martedì 25 agosto 2020

Timballo di anellini alla genovese


Da Artemisia

Orto Botanico. E' un mese e più che corteggiamo fior di loto. Uno si disfa, i pesanti petali si avvolgono come uno scialle, come un abito di ballerina che fa la ruota imperlato di gocce intorno al pistillo che emerge, i futuri semi arrossano; poi i petali caduti spariscono nella pozza verdissima velata di mocroscopiche foglioline che occultano il fondo, gli stami (ci si fa un tè ottimo, pare) che ora sembrano una saggia fiammeggiante barba cadono a ciuffi, gli insetti che si affollavano abbandonano il campo. Il pistillo inverdirà, i semi gonfieranno e cadranno lasciando vuote orbite se nessuno li scoccerà (questa mattina un bocciolo - l'ultimo dell'estate! - reciso e un pistillo scomparso ci hanno suggerito la passaggio di un bambino criminale). Nessuno ci penserebbe, ad agosto. Ma dal freezer è balzata fuori a sorpresa una genovese magnifica e abbondante, il cui primo destino fu santificare penne, e ne gioimmo. Dopodiché ce ne'era ancora. Era già stato provato un Timballo di anellini con genovese di verza. Anellini? Anellini!

Per prima cosa dovete avere della genovese. 500g, direi.

Cuocere gli anelletti (200g circa) in acqua bollente salata, al dente.

Condirli con parte del sugo genovese.

Imburrare bene uno stampo cilindrico di 13cm per 8cm, apribile.

Cospargerlo di abbondante pangrattato.

Rivestirlo con prosciutto dolce tagliato finissimo (ho usato San Daniele; potete ometterlo).

Anelletti sul fondo, poi due cucchiate di genovese, manciatina di dadini di scamorza fresca, manciatina di parmigiano grattugiato, quindi anelletti, sugo, scamorza, parmigiano, anelletti, concludere con uno strato di anelletti. Pressare con garbo.

Pangrattato, fiocchetti di burro

Forno a 180° per 30/35'.

10/15' di attesa, capovolgere lo stampo sul piatto, aprirlo, sformare.





 




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