sabato 9 gennaio 2016

A Venezia, consommé col Lagavulin e corni dogali



Da Artemisia

Il Lagavulin è uno scotch whisky single malt prodotto sull'isola di Islay, al largo della costa occidentale della Scozia. Spiccano profumi oceanici e regna l'odore di torba dovuto all'acqua dei Solum Lochs, le vicine sorgenti. Caldo, corposo, morbido, vellutato, di grande equilibrio, intenso, persistente (tutte queste qualifiche, con i miei sentimenti e con l'aiuto di wikipedia e del sito del Lagavulin, dove invito a leggere la storia del fondatore detto Restless Peter, Peter l'irrequieto).

Scopro che in cucina è come il tartufo bianco: trasfigura ciò che tocca. L'ho usato in questo Cake al Whisky e in questi Involtini di vitello, prosciutto cotto, cioccolata e Lagavulin, e l'effetto è sempre di presenza magica. Avendo dell'ottimo brodo di cappone, ne metto un sorso sul fondo della tazza. Magnifico.





Eravamo a Venezia, nei primi giorni dell'anno; eravamo appena rimasti in due; giorni di trasparente chiarezza luminosa si alternavano a meno frequenti pioggie fitte; ci offrimmo il caldo consommé e formaggi con mostarda mantovana.




Tutto ciò, in una Venezia ora molto luminosa, ora lacrimosa.


Nel nostro girovagare, mi cascò l'occhio - campo San Giovanni e Paolo - su questi corni dogali fatti come conchiglie ritorte: il primo lo avevo visto molti anni prima su un muro di Torcello: intimità acquatiche veneziane.




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