venerdì 19 maggio 2017

Piccoli fritti e una nuova pastella



L'upupa viene a trovare i suoi confratelli di legno.


Di Isolina, ovvero Brassica Illirica

Ancora dall'orto: l'unico nostro carciofo, superstite glorioso di una volta prosperosa carciofaia.
Quindi decido di farlo fritto.

Accosto naturalmente la salvia, due piccolissime zucchine e, per la prima volta, almeno che mi ricordi, peperoncino fresco.

La variante sta nella non-pastella. Ricordo di altri tempi, quando a Rodi mangiai un fritto fantastico di melanzane, accompagnato da skordalia. Tanto era buone, che andai in cucina a indagare. La grande grossa cuoca mi fece vedere che si trattava semplicemente di immergere le cose da friggere in acqua fredda e poi passarle nella farina. Come pensavo si facesse solo per i fritti di piccolo pesce.

Provo: farina0 mescolata a maizena, tenuta al freddo, e ciotola d'acqua ghiacciata dove immergere le cose da friggere.

Il carciofo lo taglio a fettine e lo metto prima nel solito ammollo. Il peperoncino lo taglio per il lungo e tolgo i semi.

Poi porto l'olio d'oliva a temperatura (170°), immergo le verdure nell'acqua e le avvoltolo nella farina, (scrollata perché non sia eccessiva), friggo.

Esultanza. La foto fa vedere il piatto già avviato, non avevo intenzione di condividerlo. Magari imboccherò altre strade, tornerò su quelle già percorse, ma questa certa voglio tenerla presente.




1 commento:

la belle auberge ha detto...

Non si finisce mai di scoprire nuove strade. Raccolgo il suggerimento tuo e della cuoca e lo metto al sicuro. Grazie.

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