatelle, che abbiamo visto desolatamente vuoto in restauro, ma che riallagato, presto si è popolato di vegetazione e libellule. E' l'Anax imperator, in Europa tra le più grandi, 76-78 mm. Diffusa anche in nord Africa, Medio Oriente, Asia centro-occidentale. Era un maschio, con l'addome di un azzurro scintillante, che manda lampi. Testa e torace verde acceso, grandi occhi azzurri. La femmina dicono sia simile, ma senza gli scintillanti colori, verdolina. Formidabile predatrice, come tutte le libellule Questo è il punto: i grandi occhi composti da diverse migliaia di occhietti (ommatidi, unità esagonali), la visione quasi a 360 gradi, ogni ala che si muove in modo indipendente e che così permette di sostare a mezz'aria, volare all'indietro, girarsi di colpo, fanno sì che al 95% le prede vengano catturate. Sono 300 milioni di anni che le libellule sono al mondo: hanno visto arrivare e sparire i dinosauri, non so con noi. L'omelette napoletana con ricotta e basilico, che fu di conforto in uno dei pic nic reclusi, è parente sia del Filoscio napoletano: ovvero omelette e mozzarella filante sia delle Frittattine con la ricotta (anche con queste siamo nell'ex Regno di Napoli). Si procede come per il filoscio: si fa una sottile omelette; poi invece che mozzarella si mette della ricotta, e si chiude il tutto a portafoglio.

Battere 4 uova e un rosso con un po' di sale.

Versarle in una padella con dell'olio d'oliva caldo sul fondo.

Farle rapprendere a fuoco basso, smuovendo un po' ma senza girare la frittata, e lasciando che la superficie non sia del tutto rassodata, come per un'omelette.


Battere 120/150g di ricotta (quella che volete, di pecora o mucca o capra) con un bianco d'uovo.

Unirvi un ciuffo di foglie di basilico triturate, del formaggio grattugiato (grana, caciocavallo, parmigiano, vedete voi), sale, pepe nero di mulinello.

Mettere la ricotta al centro dell'omelette.

Poggiarvi su delle striscioline di mozzarella (qui era di bufala) che stia stata a riposo dal giorno prima, circa 50g (potete anche omettere).

Ripiegare sulla ricotta i due lati dell'omelette; oppure poggiate la ricotta su un lato dell'omelette e chiudete con l'altro ripiegato.

Fate cuocere ancora un minuto.

Fate scivolare nel piatto.

Farvi su una striscia di sugo di pomodoro molto sciolto, leggero (passata, aglio, olio d'oliva,  peperoncino secco sbriciolato, 15' di cottura, togliere l'aglio).

Poggiatevi si altre foglie di basilico.
  








2 commenti:

filo e traccia ha detto...

ora è tempo di grilli. Oh, non eleganti come le libellule, ma sorprendenti anche loro e antichi. Solitari e mutanti, a settembre aggrappati a rami e faglie, sono diventati adulti. Chissà all'Orto Botanico.

artemisia comina ha detto...

molte, molte lucertole!

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