giovedì 26 gennaio 2012

Indianerie. Thoran di cavolo, praticamente un curry



Da Isolina

Capita a tutti? Non so. Ogni tanto le cose mi prendono, ogni tanto sembra che abbiano un potere loro. Manifesto o enigmatico, ma certamente un loro potere di infiltrarsi nella nostra vita in modo che poi è difficile farne a meno. Oggetti che vengono da lontano nel tempo o nello spazio, o arrivati da poco e subito andati al loro posto. Un posto che si sono scelti, forse. In casa c'è terzetto che non è nato insieme, anzi, ma adesso non potrei più muoverlo. Primo arrivò l'elefantino, solo e non adorno. Aveva avuto una sua tribù che sia era sciolta per forza di cose. Ogni tanto gli portavo un addobbo. Poi venne il piccolo Ganesh e furono molto contenti della reciproca compagnia. Anche Ganesh va arricchendosi. Ultimo arrivò il colorato leprotto. Andò annusando in qua e in là e un giorno fece chiaramente sapere che sarebbe rimasto lì.
Gennaio nella campagna senese: limpido sole, mantelli di neve. Ganesh e il raccolto verduroso di ieri mi hanno gridato: thoran. Riportata a Tellicherry sulla costa nord del Malabar, Kerala. Magari qualcuno ne conosce il nome perchè di lì viene, si dice, il miglior pepe nero del mondo. Comunque è uno dei posti dove venivano raccolte tutte quelle spezie preziose che poi venivano caricate sulle grandi navi che le portavano in Europa. Uno stay at home in una bellissima casa alta sulle rocce di fronte al Mar Arabico. Una luce stupenda dentro quelle penombre ristoratrici dove è bello sognare. Comunque è lì, dove facevano anche corsi di cucina, che fui introdotta tra altre cose al cabbage thoran che trovai squisito. Uno degli ingredienti era il cocco e io ne sono sprovvista, come pure di foglie di curry fresche, quindi un thoran non ortodosso, ma come quello originale, assai gustoso. Ideale, se si vuole restare sul vegetariano, praticamente vegano, come insaporimento di un bel riso basmati. Lì usavano solo il cavolo cappuccio, io ho osato la miscela di verza, cavolo rosso e foglie di mostarda.

In un largo tegame si mette poco olio d'oliva, si aggiungono semi di senape e in sostituzione delle foglie di curry, asafetida.

 Appena saltano, via a una cipolla affettata e a un peperoncino verde pure affettato.

Ora si aggiungono le verdure - verza, cavolo rosso e foglie di mostarda - tagliate nelle solite striscioline

Una bella mescolata e poi un bel pizzico di curcuma e un mestolino d'acqua, quindi si sala.

Si abbassa la fiamma e quando l'acqua è assorbita (a questo punto si aggiungerebbe il cocco grattato), il tutto è pronto.




6 commenti:

Paula Feldman ha detto...

sapevo che avresti inventato qualcosa di splendida....

aldebarina ha detto...

Buonissimo grazie! lo faccio subito! se ho foglie di curry fresche allora non uso il pizzico di assafoetida...ho capito bene?
Grazie e buona giornata

isolina ha detto...

Secondo m le puoi usare tutte e due. Ti dirò, l'asafetida la uso in praticamente tutte le cose indianeggianti, sembra che abbia anche doti salutari, come il curcuma

Carmine Volpe ha detto...

ogni tuo piatto è sempre un viaggio in un mondo nuovo di sapori e colori, un ottimo contributo per migliorare le nostre conoscenze sui cavoli, basta conoscerli e saperli cucinare per apprezzarne meglio il sapore

bruna ha detto...

Mi accorgo di avere un'immensa ignoranza: foglie di curry...foglie di mostarda... mi urge un corso accelerato!!

isolina ha detto...

Le foglie di mostarda vengono dal mio orto dove le semino ogni anni .:Qualche volta si autoriseminano, e da piccle e fresche le uso nell'insalata.Quelle di curry... Qui le ho trovate sole secche e non valgono niente. Ma forse nei grandi mercati multietnici cittadini. Comunque
sono le foglie di un albero... che non cresce dalle nostre parti e solo loro hanno dato il nome, occidentale, al curry che in luogo è chiamato in tanti altri modi, ma non curry

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...