venerdì 4 gennaio 2013

PRAGA. PALAZZO STERNBERG. STANZINO CINESE


Cedo spesso alla tentazione di infilarmi in un museo: sono il tipo adatto. Silenzio, straniamento, spesso solitudine, strani oggetti intorno a me dapertutto che bisbigliano in linguaggi misteriosi di cui conosco molto parzialmente la decifrazione, quel tanto che basta per tendere l'orecchio, cercare  di capire il discorso.

Detesto quindi che mi si impedisca di fotografare, perchè vorrei tanto catturare questa atmosfera, certe luci, certi scorci, certe finestre, certe porte. L'ultima cosa che mi viene in mente di voler fotografare sono le opere, così difficilmente riproducibili. Ma cortili, scale, passaggi, quelli sì.

Quindi sappiatelo: il di recente e tra molte spese e difficoltà restaurato stanzino cinese di Palazzo Sternberg è stato fotografato di nascosto. Cinese per via di certe placche di porcellana incastonate tra volute molto barocche, come allora si faceva; tutto del resto è barocchissimo, come lo stesso palazzo, frutto dell'arrivo degli italiani allora architetti alla moda tra il 1698 e 1707.

Il palazzo conserva una parte delle sparse collezioni nazionali, in particolare arte europea quattro-settecentesca. Un pezzo forte è la pala del Rosario di Dürer, originariamente dipinta per la comunità tedesca di Venezia che pare fosse ammiratissima da Rodolfo II, il malinconico Asburgo, che la acquistò e la portò a Praga. Il dipinto è devastato dal tempo e probabilmente dai restauri, e ne resta un'ombra dove si vede la finezza cesellante di Dürer, che si è rappresentato con il solito narcisismo, alto, barbuto, biondo, acchittato, sullo sfondo e insieme in evidenza.

Essa è tutelata da un guardiano in preda a un furor marciandi veramente minaccioso: con gran passi marcati percorre la sala da un capo all'altro, parendo voler battere il capo nel muro verso cui va spedito, ma all'ultimo fa una pitoetta secca e riparte per l'altro verso. Non pare vedere nulla, eppure ti fa tenere le mani dietro la schiena. Superata questa sala, la sorveglianza si fa molto più morbida.

Sul biglietto un'altra gloria del museo: il Vecchio Studioso di Rembrandt.

Io mi sono soffermata soprattutto con i fiamminghi e gli olandesi.



4 commenti:

Paola Bacci ha detto...

Complimenti per lo splendido post!!! Un abbraccio e tanti cari auguri di buona Epifania!!!

artemisia comina ha detto...

tanti cari auguri anche a te, tra i rarissimi e preziosi estimatori di questo tipo di post :))

e il basilico ha detto...

Foto di nascosto? Io adoro! :) Devo andare a Praga prima o poi, ora è ufficiale. Buon fine settimana. un bacio. eleonora

artemisia comina ha detto...

:)

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