Venezia 2006. Pescaria e spuntini. La neogotica Pescaria, i suoi pesci che fanno boccacce dai capitelli, mi affascinano. Se dovessi pensare un itinerario veneziano, proporrei di studiare il neogotico: per il piacere di rintracciare abilità ancora vive di scolpire, cesellare, immaginare, e di finirla con un vero e falso senza riflessione. E' bello prendere il traghetto di Santa Sofia che attraversa il Canal Grande all'altezza di Rialto, tirandosi dietro il santo carrello che acconci volteggi di polso adattano ai gradini saliscendi dei ponti, e portare qualcosetta a casa, per esempio per una veloce Acqua pazza. Per accompagnarla basta un piattino di Sarde in saor e uno Sfilatino con le olive, che si trova ottimo. Poi ci mettiamo magari una cucchiaiata di Marronata Boschetti, comperata in ruga di Rialto, dal venerato Mascari. E gli squisiti Fichi già autunnali. Infine, una Crema. Cos'è una crema a Venezia? Chiedo alla pasticcera: mi dà un diplomatico? L'occhio di lei diventa immensamente vacuo, ogni movimento sospeso. Indico. Ah! Una CREMA! Nella pupilla rifluisce la luce, nel sorriso torna la vita, la mano rianimata afferra la pasta e me la porge: il mondo ha ripreso a girare per il suo verso.
Sarde in saor
Pesce all'acqua pazza
Sfilatino con le olive
Marronata Boschetti
Crema (per il resto del mondo: diplomatico)
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