sabato 25 giugno 2016

Ratatouille ovvero rattatuglie, dell'infanzia


Da Mentuccia che ricorda.

Bambina, mi abbuffavo di rattatuglie di prima mattina, ospite della zia Lidia che, non essendo sollecita e preoccupata come mia madre Aida del mio nutrimento e della mia inappetenza (come le era potuto venire in mente, se per farmi morire di fame), mi permetteva, con ospitale rilassatezza, di abbandonarmi finalmente all'appetito - non indiscriminato, per altro: il rattattuglie era ottimo. Eravamo fuori dalla Valle di Comino, a Isola Liri, con cui avevamo stretti rapporti essendo la sede di mio padre come notaio; lì negli anni precedenti - non moltissimi - erano passate famiglie francesi a gestire cartiere; borghesi, anzi in odore di nobiltà, con al seguito cuochi che lasciarono tracce (vedere la storia dei gamberi di fiume di Mingone, una zuppa dell'inzio del XIX secolo); tra cui - pare - codesto rattatouille che si localizzò come rattattuglie (e muta). Ben diverso dal salutare ratatouille minceur di Michel Guerard e diciamolo, più buono. Le foto celebrano la Madonna sul muro esterno della casa, i vecchi orci dell'olio recuperati in giardino, la finestra della cucina che dà sul tiglio ritorto, gli ibiscus che comperavano Artemisia e Nunchesto in visita estiva. Artemisia apprezza ed esegue nel menu di  Maggio 2012. La cena del pollo alla birra. Il ratatouille sarà anche nel menu di Settembre 2019. Sottopiatti parigini e farsi coraggio. Per un invito a cena, per pensare all'autunno come a una primavera.
Notare la versione abruzzese del rattatuglie, di Polsonetta, con geniali aggiunte di olive, pinoli e pangrattato.

Ratatouille ovvero rattatuglie, dell'infanzia

Vedure estive vengono tagliate in pezzi regolari e minuti: melanzane, peperoni, zucchine; si aggiungono cipolle e volendo patate.  Con due di ciascuna si ottiene un bel rattatuglie da riempire una teglia da forno.

Tutto si condisce con olio d'oliva ottimo e sale e si mescola intimamente con le mani.  

In teglia senza ammucchiare perché ogni cosa possa rosolare, e cottura a forno su i 180° fino a cottura rosolata, appunto. Non sarà breve: almeno un'ora.

Ottimo tiepido come freddo. 












3 commenti:

Anonimo ha detto...

ottima.. fatta giorni fa. consiglio di attenersi alle temperature di AAA e di non lesinare con olio. grazie, ciao, stefano

Anonimo ha detto...

aggiornamento: gli avanzi sono stati usati sia per condire pizzette fatte con pasta pizza arricchita (brioche molto povera) sia in frittata.
ottimi avanzi da avere in frigo
s

artemisia comina ha detto...

minceur mia nonna! :D

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