giovedì 16 febbraio 2017

Il panino più buono: pane carasau, lingua, avocado, finocchio



Argentei gli olivi, sempre. Scheletrica la quercia, e la mimosa è messaggera incauta.

Di Isolina 

La lingua, da nobile vitellone chianino, è stata bollita con odori quali alloro, chiodi di garofano, fronde verdi di finocchio e naturalmente sale. Messa ad acqua bollente, è stata lasciata cuocere per circa un'ora. Questo il giorno prima. Il brodo l'ho usato per altro scopo.

Mentre ammannivo il pranzo per il Cavaliere, ho deciso che scartavo la  mia dieta di yogurt e usavo la lingua fredda.

C'era anche un mezzo avocado (che di solito finisce nello yogurt salvo idee improvvise).

Ho tagliato a fette sottili del finocchio (onnipresente).

A fette sottili anche la lingua, che ho condito con fleur de sel di Lesö (proviene dalle amiche danesi, notevole) e poco olio e.v. d'oliva.

Il pane carasau avvi sempre. L'ho presentato al rubinetto dell'acqua e gli ho fatto una fulminea doccia.

Ho messo il carasau sul tagliere, su una metà ho spalmato il tenerissimo avocado, sopra ho posato la lingua, quindi il finocchio e ho coperto con l'altra metà di carasau.

Il Cavaliere mi ha guardato allibito, io ero in estasi fin dal primo boccone.




Marie Louise e Marianne, le Vichinghe, ci portano questo regalo. Uno è un tappo, chiaro ma l'altro? Uno strumento per controllare la cottura delle patate. Quello che non si vede è che sono stati fatti a mano dalla bravissima ML : legno di olmo il più scuro e frassino il più chiaro.


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