venerdì 18 novembre 2011

La frittata dolce alle mele


Da Isolina

Spesso, quando eravamo soli, padre via, sera d'inverno, questa frittata diventava una cena per noi "bambini". Penso fosse una variante della lombardissima laciada, quella di Barba Pelada (BP l'ha fa i turtei, ghe ne dà minga ai so fradei, so fradei fan la laciada, ghe ne dan minga a Barba Pelada). Credo di dover chiedere venia per la trascrizione, certamente non corretta e mi sembra che traduzione sia superflua?

La laciada è (dovrei dire era?) una semplice pastella di latte, farina, uova e un pizzico di sale, nelle dosi che più convenivano, ma che comunque doveva arrivare ad una consistenza leggermente più spessa di quella delle crèpes.

Si scaldava del burro in una padella di ferro e si versava la pastella che doveva ben dorarsi, poi si voltava dall'altra parte, altro quasi abbrustolimento e quindi si serviva cosparsa di zucchero.

La versione di mia madre, cuoca riluttante, prevedeva delle mele tagliate sottilissime mescolate alla pastella aggraziata di scorza di limone, e di piccola quantità di zucchero. Il tutto veniva cotto in padella, a fuoco più lento. La quasi tortina veniva voltata una volta con l'aiuto del provvidenziale coperchio, fino a completa cottura. Zucchero poi, a volontà.

5 commenti:

arabafelice ha detto...

Meravigliosa, ancora oggi ogni tanto è la mia cena!
La mia versione non prevede latte nelle uova, e diventa proprio un'omelette dolce...

dede ha detto...

è un pezzo che non ci vado, ma anni fa la frittata dolce di mele era uno del 69 antipasti del ristorante Bastian Contrario a Moncalieri http://www.youtube.com/watch?v=8fDjFQHrmC8

isolina ha detto...

anvedi, e io che credevo fosse una cosa di famiglia!

Giovanna ha detto...

mai provata, ma mi piacerebbe sicuramente...la proverò!!!

Ana Miravalles ha detto...

mi piaciono tanto queste ricette legate cosí profondamente alla vida e alla storia familiare. (lo dico anche per il post precedente!).
tanti carisaluti

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